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Il ridimensionamento del Senato: cui prodest?

La maggioranza di Renzi, seppur con qualche dissenso, ha raggiunto il suo obiettivo: termina l’era del bicameralismo perfetto e il Senato della repubblica diventa una Camera di 100 senatori, non più elettiva, ma 95 nominati dai Consigli regionali e gli ultimi 5 dal Presidente della Repubblica. Questa “riforma” dovrebbe apportare, secondo il giudizio dei partiti di maggioranza e di Forza Italia, a modifiche “epocali” destinate a risolvere i problemi generali dell’Italia sul piano amministrativo e conseguenzialmente sul piano economico-sociale. Unitamente a questo provvedimento saranno abolite le Amministrazioni Provinciali e trasformata (si fa per dire) la legge elettorale, già ribattezzata “Italicum” con il patto del Nazareno tra Berlusconi e Renzi.

In pratica, attraverso una legge elettorale, fotocopia del “Porcellum”, tuttora in vigore, che ha negato agli italiani il potere di votare i candidati preferiti e con l’aggiunta di un “indecente” premio di maggioranza, consentirà ancora a quelle poche segreterie dei partiti maggiori di ottenere, con lo scarto di qualche migliaio di voti, il potere assoluto in Parlamento e quindi di poter governare e nominare tutte le alte cariche dello Stato, senza dar più conto a nessuno. In pratica si accentua il solco tra il Paese reale degli elettori e una risicata oligarchia di notabili, che con il sistema diffuso dei “nominati” controllerà ogni centro del potere e ogni fase della vita politica degli Italiani.

A chi potrà giovare tutto questo? Agli Italiani, come dicono i soliti “politicanti” del governo e della maggioranza? Un Senato non eletto direttamente dagli elettori potrà rispondere meglio alle aspettative degli italiani che vantano i record della disoccupazione e in modo particolare quella giovanile che supera il 43,7%, e una tassazione record nell’area euro pari al 53,2%? Insomma un potere accentrato nelle mani di poche segreterie politiche, che nominano e distribuiscono incarichi ai loro “fedelissimi” senza passare al vaglio del giudizio degli elettori, potrà risolvere la gravissima crisi italiana?

Bene hanno fatto il Movimento 5 Stelle, la Lega Nord e Sel “Sinistra ecologia e libertà” insieme e quei pochi parlamentari degli altri partiti, che al momento della votazione hanno abbandonato, in segno di protesta, l’aula del Senato. Veramente abbiamo toccato un altro “fondo” degli abissi della partitocrazia italiana!

Ma quali vantaggi ne traggono la maggioranza di Renzi e F.I. di Berlusconi? Una parola sola: visibilità; ovvero lo specchietto per le allodole che in parte distrae e illude quegli elettori che ancora seguono questa politica, mettendo in scena l’opera “teatrale” delle riforme (inutili), sapendo che quelle necessarie, ma sicuramente ”rivoluzionarie” per l’economia e la finanza italiana, non si sanno e, ancor peggio, non si vogliono affrontare.

Qualche esempio: l’Italia avrebbe bisogno di ridurre la tassazione, o meglio dimezzarla se non annullarla per alcuni anni a favore di coloro che intraprendono una nuova attività imprenditoriale, soprattutto quelle legate all’artigianato e al commercio, invece di elargire a fondo perduto “una tantum” anche di 10-15.000 euro per iniziare attività che sistematicamente si chiudono nel giro di pochi mesi! Ma il piccolo commercio e l’artigianato non sono sostenuti né dal partito di Renzi, che invece sostiene le cooperative, né da Berlusconi che sostiene i grandi imprenditori… ergo i due “soggetti” pur giocando a farsi l’opposizione continuano ad approvare una serie di “baggianate” che non interferiscono nei loro reciproci interessi! Naturalmente non è questa l’unica materia sulla quale un governo e una maggioranza “onesta” dovrebbe lavorare, ma sicuramente anche sul ridimensionamento dell’orario di lavoro (invece viene proposto di incrementarlo) e sull’azzeramento della riforma Fornero, che blocca il ricambio generazionale e comporta che gli ultra sessantacinquenni devono ancora lavorare per sperare in una pensione da fame e i quarantenni stiano a spasso!

Ritornando al tema iniziale: potrà questa riforma del Senato rispondere ad uno dei temi scottanti che affligge gli Italiani? Credo proprio di no e va un plauso a tutti coloro che in queste ore si sono opposti al “colpo di Stato” di Renzusconi e che presumibilmente lotteranno anche con il referendum per non fare approvare l’ennesima trama dei piani della partitocrazia, sempre più avversaria dell’attuazione della democrazia partecipativa in Italia.

 

foto: Palazzo Chigi/Flickr

Questo articolo è stato pubblicato qui

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