Si è fatta un’enorme polemica sul referendum elettorale per i quali siamo chiamati alle urne: accorpamento alle elezioni europee per risparmiare tantissimi soldi e donarli alle popolazioni terremotate. Parole in un certo senso condivisibili, ma nessuno si è ancora azzardato a spiegare i quesiti del referendum e i suoi probabili effetti devastanti per la politica italiana.
Secondo i primi due quesiti del referendum, infatti, alle prossime elezioni si arriverebbe ad un bipartitismo assoluto, con protagonisti della scena PD e PDL. Quest’ultimo (secondo gli attuali sondaggi) otterrebbe il 55% dei seggi e potrebbe governare con una maggioranza quasi totalitaria. Senza considerare il fatto che, nel nostro Paese, non esiste più un’opposizione seria, bensì una melma di inciuci politici che portano sempre e solo all’affermazione di un’unica figura: quella di Silvio Berlusconi, l’uomo che con buone probabilità (nel caso in cui passasse questa modifica alla legge elettorale) diventerà il nuovo "sovrano assoluto", con un generoso aiuto bipartisan.
Il problema fondamentale, in tutto questo marasma, è l’incredibile disinformazione che si sta creando attorno a questo delicatissimo problema. Addirittura c’è chi continua ad urlare a squarcia gola che il referendum del 21 giugno sarà un referendum anti-casta. Affermazioni che qualsiasi persona ragionevolmente informata non si sognerebbe mai di riportare. Poiché fondamentalmente errate.
L’unica speranza che rimane, purtroppo, è che non si raggiunga il quorum e, di conseguenza, che il referendum non sia valido. In caso contrario, questa impressionante semplificazione della politica italiana, porterebbe a svolte inimmaginabili. E anche assai preoccupanti.
Concordo in pieno, io lo ripeterò fino alla nausea: questo referendum eliminerà per sempre le (...)
11/05 09:42 - l’incarcerato