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 Home page > Tempo Libero > Satira > I dormienti

I dormienti

Una farsa italiana

Estate 1985. Nel retrobottega del bar “LE ZIZZE”, periferia di Roma. La stanza sarà illuminata da una semplice lampadina. Cinque uomini saranno seduti attorno ad un tavolo.

UOMO1: Allora è deciso, quando il caos regnerà nuovamente ed i simboli saranno allineati attiveremo i dormienti. Siamo tutti d’accordo?

UOMO2: Si

UOMO3: Si

UOMO4: Si

silenzio

UOMO1: Amintore, sei d’accordo?

silenzio

UOMO1: Amintore?

silenzio

UOMO1: Ciriaco, fammi una cortesia sveglia Amintore.

UOMO2: (scuotendo energicamente l’uomo al suo fianco) Amintore. Amintore. Amintore!

UOMO5: (apre gli occhi) Si? Che c’è?

UOMO2: Ti sei addormentato. Giulio chiedeva se sei d’accordo con l’operazione “Tarallucci e vino”.

UOMO5: Oh. Ah. Si, certo. Come no.

UOMO1: Le parole che dovranno essere pronunciate sono scritte su questo foglio. Ora lo sigilliamo in una busta che sarà depositata nella cassetta di sicurezza di una banca svizzera. E li rimarrà fino al giorno indicato dalla profezia. (pausa) Licio, passami il sigillo. (pausa. Lo guarda) Non è necessario il cappuccio oggi, Licio. Possiamo farne a meno.

UOMO3: Scusa, abitudine. È che mi piace l’idea.

UOMO2: Giulio, scusa ma quando sarà il momento noi probabilmente non ci saremo più, (pausa) a parte te, ovviamente. Chi si occuperà di mettere in atto l’operazione.

UOMO1: Ho una persona di fiducia che saprà cosa fare al momento opportuno. (pausa) Bene signori, questo è tutto. Ovviamente, come sempre, noi non siamo mai stati qui e questa riunione non è mai avvenuta.

(escono)

UOMO4: Quindi quello che abbiamo deciso non vale nulla? Perché ci siamo trovati, allora?

UOMO1: Vieni Oscar Luigi, te lo spiego strada facendo.

UOMO5: Ho sognato che Aldo saltava fuori dal portabagagli urlando “Tu quoque, Amintore, fili mi!”

UOMO2: Era solo un sogno, Amintore. Non è successo veramente. Solo un sogno.

UOMO4: Com’è che non c’era Arnaldo? Non sarà mica malato.

UOMO1: Aveva un incontro con Bettino per cercare di risolvere quella cosa del vice questore capo di Palermo.

silenzio

UOMO4: Ma secondo te risolvono?

UOMO1: Risolvono, risolvono. Risolvono sempre.

Primavera 2013. Si sente lo squillo di un telefono.

VOCE2: Si, pronto?

VOCE1: Buongiorno, casa Letta?

VOCE2: Si.

VOCE1: Dovrei parlare con il signor Enrico, per cortesia.

VOCE2: Sono lo zio, se vuole può lasciar detto a me.

silenzio

VOCE1: Buongiorno, casa Letta?

VOCE2: Si.

VOCE1: Dovrei parlare con il signor Enrico, per cortesia.

VOCE2: Glielo passo.

VOCE3: Si, pronto?

VOCE1: Il signor Enrico Letta?

VOCE3: Si, chi parla?

VOCE1: Mi ascolti bene signor Letta, ascolti con molta attenzione le mie parole.

VOCE3: Si.

VOCE1: Il crogiuolo è ricolmo. Il gatto è nel sacco. Lo scudo splenderà ancora.

silenzio

VOCE1: Signor Letta, è ancora li?

VOCE3: Si.

VOCE1: Ha capito cosa ho detto?

VOCE3: Si

VOCE1: Ah. Bene. E…

VOCE3: Beh, mi pare di aver dimostrato che la scelta di rinunciare al mio incarico a favore del mio carissimo ed esimio collega...esimio collega...coso...lì, sia stata una scelta vincente. Eravamo davvero, mi creda, sull’orlo del baratro, oggi invece l’Europa ci dà fiducia…

VOCE1: Si ma io intendevo dire…

VOCE3: E non è cosa da nulla.

VOCE1: Forse non ha capito bene. Il crogiuolo è ricolmo…

VOCE3: La fiducia dell’Europa.

VOCE1: Capisco, però…

VOCE3: Ad ogni modo se vuole possiamo terminare il discorso in ufficio da me. Chiami pure la mia segretaria e fissi un appuntamento, sarò lieto di rispondere ad ogni domanda.

VOCE1: Si ma il crogiuolo è ricolmo e il gatto…

VOCE3: Eh, lo so, lo so. Non è facile per nessuno. Ma ne usciremo, si fidi. Ora devo andare, mi scusi. E venga pure quando vuole che finiamo la chiacchierata.

Due ore dopo. Si sente lo squillo di un telefono.

VOCE4: Pronto?

VOCE1: Buongiorno, casa Alfano?

VOCE4: Si.

VOCE1: Dovrei parlare con il signor Angelino, per cortesia. È urgente.

VOCE4: (urlando) Angeluzzooooo! C’è una voce misteriosa con atteggiamento complottista che vuole parlare con te al telefonoooo! Scendi! Non starci troppo che è pronto in tavola!

silenzio

VOCE5: Pronto?

VOCE1: Il signor Angelino Alfano?

VOCE5: Si.

VOCE1: Mi ascolti bene signor Alfano, ascolti con molta attenzione le mie parole.

VOCE5: Si

VOCE1: Il crogiuolo è ricolmo. Il gatto è nel sacco. Lo scudo splenderà ancora.

silenzio

VOCE1: Signor Alfano…

VOCE5: Allora, mi ascolti bene lei adesso, per quella cosa del poggiolo è già previsto di farlo sistemare…

VOCE1: No, mi scusi, non è “poggiolo” ma crogiuolo la parola è…

VOCE5: E comunque le ricordo che non sarebbe nemmeno compito mio accollarmi le spese di ristrutturazione dato che…

VOCE1: Mi scusi, forse mi sono espresso male io intendevo…

VOCE5: No, mi faccia finire, dato che, dicevo, non l’ho comprato io questo appartamento ma me lo sono ritrovato intestato da un giorno all’altro e non so nemmeno io come sia potuto accadere. Per quanto riguarda invece il discorso…

VOCE1: Aspetti, c’è stato un fraintendimento…

VOCE5: Dicevo, per quanto riguarda il discorso del gatto ho già dichiarato all’ultima riunione di condominio che lo avrei fatto castrare. L’appuntamento con il veterinario è per la prossima settimana quindi mi pare che la sua polemica sia completamente inutile.

VOCE1: No ma il gatto è nel sacco…

VOCE5: Il gatto, se permette, decido io dove deve stare dato che pago io la castrazione.

VOCE1: Non capisce, mi lasci spiegare…

VOCE4: Angeluzzooooo! Chi è la voce misteriosa al telefonoooo?

VOCE5: No, niente, è per via del gatto.

VOCE1: No, non è per il gatto, cioè è si per il gatto ma…

VOCE4: Ancoraaaa! Gli hai detto che lo facciamo castrare la prossima settimana?

VOCE5: Si, si, gliel’ho detto.

VOCE4: Dai che è pronto in tavola e si fredda tuttoooo!

VOCE5: Guardi, devo andare, è pronto in tavola e si fredda tutto.

VOCE1: Si capisco ma il crogiuolo è…

VOCE5: Insomma, basta! La smetta, le ho già spiegato come stanno le cose. Buona giornata.

VOCE1: No, aspetti….

Due ore dopo. Si sente lo squillo di un telefono.

VOCE6: Hello?

VOCE1: Buongiorno, casa Renzi?

VOCE6: Yes.

VOCE1: Dovrei parlare urgentemente con il signor Matteo, per cortesia.

VOCE6: sSono io. (pausa) Sono io? (pausa) Si, sono io Matteo! Che fica questa cosa! Non trova? Cioè, lei cerca Matteo e Matteo sono io!

VOCE1: Si. Adesso mi ascolti bene signor Renzi, ascolti con molta attenzione le mie parole.

VOCE6: Si

VOCE1: Il crogiuolo è ricolmo. Il gatto è nel sacco. Lo scudo splenderà ancora.

silenzio

VOCE6: Mi trova assolutamente concorde. Anzi, su questo argomento con me sfonda una porta aperta.

VOCE1: Ha capito cosa le ho detto?

VOCE6: Se ho capito? Ho capito perfettamente.

VOCE1: Ah. Bene allora!

VOCE6: L’idea dello scudo è fantastica, me lo lasci dire. Dà proprio il senso di qualcuno che combatte per le sue…come si chiamano quelle cose che ti servono per fare altre cose? (pausa) Idee! Idee.

VOCE1: No, lo scudo si riferisce…

VOCE6: Però niente spade, archi, fionde o cose varie perché non trasmettono un messaggio positivo. Lo scudo però lo teniamo.

VOCE1: Mi scusi signor Renzi, io mi riferivo…

VOCE6: E anche il gatto teniamo che così ci facciamo bella figura con gli animalisti.

VOCE1: No, il gatto è nel…

VOCE6: La location, mi raccomando la location per le foto che non facciamo figure meschine. Deve essere un bel posto, non stiamo qui a lesinare sui soldi. Attenzione a queste cose.

VOCE1: No, non le foto il crogiuolo…

VOCE6: E anche sul numero di locandine, non facciamo gli spilorci, stampiamo, stampiamo facciamo vedere che noi della…della…dunque…scusi un momento che faccio sempre confusione con queste cose…dunque…l’orologio lo porto sul braccio… questo qui… quindi…si…ci sono…facciamo vedere che noi della sinistra sappiamo fare le cose in grande e non siamo pezzenti come dicono gli altri.

VOCE1: Non ci siamo capiti, io intendevo…

VOCE6: Allora attendo una sua chiamata per quando è pronta la location.

VOCE1: No aspetti…

VOCE6. E mi raccomando, spendere, spendere, spendere, non lesiniamo.

VOCE1: Un momento…

VOCE6: Venga a trovarmi al congresso e porti degli amici che ci divertiamo tanto.

VOCE1: Signor Matteo…

VOCE6: Buona giornata! Goodbye! Son troppo fico!

Cinque giorni dopo nel retrobottega del locale “LE ZIZZE 2.0 Loungebar”, periferia di Roma. La stanza sarà illuminata da una lampada a led dell’IKEA. Cinque persone sedute attorno ad un tavolo.

UOMO6: Allora? Com’è andata? Hai risvegliato i dormienti? Si sono attivati?

UOMO7: Si. Cioè…insomma…più o meno, ecco.

UOMO8: Come “più o meno”?

UOMO7: Beh, non sono sicuro che abbiano recepito completamente il messaggio.

UOMO9: Ma a chi hai fatto fare la telefonata?

UOMO7: A Romano.

UOMO10: Ma come a Romano? Ma dai. Ma lo sai che non si capisce niente quando parla. E poi è noioso. Potevi farli chiamare dalla Rosy.

UOMO7: Oh, Romano era l’unico disponibile perché adesso è un periodo che non sta facendo nulla. Questo c’era e questo ho usato.

UOMO6: Però è strano, anche se non si sono attivati le cose stanno andando ugualmente come previsto. Si stanno comportando com’era stato predetto.

UOMO8: È probabile che si tratti di un comportamento istintivo. Stanno assecondando la loro natura anche senza venir attivati.

silenzio

UOMO8: Perché indossi quel cappuccio?

UOMO9: Boh, l’ho trovato qui su un angolo. E istintivamente l’ho indossato.

UOMO10: Beh, non stai male.

UOMO9: Ce ne sono altri qui, se volete. (distribuisce i cappucci. Ognuno indossa un cappuccio)

UOMO6: Ad ogni modo, attivati o non attivati quello che conta è che a distanza di trent’anni la profezia si sia avverata.

UOMO7: Abbiamo dovuto attendere a lungo, nell’ombra ma ora finalmente il nostro regno potrà risorgere.

UOMO8: E con quei tre come facciamo?

UOMO6: Né più e né meno di come abbiamo sempre fatto con tutti gli altri. (pausa) Signori, propongo un brindisi.

UOMO9: A noi!

UOMO7: Al nostro tempo rinnovato!

UOMO10: Al nostro scudo che brillerà di nuovo !

UOMO8: Si riparte!

UOMO9: Eia eia eia…a…la…la (pausa) va bene, va bene, ho capito.

silenzio

UOMO10: Ma lo sai che non è niente male questa idea del cappuccio.

UOMO9: Si, è che si fa fatica a bere.

escono. Si incamminano lungo un viale alberato mentre il sole sorge illuminando la strada e le insegne de “LE ZIZZE 2.0″ si spengono. Musica. 

SAMTAIMS DEI CAM BEC

 

Foto: Petras Gagilas/Flickr

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