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 Home page > Attualità > Cronaca > Il fondo anti crisi di Tettamanzi: uno stile di vita più sobrio

Il fondo anti crisi di Tettamanzi: uno stile di vita più sobrio

In piena sintonia con l’odierno clima di bontà leggo che: "L’arcivescovo di Milano, Tettamanzi, costituisce personalmente un Fondo famiglia-lavoro per venire incontro a chi, nella crisi finanziaria ed economica attuale, sta perdendo l’occupazione. Come avvio di questo fondo ha messo a disposizione un milione di euro attingendo - ha annunciato nell’omelia della messa di mezzanotte in un Duomo - "dall’otto per mille destinato per opere di carità, da offerte pervenute in questi giorni da scelte di sobrietà della diocesi e mie personali".

Sono molto perplesso. Molto.

Questo atto di generosità, questa significativa iniziativa di solidarietà verso chi è in difficoltà e necessita aiuto ha, nella sua realizzazione, qualcosa che stona.
Bene l’8*mille.

Bene le offerte dei fedeli.

Ma le "scelte di sobrietà"?
Se vengono citate vuol dire che influiscono significativamente sul totale di 1 milione di euro.

Quindi io mi chiedo quale fosse lo stile di vita che conduceva prima l’arcivescovo e la sua diocesi. Quanta non sobrietà (quindi lusso) si concedeva se, adesso, tagliandolo, può influire significativamente nel creare un fondo monetario di quelle dimensioni?
E perchè si è dovuto aspettare una crisi planetaria per far sì che l’arcivescovo conducesse uno stile di vita più sobrio?

Misteri di Natale.

Quel che è certo che la notizia odierna verrà portata come esempio di bontà e carità.
Per i media la notizia è: "Tettamanzi crea un fondo di solidarietà" e tutti i bravi cittadini lo loderanno pensando alla sua bontà.

Per Sussurri obliqui è: "Tettamanzi dichiara che fino a oggi ha vissuto privilegiando il lusso alla carità" e tutti penseranno che sono un capzioso anticlericale miscredente.
Come sempre, questione di punti di vista.

Io, dal basso del mio stile di vita, da sempre improntato a un’atea sobrietà, non creo nessun fondo milionario ma vi ribadisco l’augurio obliquo di Natale: Buon Natale (da chi non è buono).

Commenti all'articolo

  • Di David (---.---.---.219) 26 dicembre 2008 11:13

    Concordo in pieno con il giornalista, da sempre la Chiesa presenta delle forti contraddizioni al suo
    interno! Qhiunque abbia un cervello di media intelligenza nota quello che ha notato l’autore di ques-
    to articolo e cioe’ che finora tutta la Chiesa ha vissuto al di sopra delle sue esigenze privilegiando
    (non sempre) gli sfarzi festosi o decorativi delle sue strutture piu’ che alla sostanza, per non parlare
    del Vaticano che gode da sempre di trattamenti agevolati. Grazie a Dio non tutti i prelati sono cosi’,
    come ad esempio i missionari a cui va tutto il mio rispetto e riconoscenza!

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