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Il concetto di orgasmo secondo la Bioenergetica

Nella sfera della sessualità non esistono regole scritte: ogni individuo cerca se stesso nell’altro alla perpetua ricerca del piacere, per scovarlo nella sua intimità, accedendovi e abbandonandosi, senza controllo, in un Eden chiamato sessualità.

Sebbene Alexander Lowen (1956) ritenga che sia più facile parlare fluentemente del sesso che fluire in esso, a causa dell’ignoranza e disinformazione che permeano la società attuale, risulta estremamente difficile il concretizzarsi delle condizioni per “arrendersi al corpo”, in quanto gli individui continuano a trovare ostacoli che separano il parametro del “ fare sesso” e il “parlarne”, dal fluirne: il principio dogmatico della Bioenergetica è che quello che avviene nella mente deve avvenire anche nel corpo affinché vi sia un’identità funzionale fra processi psicologici e fisici.

Fluire nel sesso significa scorrere con l’altro, calarsi insieme al partner in un mondo fantasioso d’immagini erotiche condivise: questo “scorrere” psicofisico trova l’apice durante l’orgasmo (epifenomeno che serve a scaricare energia o <<tensione>> e a facilitare il sonno) in cui godimento ed estasi implicano, fra le diverse risposte neurovegetative proprie dell’organismo, una respirazione assai rapida in risposta all’intensificata eccitazione della scarica sessuale (secondo Lowen, proprio grazie allo studio della respirazione, il terapeuta può comprendere lo stato emotivo del paziente). Nel corpo umano, perciò, il flusso di eccitazione del corpo si presenta di tipo polare, in cui le onde di energia prodotte (verso l’alto e verso il basso) hanno la medesima intensità: durante il “climax”, quindi, avviene che l’onda che fluisce verso il basso raggiunge l’acme parossistico proprio durante la fase di massimo piacere, in cui è possibile emettere delle grida, che sottolineano che la veemenza e la scarica di piacere corporeo sono all’apice.

Il concetto di Lowen di orgasmo (definito da questi come l’acme dell’eccitamento erotico) è diverso da quello di Reich (1897-1957, di cui è stato il discepolo, che intendeva l’orgasmo come completo abbandono all’eccitazione sessuale, con il coinvolgimento totale del corpo nei movimenti convulsi della scarica) e quello del precursore della terapia razionale emotiva e cognitivo – comportamentale Albert Ellis (1913-2007), che non diversificava un episodio da quello successivo, ritenendoli uguali e assimilando l’orgasmo al climax. Secondo Lowen, l’errore valutativo sta nel fatto che, viceversa, esiste una netta distinzione fra i diversi gradi di scarica e di soddisfazione: da questa prospettiva s’inferisce che, a livello di sentimenti esperiti e di vissuto esistenziale, non esistono due rapporti sessuali identici e nessun orgasmo è uguale a un altro.

Le cose e gli avvenimenti sono uguali solo quando l’affettività è assente: dove entrano in gioco i sentimenti ogni esperienza è da considerarsi unica. Non si può disgiungere il comportamento sessuale di un individuo dalla sua personalità globale, poiché la sessualità è una parte o aspetto stesso della personalità: non si può cambiare realmente senza che avvengano modificazioni corrispondenti della personalità.

Secondo la bioenergetica, la ricerca dell’orgasmo è la ricerca dell’altro e della sua “agitata intimità”, per nutrirsi dell’Altro da Sé in una visione ontologica più legata all’etologia di Lorenz (studioso del comportamento degli animali) che ad una esistenziale: l’orgasmo è una metafora dell’amore inteso come ricerca dell’intimità dell’altro, di un’esperienza che “muove e commuove”, di una sintonia che si estrinseca nello “scoprirsi e cercarsi”, caratteristiche senza le quali l’esperienza sessuale non sarà mai appagante, ma rimarrà svilita per lo strenuo ripetersi di un modus operandi sessuale mai comunicativo, che riduce l’Altro ad una mera estensione del Sé (in una veste di triviale parassita).

Come fa osservare scientemente il pioniere della bioenergetica, solo la passione è capace di un’intensità di sentimento che spinge l’individuo a trascendere i confini del Sé o dell’Io: quando questa fase avviene nell’orgasmo sessuale (che abbraccia l’intero corpo nei suoi movimenti convulsi) diventa esperienza di trascendenza per eccellenza, dando un’accezione metafisica alla materialità del acting-out sessuale. L’assenza di passione, purtroppo assai frequente nella nostra cultura, ha portato il sesso e la sessualità a essere emarginati dal quel regno di sacralità ancestrale in cui dimoravano dagli antipodi, collocandoli in quello meno prestigioso dell’ordinario e del secolare. Diversamente, “la massima resa a Dio” avviene nell’atto sessuale se l’orgasmo sia abbastanza intenso da mandare la persona, come asserisce l’americano, in “orbita fra le stelle”, in cui lo spirito trascende il Sé e diventa un unicum con l’universo pulsante (il cosiddetto orgasmo totale). Quando l’orgasmo raggiunge il proprio apice, infatti, la scarica di energia produce nell’uomo una serie di pulsazioni con zampilli eiaculatori e movimenti pelvici ritmici e involontari, che consentono all’energia di scorrere liberamente dalla riserva al condensatore, producendo una serie di cariche e scariche che, senza l’aiuto della funzione di riserva dell’anatomia dei testicoli maschili, si manifesterebbero semplicemente come una singola scarica non ritmica.

Il punto finale è raggiunto quando avviene una reazione involontaria che porta al deflusso eiaculatorio, traguardo finale che si determina quando il sistema dell’Io è sopraffatto dall’ES (in chiave psicanalitica quando il principio della realtà è sommerso nel più profondo principio del piacere) in cui l’Io si estingue: nella donna, invece, l’acme finale o orgasmo è spesso assente, mancando la pulsazione motoria per scaricare le sensazioni. In conclusione, secondo la Bioenergetica, per dirsi soddisfacente un’esperienza sessuale deve implicare di scaricare l’eccitazione in eccesso prodotta dal corpo, riducendone notevolmente il livello complessivo di tensione accumulata: l’esperienza orgasmica, quindi, non coinvolge esclusivamente l’apparato genitale, ma, per appagare concretamente l’essere umano, deve estendersi ad altre parti del corpo (pelvi e alle gambe) con la presenza di reazioni secondarie di movimenti piacevoli e involontari. Per non sminuire o privare di emotività la funzione orgasmica, mente e corpo devono fondersi in se stessi, così come avviene nello <<yin>> e <<yang>> del “Tao te Ching”, in cui nero e bianco non sono divisi ermeticamente ma sono due polarità energetiche in simbiosi fra di loro.

 

Tirocinante: Andrea Carbone

Tutor: Fabiana Salucci

 

Bibliografia

Lowen, A. (1958) Physical Dynamics of Character Structure (The language of the body), Grune and Strutton, New York.

Lowen, A. (1965) Love and Orgasm, New York; trad. it.: Amore e orgasmo, Feltrinelli, Milano, 1968

Lowen, A. (2013) Bioenergetica, Ed. Universale Economica Feltrinelli.

Lowen, A.(1994) Arrendersi al corpo, Ed. Astrolabio, Roma.

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