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I giardini di Palazzo Venezia aprono al pubblico. All’interno panchine targate “Benito”

Una nuova oasi verde nel cuore del centro storico di Roma che fino a qualche tempo fa era un parcheggio e che oggi torna a vivere ospitando concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli di danza e conversazioni d'arte.

“Il giardino ritrovato” - Dal 20 giugno al 16 settembre 2016, Palazzo Venezia a Roma, accoglierà una rassegna di concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli di danza e conversazioni d’arte organizzati nel giardino di uno dei più noti palazzi storici di Roma, per anni adibito a parcheggio per i dipendenti, che dopo un lungo restyling è stato restituito a cittadini della città. La manifestazione, che prende il nome di “Giardino Ritrovato”, è organizzata dal Polo Museale del Lazio, organismo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), nato due anni fa per la gestione di 43 siti tra musei, aree archeologiche e istituti presenti a Roma e nel resto della regione, in collaborazione con il Museo Nazionale di Palazzo Venezia.

Un po’ di storia - Palazzo Venezia rappresenta uno dei più significativi edifici del Rinascimento romano e gode di una lunga storia: cominciato a metà del ‘400 da Papa Paolo II, fu ceduto alla Repubblica di Venezia (a cui deve il nome). Nel ’900, durante la Prima Guerra Mondiale, accolse al suo interno un museo di arte medievale e moderna e nel ventennio fascista fu il quartier generale di Benito Mussolini, fino ad arrivare all’assetto odierno che risale al secondo dopoguerra. Il complesso è, oggi, sede del Polo Museale del Lazio, della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte e del Museo Nazionale di Palazzo Venezia che ospita al suo interno una ricca collezione di arte medievale e moderna.

L’apertura - La Rassegna “Il Giardino Ritrovato”, sarà aperta dal musicista Luigi Cinque con l’Hypertex O’rchestra con il concerto/installazione “Il canto invisibile. Songlines”, con la partecipazione di Mimmo Cuticchio, attore e regista teatrale. Tra gli artisti attesi, spiccano inoltre, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura, Marco Bardoscia, David Riondino, Gabriele Mirabassi, Paola Minaccioni, il Balletto di Roma, la Compagnia Virgilio Sieni, coreografo e danzatore nonché direttore della Biennale della Danza di Venezia, e molti altri ancora tra attori, artisti e musicisti. Oltre a concerti e spettacoli teatrali, è in programma una serie di Conversazioni d’arte a cura del prof. Marco Ruffini, dell’Università “La Sapienza” di Roma, che insieme con esperti di rango internazionale, esplorerà i percorsi di alcuni artisti occidentali della prima età moderna.

La beffa - Per uno scherzo del destino le nuove panchine che arredano il giardino, appena aperto al pubblico, sono targate “Benito”, nome dell’azienda spagnola che si è aggiudicata l’appalto. I giardini di Palazzo Venezia, che negli ultimi 70 anni di Repubblica ha dovuto lottare per scrollarsi di dosso quel peso storico e ideologico che aveva impedito una sua valorizzazione, cambiano look e aprono al pubblico con le nuove panchine targate “Benito”. Come dicevano gli antichi Romani "Nomen omen".

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