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  Home page > Attualità > Cultura > (In)ter(per)culturando Read&Listen: ’To be continued’- Caratterimobili
di BarbaraGozzi (sito) giovedì 16 febbraio 2012 - 0 commento oknotizie
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(In)ter(per)culturando Read&Listen: ’To be continued’- Caratterimobili

Read&Listen: un pezzo da leggere e ascoltare. Inauguriamo oggi una modalità ‘mista’ per ‘dire’ di storie. Accanto ad una parte più ‘tradizionale’ con annotazioni scritte, si aggiunge una registrazione attraverso il noto SoundCloud. [Barbara Gozzi]

‘To be continued – I destini del corpo nei serial televisivi’ (curatrici: Claudia Attimonelli e Angela D’Ottavio, Caratterimobili edizioni, novembre 2011, pag.215, euro 15) è –per certi versi - un libro atipico, composto da diversi saggi che si addentrano in tematiche con aderenze e profende differenze. Le curatrici introducono con ‘Opening sequence’ mentre a Paola Zaccaria sono affidati i ‘Titoli di coda’. In mezzo, tante serie tv note come Lie to me, Dottor House, Sex & the City, True Blood, Mad Men, l’ormai ‘storico’ Twin Peaks’, e l’italiano Boris… ma le serialità, le loro storie quanto personaggi, singole scene ed inquadrature prendono, pian piano, consistenze precise.
 
Non è un libro da ‘prendere sotto gamba’, le varie voci a comporre i singoli saggi sono diverse ma attente, precise e appassionate. Non per questo ‘semplici’, tutt’altro. Non è evidentemente una lettura sciolta, non penso nemmeno lo fosse nell’intenzione delle curatrici e dei singoli autori. In taluni casi la scrittura si fa ‘semplice’ nella misura in cui scivola, si concentra sui significati senza cercare complicazioni strutturali o linguistiche, men che meno virtuosismi. Ma possono diventare più ‘complessi’ ed ‘articolati’ i contenuti ad analizzare dinamiche, corporeità, scene ingrandite da lenti, logiche tra personaggi e spettatori, intrecci e realtà. Dalla filosofia, alla socio semiotica, ma anche la sociologia dell’immaginario, studi linguistici e letterari quando i c.d. media studies: tutti angoli differenti, a testare e sperimentare i corpi che popolano, animano, danno ‘vita’ alle serialità.
 
In alcuni casi il corpo è il centro dell’intera trama, un esempio per tutti: Nip/Tuck ma anche Dottor House, CSI e altri plot affini che indagano attraverso le carni per ricostruire avvenimenti. Oppure diventano ‘nodi centrali’ tra sensualità, relazioni, percezioni della propria sessualità come per Sex & the City o Mad Men. Infine non mancano le trasfigurazioni dei corpi, entro narrazioni incentrate su metamorfosi, e fusioni tra viventi e non, poteri e magie, leggende e super eroi come per la Donna Bionica (fine anni Settanta), X-Files (1993-2002) o True Blood (dal 2008) e moltissime altre.
 
Una cosa è certa: nelle serialità i corpi hanno avuto spesso ruoli determinanti, hanno saputo ‘toccare’ gli spettatori partecipando o innescando dinamiche a tessere intrecci, scintille, sussurri col pubblico che c’è finito ‘dentro’ puntata dopo puntata, anno dopo anno, mescolando – a volte – l’ordine stesso degli episodi trasmessi da reti diverse.
 
Il titolo ‘To be continued’ fa riferimento al meccanismo che è il ‘cuore pulsante’ delle serialità: la percezione, l’aspettativa, la consapevolezza che – prima o poi, in un modo o in un altro – ci sarà un seguito. “Una formula magica” la definiscono le curatrici, a tenere gli spettatori in attesa, legati a un sottile e invisibile filo, una sorta di “vita eterna” per “questi corpi che si ostinano a non morire” tra prequel e sequel, repliche spalmate negli anni, dinamiche di marketing alimentate da prodotti e attori, produttori e registi.
 
È un libro interessante anche per quello che ci si può scovare tra analisi specifiche, esempi e chiarimenti. Sebbene in Italia le serialità sono ormai note a ogni fascia di età e di pubblico (e già a partire dagli anno ottanta il fenomeno si è esteso a macchia d’olio con le dovute diversificazioni a seconda della produzione, il genere, il cast e le dinamiche degli intrecci), in questo saggio, senza vere e proprie pretese ‘educative’ in senso stretto, si forniscono numerosi spunti interessanti ed intriganti.
 
Cito, per fare un esempio utile, la precisazione delle curatrici nell’introduzione a proposito della differenza tra i termini ‘serial’ e ‘serie’: “Il serial è un racconto composto da puntate connesse tra loro da un plot lungo e disposte in una sequenza ben precisa (ad esempio una soap opera), mentre la serie è composta da episodi interscambiabili, autoconclusivi e autonomi tra di loro (come le sit-com)”.
 
Ricordo che il libro è stato pubblicato con il contributo del Corso di laurea in Scienze della Comunicazione e della Laurea Magistrale in Scienze dell’Informazione editoriale, pubblica e sociale de l’Università di Bari ‘Aldo Moro’.
 
***

Nella registrazione in appendice la lettura di tre stralci e alcune considerazioni generali (si precisa che nella registrazione si nominano solo serial americani, ma nel libro ci si occupa anche di alcune realtà italiane).
 
 
----
Saggi di: C.Attimonelli, P.Calefato, G.Cascione, S.Di Chio, F.De Ruggieri, A.D’Ottavio, A.Malagamba, M.Mancassola, M.Moatti, F. R.Recchia Luciani, V.Susca, L.Valeriani
 
 
 
Link
La scheda del libro dal sito della casa editrice.
 
di BarbaraGozzi (sito) giovedì 16 febbraio 2012 - 0 commento oknotizie
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