"L'Italia non può permettersi altri cinque anni di governo di Silvio Berlusconi: non sarebbero "ecosostenibili" [...] Per non parlare di ciò che è accaduto sul terreno dei diritti civili, con un'autentica aggressione contro le libertà personali: contro il divorzio breve, contro l'aborto, contro i pacs, contro la fecondazione assistita e la libertà di ricerca scientifica, fino all'ultimo tentativo di sbattere in carcere i ragazzi per qualche spinello" (dal sito internet de 'La Rosa nel Pugno', 10 marzo 2006).
Questi elementari concetti non sono stati illustrati da qualche mente superiore bensì da quello che, due anni dopo, divenne il Portavoce ufficiale del Popolo della Libertà: l'ineffabile Daniele Capezzone.
Quando scrissi che siamo ormai al Ground-Zero delle Chiacchiere mi riferivo evidentemente al fatto che chi ha avuto la fortuna (e la voglia) di potersi guardare attorno in 'prospettiva storica' sa perfettamente come e perché è nato e si è sviluppato l'attuale Sedicennio berlusconiano.
Quindi ri-annoiamoci per l'ennesima volta:
1) Sappiamo che la 'discesa in campo' di Berlusconi è stata una necessità vitale per lui e il suo entourage anche perché sono loro stessi che ce lo dicono senza più alcun problema: "La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera" (Fedele Confalonieri, Repubblica, 25 giugno 2000).
2) Conosciamo il rilevante apporto fornito, con quel misto di viltà ed opportunismo (elementi sovente legati a doppio nodo), dalla penosa 'Sinistra' di questo paese alla causa berlusconiana.
3) Siamo consapevoli che le inchieste su Silvio Berlusconi e il suo impero finanziario ebbero inizio molto prima del suo entrare in politica e che (proprio quando le condizioni storiche, leggasi Mani Pulite', stavano permettendo il disvelamento dei metodi del sistema Democraxiano) Sua Brevità, privo ormai dello scudo politico offerto dal suo amico Bettino, ha dovuto necessariamente fare la scelta di cui sopra.
4) Siamo a conoscenza dei metodi di controllo del pensiero dispiegati attraverso il quasi totale controllo dell'informazione utilizzato applicando sapientemente il motto del Ministro del Terzo Reich per la Propaganda Joseph Goebbels «Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità». Ce ne aveva parlato anche la buonanima di Montanelli.
5) Abbiamo già scritto dell'attuazione della strategia del 'distacco indotto dalla politica' affinché i cittadini, disgustati da uno spettacolo da curva di stadio senza nemmeno, però, l'emozione di una giocata di Totti o Del Piero, si dedicassero ad altri svaghi meno pericolosi come il calcio o il Grande Fratello.
6) Abbiamo sotto gli occhi quanto sia davvero poco "ecosostenibile" un governo che ha come priorità assoluta quella di evitare che il Premier possa essere sottoposto ai suoi processi soprattutto nella delicatissima situazione economica che stiamo vivendo.
7) Infine sappiamo perfettamente, purtroppo, che l'unica verità proferita da Berlusconi è quella che al di la della sua persona, e della sua forza politica da lui incarnata, nessun altro è in grado di guidare questo paese oggi.
La sedicente opposizione si è, da tempo, suicidata sull'altare della viltà e dell'opportunismo. Le nuove forze oppositive che si stanno sviluppando nella Società dello Spettacolo ('combattere il sistema dall'interno'?) hanno da un lato ovviamente bisogno di tempo per organizzarsi e dall'altro sono portatrici dei medesimi peccati mediatici originali. La società civile dilaniata dal Sedicennio berlusconiano non è assolutamente in grado di poter esprimere una rappresentanza nuova e realmente efficace.
In queste ore Sua Brevità afferma: "Venderò cara la pelle".
Peccato che, con la sua, sia in gioco anche la nostra.