‘Fantomax – non temerai altro male’ esce nel febbraio 2011 per Coconino Press (Fandango).
‘Carriera criminale di Clelia C. – un’epopea camorrista’ esce nell’aprile 2011 per Black Velvet Editrice.
Due fumetti profondamente differenti scritti dallo stesso autore, Luigi Bernardi, ma anche due prodotti editoriali diversi nella presentazione quanto nei contenuti. S'intravvedono, invece, a mio avviso, approcci, affondi, intenti e nudità che li accomunano e li rendono più movimenti che statiche rappresentazioni di narrazioni disegnate.
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‘Fantomax’, 224 pagine a euro 17,50, disegnato da Onofrio Catacchio in bicromia nel formato 17x24, alterna alla narrazione grafica contenuti ‘extra’ dagli ‘archivi segreti di Fantomax’: si tratta di schede sinottiche dove si ripropongono specifici fatti della Storia agganciandoli con precise ‘connessioni’ al fumetto stesso.
Un volume che non passa inosservato, non solo per peso e dimensioni quanto per ‘grana’ delle pagine, cura, colori e contenuti.
Al di là dei gusti individuali, di quanto il lettore possa sapere del personaggio di Fantomax (che ha compiuto cent’anni proprio nel 2011) e di quanto l’approccio malvagio possa realmente colpire e catturare, resta un volume che non lascia nulla al caso, contestualizzato, ragionato, dove i due autori hanno curato dettagli e approfondimenti.
Ammiccante, visionario, a salterellare tra passato e immaginazioni future, dove “tutti i riferimenti a fatti di cronaca e personaggi pubblici reali sono usati in maniera fittizia”. Forse.

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Stesso formato per ‘Carriera criminale di Clelia C.’, 170 pagine a euro 16, disegnato da Grazia Lobaccaro ha però una veste nettamente diversa. In bianco e nero, fogli canditi, brillanti. Dopo l’introduzione di Raffaele Marino (Sotto il vulcano della camorra), oltre centocinquanta pagine filate di storia e immagini, per poi concludersi con una sorta di postilla dello sceneggiatore Bernardi (A proposito di Clelia C. e del racconto criminale).
Le ‘sei volte’di questa protagonista qui narrate in un lasso temporale che dal 1981 arriva al 2020. Un lasso che permette allo sceneggiatore di non dimenticare contestualizzazioni storiche, sebbene impastate con la finzione, come spiega lui stesso nella nota finale: “… è una storia di fantasia, anche se, sullo sfondo, un ruolo importante giocano vicende storiche che hanno riguardato la criminalità napoletana: il rapimento Cirillo, la guerra fra la Nuova Camorra Organizzata di Cutolo e la Nuova Famiglia, la lotta intestina fra i clan della Nuova Famiglia, la guerra fra l’Alleanza di Secondigliano e i clan Misso, Mazzarella e Sarno, la guerra fra il clan Di Lauro e gli Scissionisti, fino al progressivo disfacimento dei clan storici a vantaggio di alleanze effimere, spesso sanguinose, senza altro progetto di intascare tanto e subito”.
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