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"L’anima buona di Lucignolo", o del circo morente

Intervista a Luca Saccoia, regista e interprete dello spettacolo che va in scena il 22 e 23 giugno al Teatro Sannazaro per il Fringe Festival

Chi, vedendolo a Benevento Città Spettacolo, l'ha definito "una favola al contrario", ha colto solo in parte il senso de "L'anima buona di Lucignolo", in scena in una versione completamente nuova il 22 e 23 giugno al Teatro Sannazaro per il programma dell'E45 Fringe, la rassegna indipendente del Napoli Teatro Festival organizzata da Interno 5. Un lavoro che, agendo con un crossover nel classico di Collodi, conduce altrove: negli abissi della psiche, nella riflessione sulle forme dell'arte, verso la critica di sistema sulla gestione della cultura. Una celebrazione di un circo in rovina come elogio del teatro morente.

Ne parliamo con uno dei protagonisti, Luca Saccoia, che dello spettacolo è regista e interprete. "Verso il pubblico noi, che facciamo teatro, abbiamo una responsabilità sociale", dice. E trova spunto in un momento della sua carriera, per spiegare l'origine di questo spettacolo.

Come nasce l'idea che sta dietro a "L'anima buona di Lucignolo"?

Durante l'ennesimo terzo atto in cui non entravo in scena e mi annoiavo, iniziai a rileggere Pinocchio. Arrivato al capitolo xxx incontrando Lucignolo(che in realtà è un soprannome, il vero nome è Romeo) ebbi un'immagine e mi domandai: "E se fossero stati venduti entrambi al direttore del circo?". Con un'idea però non si fa un mestiere e nonostante le tante immagini che mi affollavano la mente, mi mancava l'autore. Anni dopo avendo conosciuto Claudio B. Lauri finalmente ce l'avevo. Da questo felice incontro e da una serie interminabile di sedute al tavolino è nato il testo che ancora oggi è in evoluzione.

Lo spettacolo, leggiamo, si nutre di diverse professionalità, colte da varie discipline, artistiche e non.

La serie di fortunatissimi incontri ha reso possibile la messinscena de l'anima buona di Lucignolo. C'è amore e interesse intorno a questo progetto. Ci sono amici che con le macchine hanno trasportato parte delle scene in teatro, altri che hanno regalato oggetti di casa utili alla regia etc. e poi c'è il gruppo, il fantastico gruppo che fondendosi rende possibile qualsiasi cosa e che non finirò mai di ringraziare.

Sappiamo che è un progetto multidisciplinare: lo spettacolo, un libro, e poi?

Il secondo degli obiettivi che ci eravamo prefissi è stato raggiunto. Il testo è Edito da Caracò editore e funge da vero e proprio libretto d'opera, essendo il nostro uno spettacolo musicale definito "operetta dark".

Il poi? Abbiamo due progetti paralleli: l'audio libro, e qui siamo già parecchio avanti, avendo gia' registrato tutto. E il film. Un esperimento a metà strada tra cinema e teatro.

Il Fringe sta riscuotendo maggiori consensi del Napoli Teatro Festival.

Far camminare parallelamente due festival crea "involontariamente" una competizione. Serie A e serie B? E qual è il verso giusto? In realtà cambiano solo i mezzi con cui si mettono in scena gli spettacoli del Fringe rispetto a quelli del NTF. Per il resto c'è solo da vedere del "buon teatro" o del "cattivo teatro". Probabilmente gli stimoli delle compagnie Fringe e il fatto che sono state selezionate da una giuria internazionale costituiscono fattori importanti per la buona riuscita della manifestazione e leggendo il programma devo dire che il livello è altissimo e per questo il pubblico è felice.

Una conclusione sullo stato dell'arte, del teatro d'autore, oggi in Italia.

Sono troppo concentrato sui miei problemi. Ecco qual è forse il vero stato delle cose: una serie di artigiani dell'arte che preoccupati del proprio quotidiano si aprono sempre meno verso l'esterno generando quasi esclusivamente dei conflitti interiori che il piu' delle volte lasciano sopiti o insoddisfatti dei desideri. Avere un'idea e già pensare a prescindere da tutto a quanto hai a disposizione per realizzarla non necessariamente porterà ad un cattivo lavoro, sicuramente lo condiziona. C'è tanta tanta offerta ma poco coraggio e senza quello si pensa solo al misero quotidiano.

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