• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

Home page > Tempo Libero > Cinema > Il primo Re

Il primo Re

Una forse personalissima lettura del film Il Primo Re lo fa leggere, letteralmente, come un film religioso, o delle religioni, del credere e non credere, che Lassù qualcuno mi ama e quaggiù ci proteggaQuello era un altro film, ma anch'esso parlava della forza e delle decisioni dell'uomo, il suo riscatto, la sopravvivenza (si trattava di Paul Newman alias Rocky Graziano). Sovvengono le parole di Margherita Huck, e di chissà quanti altri scienziati, che la religione aiuta a, o finge di, dare delle risposte che la scienza non è ancora riuscita a dare.


Più di questo si tratta che dell'epopea della nascita di Roma nel 753 a.C. (le ultime didascalie riportano questa data), e del mito di Romolo e Remo, umili pastori travolti da una piena spettacolare del Tevere, che perdono tutti i loro averi, solo un gregge del resto, e si trovano poi nel loro vagare ad affrontare le aggressioni delle orde crudeli di Alba Longa e altri nemici, tutti in lotta per dominare un territorio. Già le tribù di allora si dedicavano a circenses di lotte tra umani: la nobile Roma dell'impero dunque li ereditò!? Con altri prigionieri e con l'astuzia si liberano degli aggressori fino a giungere alle foci del Tevere, lì il valoroso Remo morente affida il compito a Romolo di costruire una città sicura dove seppellirlo. Alessandro Borghi e Alessio Lapice sono i due attori che li impersonano, primitivi come si conviene all'epoca e che esprimono il grande amore fraterno che li lega. Un film avvincente, grandioso, drammatico, onore all'appena 37enne Matteo Rovere che l'ha concepito, diretto e sceneggiato, parlato in un oscuro e primordiale latino ma con sottotitoli che tutto spiegano, corredato di avventura ed effetti speciali da grande film.



Ma il tema è la religione, il credere a un dio, se vale più questo assunto oppure la forza della sopravvivenza e le scelte, consapevoli e non, dell'uomo. Quei prigionieri si liberano dei loro torturatori e prendono in ostaggio la loro vestale, la sacerdotessa, colei che custodisce “il fuoco sacro”, quello che non si può profanare e che bisogna custodire, non lasciar spegnere (e gli dei sanno quanto a quegli antichi la cosa fosse necessaria...). E' sempre accaduto poi che i sacerdoti interpretassero i voleri del dio di turno ma sempre a favore dei potenti del momento. E il profluvio di parole pro e contro un dio, degno dei film di Ermanno Olmi (sovvengono Il villaggio di cartone Cento Chiodi)Nessuno può opporsi al volere degli dei, dicono quei di loro che son timorosi, o Era la nostra unica speranza, ora non abbiamo più nulla, quando il fuoco si spegne e la sacerdotessa muore. Ed invece paiono più belle e coraggiose le parole di Remo, il loro condottiero eletto sul cammino, che ha dato prova di forza e determinazione, di fiducia nei mezzi personali di ognuno, ha dimostrato pure che il terrore a volte è servito per comandare: Io sono il mio destino, E' finito il tempo in cui assecondavamo la volontà di Dio, Gli uomini temono gli dei e perciò questi li dominano o, ancora, Siamo solo noi, nessun dio di cui aver paura, Siamo noi la forza, non c'è nessun dio e, infine, Quel fuoco è la nostra distruzione.

In conclusione il film pare dare ragione a chi a un dio crede, a Romolo in questo caso, che pure Remo aveva salvato con la sua pazienza e volontà. Sia fatta la Nostra volontà dunque, quella dell'essere umano. Un film che tanti insegnanti di religione (di quale poi? Cattolica, protestante, islamica, buddista, scintoista? O puramente laica?) dovranno vedere.

Lasciare un commento




    Sostieni AgoraVox

    (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

    Attenzione: questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell'articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista... Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

    Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

    I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l'articolo nello spazio I commenti migliori

    Un codice colorato permette di riconoscere:

    • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
    • L'autore dell'aritcolo

    Se notate un bug non esitate a contattarci.



    Pubblicità




    Pubblicità



    Palmares

    Pubblicità