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I batteri della felicità e il superorganismo umano

Nel saggio “I batteri della felicità” la biologa anglosassone Alanna Collen descrive in modo magistrale come i batteri ospitati dal corpo umano possono influenzare il peso, il sistema immunitario, la salute fisica e mentale, e in alcuni casi la scelta del partner (Hoepli, 2017, 255 pagine effettive, euro 22,90).

Dal punto di vista biologico ogni essere umano è umano solo al 10 per cento. Per ogni cellula umana ne esistono almeno dieci che vengono ospitate per motivi utili o per semplice casualità: batteri, archei, virus e funghi (lieviti). In realtà “Nel corso della vita ospitiamo così tanti microbi che il loro peso equivarrebbe a quello di cinque elefanti africani… non siamo individui, ma colonie”. Per essere più precisi “ciascuno di noi contiene comunità di microbi tanto unici quanto le nostre impronte digitali” (introduzione).

Sono le relazioni intrattenute dal nostro corpo con i cento trilioni di microbi del microbiota che determinano la nostra salute. In molte occasioni sono i microbi che gestiscono il nostro copro a loro vantaggio, con esiti positivi o negativi a seconda dei casi, la maggior parte delle volte con la reciproca soddisfazione. Le malattie di questo secolo “spesso insorgono nell’intestino e sono legate al sistema immunitario… Colpiscono da giovani, spesso nell’infanzia, nell’adolescenza… e molte colpiscono più le donne che gli uomini… queste malattie si manifestano nel mondo occidentale, ma sono adesso in aumento nei paesi in via di sviluppo man mano che si modernizzano… l’insorgenza è iniziata in Occidente negli anni Quaranta” (p. 29).

Il nostro sistema immunitario normalmente aggredisce e demolisce anche le cellule del nostro corpo per regolare la memoria e per eliminare “le cellule che rischiano di diventare cancerose” a causa degli errori di replicazione del DNA (p. 95). Quindi “Tollerare alcune sostanze del non-sé e aggredire alcune molecole del è importante quanto distruggere gli agenti patogeni del non-sé”. In ogni caso quasi tutti i microbi presenti in un intestino sano vengono supervisionati dal nostro sistema immunitario e vengono considerati come cellule amiche. In effetti “anche se non provoca alcuna malattia, il microbiota è, per certi versi, un’estesa infezione” che tiene allenato il nostro sistema immunitario. I microbi del microbiota “sono intrusi, ma lo sono da talmente tanto tempo, e apportano tali benefici, che il sistema immunitario ha deciso di ospitarli” (p. 96).

Comunque “Il genoma umano genera la propria complessità non soltanto nel numero di geni che contiene, ma anche attraverso le molte combinazioni di proteine che questi geni sono in grado di produrre (introduzione). I geni potrebbero essere considerati come le lettere di un alfabeto di una lingua molto complessa. Il genoma umano comprende circa 21.000 geni, circa la metà di quelli della pianta del riso e meno dei 31.000 della pulce d’acqua (forse la cosa dipende dalla diversa velocità dei tempi di riproduzione di ogni specie e dai gradi di complessità dell’ambiente di vita).

Lo studio del genoma umano ha consentito anche di approfondire il Progetto Microbioma umano (HMP), che purtroppo ha avuto scarsa attenzione dai media, anche se spesso le patologie umane hanno “deboli connessioni con decine o centinaia di varianti genetiche, ma raramente” esiste “il caso secondo cui possedere una data variante” determina “una data patologia” (introduzione).

Molte malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1, la celiachia e la sclerosi multipla sono legate a problematiche relative all’apparato digerente, poiché più della metà del sistema immunitario è localizzato nell’intestino. Anche molti tumori sono dovuti al cattivo funzionamento del sistema immunitario. Purtroppo a livello mondiale negli ultimi decenni si è diffuso l’utilizzo del latte artificiale al posto del latte materno, ma il latte commerciale non contiene le cellule immunitarie, gli anticorpi, gli oligosaccaridi (il cibo esclusivo della flora batterica) e i batteri vivi (p. 194).

Inoltre posso aggiungere che con l’ampio utilizzo di omogeneizzati le madri del terzo millennio evitano di masticare i cibi per i loro bimbi, e con la scarsa trasmissione di batteri amici, i bambini sono così costretti a crescere relativamente menomati a livello gastrointestinale. Si può dire tutto del nostro intestino, ma non che sia neppur lontanamente omogeneizzato. Le persone con più specie di batteri nell’intestino, risultano molto più sane rispetto alle persone con meno batteri.

Le ricerche scientifiche in questo campo stanno progredendo velocemente e anche se non possiamo migliorare le cellule umane, possiamo migliorare la carica batterica positiva del nostro corpo (pelle e intestino). Infatti si possono utilizzare prebiotici (anche in polvere) e probiotici (ad esempio lo yogurt e i fermenti lattici). Però la soluzione migliore in questo caso è molto semplice: bisogna mangiare quasi di tutto. E soprattutto bisogna consumare molta fibra, molta frutta e molta verdura fin da bambini, cioè il cibo preferito dai nostri numerosi alleati intestinali.

 

Alanna Collen è una scrittrice scientifica e ha scritto per il Sunday Times Magazine e per www.arkive.org (http://alannacollen.com/alanna-bio). Per alcuni approfondimenti video: www.youtube.com/watch?v=DCwVYYZ3yBc, http://alannacollen.com/ampthill-literature-fest.

 

Nota personale – Qui si studia il microbioma nostrano: http://progettomicrobiomaitaliano.org. Inoltre azzarderei due consigli per i bambini piccoli con piccoli problemi di diarrea frequente: bere un bicchiere di acqua con un pochino di terra sana presa in un bosco, oppure un bicchierino di acqua di mare pulita, presa lontana da porti e fiumi (quasi tutti gli esseri viventi hanno avuto degli antenati vissuti in mare). Comunque molti bambini da piccoli mangiano terra e quasi tutti i bambini hanno avuto le mani molte sporche di terra. Però sarebbe meglio sporcarsi le mani con la terra non contaminata dalla civiltà industriale o dall’agricoltura troppo industrializzata.

Nota sull’appendice – Il tratto di intestino chiamato appendice potrebbe rappresentare una banca dei microbi con il ruolo di riserva di sicurezza in caso di grandi infezioni gastrointestinali.

Nota energetica su topi – Lo studioso Jeffrey Gordon in una ricerca ha stimato “che, se non ci fossero i microbi, i topi avrebbero bisogno del 30 per cento del cibo in più”. Infatti grazie ai microbi le protuberanze dell’intestino “simili a dita si allungano, rendendo la superficie abbastanza grande da catturare dal cibo l’energia di cui ha bisogno” (introduzione).

Note patologiche – L’obesità sembra legata alla colonizzazione di alcuni virus o alla scarsa presenza di batteri Akkermansia amanti del muco intestinale (Patrice Cani, Université Catholique de Louvain, Belgio, p. 55). La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) sembra legata ad forte alterazione e riduzione delle molteplici specie della flora intestinale. Molti casi di autismo infantile con diarrea sono collegati all’eccessivo sviluppo di batteri Clostridium, quindi sono parzialmente curabili con la vancomicina (Richard Sandler, gastroenterologo, Sydney Finegold, microbiologo, p. 67). Il parassita Toxoplasma colpisce topi, gatti ed esseri umani, e induce alterazioni comportamentali diverse in uomini e donne. Gli uomini diventano più insicuri, sospettosi, antisociali e amanti del rischio, e tendono a causare più incidenti. Le donne invece diventano più fiduciose e socievoli (p. 72). Inoltre la sclerosi multipla dipende per il 70 per cento da fattori ambientali e gli ultimi studi chiamano in causa l’influenza di alcuni ceppi batterici delle famiglie Acinetobacter e Akkermansia (http://progettomicrobiomaitaliano.org/2018/04/la-sclerosi-multipla-non-dipende-solo-dalla-genetica).

Nota particolare – Gli esseri umani insieme a molte specie di pipistrelli sono i principali vettori di molte malattie a livello mondiale, poiché conducono una vita caratterizzata da mobilità estrema e grande socievolezza (p. 90).

Nota sull’obesità – L’obesità non è solo “un problema di squilibrio tra calorie assunte e consumate, ma piuttosto un disturbo complesso” con molte cause, tra cui le alterazioni del microbiota dovute all’assunzione massiccia di antibiotici fin dai primi anni di vita (Nikhil Dhurandhar), e forse anche all’abuso di sostanze chimiche igienizzanti. Negli animali da allevamenti gli antibiotici sono stati utilizzati a partire dagli anni Cinquanta sia per evitare le morti dovuti alle infezioni legate alla promiscuità sia perché avevano scoperto che facevano ingrassare gli animali molto più in fretta (soprattutto i polli). Inoltre “delle 50.000 e passa sostanze chimiche impiegate in Occidente, soltanto 300 circa sono state testate per garantirne la sicurezza. Se ipotizziamo che anche soltanto l’1 per cento di quelle 50.000 sia nocivo, almeno 500 e oltre non dovrebbero stare nelle nostre case” (p. 144).

Nota vaginale – I batteri vaginali al momento della nascita naturale seminano i batteri utili sul bambino appena nato. Purtroppo il forte aumento dei parti cesarei ha compromesso questa semina. Sui neonati basterebbe utilizzare un piccolo tampone vaginale per strofinarlo sul viso e sul corpo. E dopotutto i parti cesarei non sono poi così sicuri: “In Francia ogni 100.000 donne sane che partoriscono naturalmente ne muoiono circa quattro, mentre le vittime del cesareo sono più o meno tredici” (p. 183). Inoltre negli Stati Uniti, la patria dell’obesità, il momento della nascita è stato medicalizzato in modo assurdo e patologico: a circa la metà delle madri “vengono somministrate delle flebo di antibiotici”e tutti i neonati “ricevono una dose di antibiotico, nell’eventualità che la madre sia affetta da gonorrea” per evitare rare infezioni negli occhi (p. 187).

Nota australiana – Tom Borody presso il Centre for Digestive Disease di Sydney, ha messo a punto la prima terapia dell’ecosistema microbico mediante delle semplici capsule, che permettono un trapianto fecale senza i problemi e le spese derivanti dall’utilizzo di un colonscopio (p. 221). Comunque la diarrea estrema e cronica causata dal Clostridium difficile non è da sottovalutare: negli Stati Uniti ogni anno muoiono circa 30.000 persone, molte di più di quelle morte a causa dell’AIDS (p. 216). 

Nota sull’autrice – “Adesso considero me e il mio microbiota una squadra. Ma come in ogni relazione, ottengo solo ciò che do. Io li rifocillo e li proteggo, loro in cambio mi sostengono e mi nutrono… la nostra colonia ha inizio con un’arca di Noè di specie, donate a voi da vostra madre alla nascita. I primi microbi di vostra madre, naturalmente, provenivano da vostra nonna e così via” (p. 96). Perciò la selezione naturale ha selezionato il nostro microbiota insieme ai nostri geni. Questa partnership è una relazione costituita da una serie di vantaggi reciproci più o meno misteriosi e rappresenta un ottimo esempio di coevoluzione simile a quella dell’essere umano e del cane.

Nota finale – In un bellissimo video il Dr. Domenico Mastrangelo descrive in modo esemplare il microbiota umano, composto da batteri, funghi e virus che interagiscono con le cellule, creando fenomeni molto complessi e poco conosciuti: www.youtube.com/watch?v=dJkS3Wstw_Q (il Dr. Mastrangelo si è laureato con lode; https://ilsensodellamisura.com/tag/domenico-mastrangelo; questo è vero anticonformismo scientifico: http://www.informasalus.it/it/articoli/falsita-aids.php).

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