Un libro per una vita.
Due appuntamenti si susseguiranno. Due sabati per parlare di due storie. Due giorni per due padri che non hanno smesso di lottare per i loro figli. Due nomi come esempio per tutti. Due casi che nulla hanno a che vedere l’uno con l’altro, se non la voglia di lottare che li ha fatti conoscere e che li porterà a coesistere in un libro che vedrà la luce nei prossimi tempi.
Fabio e Leonardo, padri coraggio.
Oggi voglio parlarvi di Fabio e del suo piccolo
Daniele, un meraviglioso bambino, nato il 29 gennaio del 2007.
Non mi dilungherò troppo sugli accadimenti; questi si potranno leggere tra le pagine che
Fabio Amanti e
Cinzia Lacalamita, una giornalista, un’amica, una madre, una donna, stanno compilando insieme.
Daniele era un bambino sano, senza problemi, l’angelo di famiglia.
Dopo soli sei mesi, piccoli lividi compaiono sulle sue gambe. Le analisi tempestive parlano chiaro: Distrofinopatia, sospetta Distrofia muscolare. Non si può eseguire biopsia fino al primo anno di età. Nel frattempo sale l’apprensione, nulla vi è di peggio che il silenzio, il non sapere, il non poter dare un nome certo a qualcosa che si spera non esista affatto.
Cosa sta succedendo a Daniele?
Ho avuto modo di conoscere Fabio e la sua storia su
Facebook, o meglio attraverso i gruppi di solidarietà nati con il solo scopo di essere d’aiuto, di fare qualcosa, di dimostrare presenza e vicinanza alla famiglia del piccolo Daniele.
Fabio non si è mai voluto arrendere. La ricerca destina i fondi, pochi, sempre meno a dire il vero, a favore di malattie più conosciute; per questo l’uomo Fabio, il padre, il lottatore, non si è fermato un solo attimo fino a “diventare socio di
Parent Project, una Onlus che finanzia solo ed esclusivamente progetti di ricerca per la distrofia muscolare di Duchenne e Becker. L’associazione promuove campagne di raccolta fondi e di sensibilizzazione in tutto il territorio nazionale destinando i proventi a programmi specifici che vengono individuati sia in Italia che all’estero. In questi anni ha contribuito al finanziamento di più di 50 progetti di ricerca.”
Cinzia sta facendo di tutto per preservare il nome della famiglia Amanti, per fare in modo che nulla possa infangarne la reale angoscia, il sincero dolore e la terribile paura che li accompagna giorno dopo giorno.
Ha deciso di scrivere questo libro (di cui per ora non si conoscono, per ovvi motivi, ne’ la casa editrice ne’ gli accordi stipulati in merito) con lo scopo di raccogliere fondi per studiare la malattia, e per far conoscere la storia di un bambino come tutti gli altri, ma segnato da un destino “diverso”.
All’interno del libro, ci saranno testimonianze di
amici, parole di
conforto, di
accusa, urla di
incredulità ma soprattutto trasparirà la
speranza che qualcosa si possa fare, che una possibilità ci sia ancora.

E’ con le parole scritte ad hoc per questo articolo da un caro amico di Fabio e Daniele, nonché amico di tutti noi, che vorrei concludere: "
Ho scritto una lettera aperta a Daniele. Avevo voglia di raccontargli come si vive in sedia a rotelle, non perché penso che a lui succederà, ma perché sono convinto che la vita vale in ogni modo, anche se adesso è il momento della battaglia per vincere la malattia, per sconfiggere questo gioco del destino, ingiusto, assurdo. Ho scritto a Daniele perché è un bimbo felice, grazie a due genitori stupendi".(
Franco Bomprezzi)