Ha ragione Alessandro Gilioli: guardare il Tg1 delle 20 del 14 gennaio è una «esperienza esotica», come è esotica la Birmania. Vale la pena, credo, riassumere brevemente il modo in cui il principale servizio di informazione pubblica nazionale ha affrontato lo spinoso tema dell’iscrizione di Silvio Berlusconi nel registro degli indagati per concussione e prostituzione minorile. Eccolo, secondo per secondo.
Sigla. La notizia su Berlusconi è relegata al terzo posto, dopo il caos in Tunisia e il referendum sull’accordo per Mirafiori. «Berlusconi indagato dalla procura di Milano per il caso Ruby», è l’attacco, prima di dare subito voce alla replica: «I legali del premier: grave intromissione nella vita privata. Indagine infondata». Il quarto pezzo è «la replica del premier». Si parte con un due a uno per la difesa.
Il servizio vero e proprio inizia dopo circa 7 minuti e 33 secondi: praticamente al limite della soglia di attenzione che il direttore Augusto Minzolini attribuisce ai suoi spettatori. Si dice finalmente che Berlusconi è «indagato per concussione e prostituzione minorile», ma non si dice perché. Poi si parte con le omertà: il Cavaliere è iscritto nel registro degli indagati «in relazione alla vicenda Ruby» (e cioè?), «il reato (quale?) sarebbe avvenuto ad Arcore» e tra le contestazioni c’è «la famosa telefonata in questura» (eh?).
A 8:15 iniziano le repliche dei legali: accuse infondate, gravissima intromissione nella vita privata del premier (e due) etc.
A 8:25 attacca la viva (si fa per dire) voce di Ghidini (sic): «La procura di Milano sta procedendo contro la procedura attuale senza averne la competenza» (cioè?), «Siamo tranquillissimi».
Forse Ghidini. Ma non al Tg1. E così spazio al procuratore capo Edmondo Bruti Liberati che «aveva escluso la presenza di una indagine» (ma siamo sicuri abbia detto solo quello?) e alla «richiesta di archiviazione avanzata al Csm».
A 9:13 riprende la linea il mezzobusto di turno. Per presentare il servizio che conterrà la difesa di Berlusconi: «Accuse assurde», «i magistrati stanno tentando di sovvertire le regole fondamentali della democrazia», «non vedo l’ora di difendermi in tribunale da accuse tanto assurde (e due)», «non ci faremo intimidire». E il giornalismo diventa megafono del potere. Come durante il servizio. Quando Sonia Sarno, a 9:37, inizia a salmodiare la voce del messaggio di Berlusconi «sul sito Promotore della libertà» (ri-sic): «Si sono inventati il reato di cena privata a casa del presidente», «si è superato ogni limite» da parte di «magistrati che non potrebbero neppure indagarmi» (di nuovo per un inspiegato e ipotetico conflitto di competenza). Gli spettatori ascoltano di nuovo l’accusa del presidente del Consiglio ai magistrati di stare «sovvertendo regole fondamentali della democrazia», poi minacce generiche (hanno commesso «violazione della privacy», come se la prostituzione minorile fosse un affare privato), e proclami (l’inchiesta «finirà nel nulla perché nel nulla si basa»).
si....dilaga da anni la lobotomia o la rimozione sui fatti a carico del Presidente del (...)
15/01 22:34 - ALESSANDRA FIORE SALVATORIHo sempre detto che il TG1 di Minzolini fa bene alla morale. Lì va tutto bene, l’economia (...)
15/01 20:25 - Claudio CilliI veri destabilizzati sono i cittadini per bene . I cittadini per male ,ossia tutti quelli che (...)
15/01 17:13 - paolo