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 Home page > Attualità > Cronaca > L’assicurazione auto? Per i disoccupati costa di più

L’assicurazione auto? Per i disoccupati costa di più

E’ tempo di crisi. Come è normale che sia in momenti di difficoltà tutti fanno il possibile per venirsi incontro. Bisogna dirlo, gli italiani si aiutano.


Così ad esempio le compagnie assicuratrici hanno proposto dei prezzi di favore per i disoccupati: un Rc per un’auto media, con quattro anni di vita senza incendio e furto, costa solo 442 euro. Un impiegato, invece, regolarmente assunto ne paga 412.

Ebbene sì. L’impiegato ha un prezzo di favore rispetto al disoccupato ma non dovrebbe essere il contrario? Quale sia la ragione di questa scelta lo ignoro. Che i disoccupati siano più inclini a fare incidenti rispetto agli impiegati? Forse presi dalla noia e dal nervosismo per la loro situazione sbandano e vanno a sbattere contro i pali. O gli alberi laddove ci siano.

O forse, sempre per la loro situazione economica precaria, potrebbero pensare con più frequenza a qualche truffa ai danni delle assicurazioni. In un paese normale le truffe dovrebbero essere un’eccezione, ma la cronaca quotidiana italiana ci insegna il contrario. Chissà che le assicurazioni non considerino i disoccupati una categoria a rischio.

O il discorso potrebbe essere prettamente economico: essendo l’impiegato, il dottore, l’ingegnere regolarmente stipendiati a fine mese, hanno più soldi da spendere. Quindi le assicurazioni fanno un discorso di marketing: vedi come siamo bravi. Ti veniamo incontro, stipendiato o libero professionista che sia, però tu assicura qualcos’altro a noi, un’altra macchina, una casa, la tua vita?

Chi ha notizie a proposito è pregato di comunicarmele. Per quanto mi riguarda, tralasciando le ragioni umanitarie - “Dico io, già sono disoccupato, poi mi fate pagare anche di più” – si potrebbe tranquillamente fare il discorso opposto: un disoccupato, ha molto più tempo, ma anche meno necessità di muoversi.

Non deve ogni giorno andare a lavoro e vedersi costretto ad aumentare i suoi ritmi di vita e chissà magari a correre di più in auto. Bruciare quel semaforo che da arancione diventa rosso. E poi quell'imbranato che ogni giorno lo rallenta e lo costringe ad un sorpasso azzardato oltre la corsia.

Altro che, forse questi lavoratori sono proprio una categoria a rischio... incidenti. Sempre costretti ad arrivare in orario, con tutte le cose che hanno da fare. Però ora non è che lasciate invariato il prezzo per i disoccupati e aumentate quello degli impiegati o chi per loro.

Perché con gli italiani bisogna essere chiari, capiscono sempre fischi per fiaschi. Sono capaci di dire "ok, hai ragione. Lasciamo il prezzo invariato ai disoccupati e aumentiamo il resto". No, magari una bella promozione per i disoccupati, facendo scendere le loro tariffe Rc auto, sotto quelle dei lavoratori impiegati, quello sì.

Questo articolo è stato pubblicato qui


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