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di roryra sabato 19 novembre 2011 - 5 commenti oknotizie
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Incertezza e Quarto Conto Energia: il fotovoltaico italiano tiene

Dopo un anno, il 2010, che ha registrato numeri impressionanti di crescita per le installazioni di impianti fotovoltaici, spingendo finalmente l’industria e l’indotto italiano di settore, il 2011 è stato palcoscenico di retrofront, valutazioni estemporanee e alla fine dell’accantonamento del terzo conto energia per dar vita al quarto, rivisto e corretto, non solo nell’entità tariffe premianti ma pure nelle regole.

I numeri del fotovoltaico, proroghe e deroghe.

L’irritazione per i numeri del fotovoltaico e tutte le conseguenti polemiche sull’eccesso di finanziamento attraverso il sistema di remunerazione dell’energia prodotta da fonte solare, sono state in realtà una conseguenza della proroga concessa dalla norma c.d. Salva Alcoa; un decreto di deroga all’applicabilità delle ricche tariffe del 2° conto energia, non più valide soltanto per gli impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2010, ma anche per quelli completati entro quella data.

La deroga ha scatenato la corsa a concludere le installazioni entro la fine dell’anno con un risultato finale sospetto. Nei soli ultimi due mesi è stata comunicata, secondo la procedura G.S.E. la fine dei lavori per ben 4 GW di impianti. Con queste cifre è stata ampiamente superata la soglia finanziabile dal 2° e 3° conto energia, causando le proteste dei grossi consumatori, le grandi industrie energivore, secondo cui il costo della sovvenzione al kwh fotovoltaico – drenato nelle bollette elettriche - starebbe diventando insostenibile e causa, per le loro aziende, di ulteriore gap di competitività sul mercato globale.

L’allora Ministro Romani.

Il Ministro Romani, appena insediato ha pensato di raccogliere le sollecitazioni degli industriali – adducendo anche motivazioni di eccesso di costo per le bollette degli italiani tutti. E’ sembrato in realtà che alla base ci fosse, soprattutto, la linea dell’inutilità del solare contro la grande idea del nucleare. Poco interessato ai sondaggi – da sempre univoci che confermano come gli italiani siano assolutamente favorevoli a spendere di più in bolletta pur di sostenere le rinnovabili – e nonostante le proteste degli operatori del settore fotovoltaico, che ormai conta un numero importante di aziende e di addetti e che produce un indotto estremamente rilevante, il terzo conto energia è stato bloccato dopo soli tre mesi dalla sua entrata in vigore.

Un blocco repentino e con scarso preavviso attuato con il c.d Decreto Romani, che ha letteralmente mandato nel panico il mercato ed ha fermato le vendite e le installazioni per diversi mesi. In generale c’erano degli argomenti plausibili e ragionevoli per rivedere il conto energia e l’entità delle tariffe; ed anche per ridurre gli eccessi speculativi ed i progetti di grosse centrali. Ma la vicenda del Decreto Romani, diffusamente ormai chiamato “Ammazza Rinnovabili” e del Quarto Conto Energia, è un ulteriore esempio del modo di fare politica energetica in Italia, specialmente riguardo a nuove tecnologie e risparmio energetico.

A prescindere dal merito delle nuove norme del Quarto Conto Energia, che presenta novità anche condivisibili e correzioni ad eccessi speculativi, resta lo strascico che ha a che fare con i danni creati al mercato fotovoltaico nei mesi passati e la luce di incertezza, anche per il futuro, sulle normative di incentivazione del settore.


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