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  Home page > Attualità > Società > I cattivi esempi e l’illusione della normalità
di David Incamicia (sito) martedì 18 ottobre 2011 - 0 commento oknotizie
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I cattivi esempi e l’illusione della normalità

Vengo subito al sodo. Quel che è accaduto sabato a Roma va condannato senza equivoci e con vigore. E va espressa assoluta solidarietà alle vere vittime dell'ennesima scorribanda degli sciacalli in nero: le centinaia di migliaia di indignati italiani, i cittadini della Capitale, le forze dell'ordine. Chi invece non può trovare assoluzione, pure in questo caso, è il "sistema Italia" nel suo complesso. A partire da una classe dirigente in larghissima parte cieca e sorda di fronte ai tanti segnali di sofferenza e di frustrazione che da tempo provengono dalla società, sempre più sfibrata e mortificata dal perpetuarsi di ingiustizie alle quali sistematicamente si evita, per incapacità e per convenienza, di porre rimedio. E da un clima di "guerra civile simulata" creato ad arte dalla Casta politica, per meglio controllare le coscienze anche attraverso i mezzi di informazione e per indebolire la capacità di reazione popolare.

Le motivazioni che avevano indotto tante associazioni e persone comuni a darsi appuntamento in Piazza San Giovanni, in quel luogo sacro da sempre deputato ai raduni civili e in questa occasione stuprato dalla violenza del solito manipolo di estremisti, rimangono validissime e non possono essere smontate da chi ha interesse a soffocare ogni legittima e pacifica manifestazione di dissenso nei confronti del potere. No, gli indignati di casa nostra hanno il diritto e il dovere di continuare la loro battaglia. In particolare i giovani, la parte più emarginata del nostro tessuto sociale, che ora non meritano di essere considerati tutti come dei potenziali terroristi pronti a minare la stabilità democratica del Paese.

A dirla tutta, però, permangono sullo sfondo anche i rischi che le scene di guerriglia dell'altro pomeriggio, in assenza di una svolta di tipo politico ed economico, non restino circoscritte agli atti vandalici di pochi esaltati ma diventino la tentazione di quanti, anche in modo non organizzato, colti dalla crescente disperazione per la propria condizione personale e familiare, possono iniziare a intravedere nello strumento della rivolta l'unica concreta possibilità di cambiamento e di salvezza. E' l'amara sorte che ci attende se continueremo a negare a noi stessi l'insostenibilità della situazione di declino e di degenerazione morale a cui siamo piegati da lunghissimo tempo. E se insisteremo imperterriti nella finzione che, in fondo, il nostro è un Paese normale. Secondo alcuni, perfino "più normale" di molte altre realtà.

A quella signora in lacrime che, davanti alle telecamere, guardava impotente l'unica auto della propria famiglia, comprata a rate, perdersi tra le fiamme appiccate dai black bloc, bisogna far sentire tutta la vicinanza delle persone perbene. La stessa vicinanza, tuttavia, che bisognerebbe mostrarle ogni volta che un politico corrotto, un evasore fiscale, un cittadino disonesto si arricchisce o campa da parassita sulle sue spalle. Proprio così, perché tutte le forme di violenza sono da biasimare, anche quella di tipo morale esercitata dall'ingorda classe dirigente avvezza al malaffare o dagli spregiudicati speculatori della finanza.

Ecco perché, in fondo, l'esplosione irrazionale di rabbia di quei teppisti col casco scuro non deve meravigliare più di tanto. E' la società perversa dell'oggi che fornisce loro i modelli, una società fondata sul capitalismo esasperato dove i ricorrenti meccanismi di esclusione vengono ormai considerati come un semplice ed inevitabile effetto collaterale del sistema. La rissa permanente che caratterizza il dibattito pubblico nelle istituzioni, in televisione, perfino al mercatino sotto casa, nasce per il subdolo messaggio, ripetuto con morbosa insistenza, che è necessario essere competitivi e aggressivi per sopravvivere nella giungla moderna, perchè non c'è più spazio per tutti e il più forte prevale sul più debole.


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di David Incamicia (sito) martedì 18 ottobre 2011 - 0 commento oknotizie
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