La dieta mediterranea è consigliata da dietologi e nutrizionisti agli italiani, che vengono imitati in gran parte del mondo.
La pasta è tradizionalmente l’alimento di tutti gli italiani e, senz’altro, di quella larga parte di famiglie che non arriva alla fine del mese, magari vivendo con pensioni misere.
In considerazione di ciò e dell’ampiezza del mercato, i produttori di pasta, a riprova dell’etica dilagante nel nostro paese e dell’avversione congenita ad ogni regola, hanno ben pensato di concertare un’intesa finalizzata ad aumentare oltre misura il prezzo di vendita della pasta, e dunque restrittiva della concorrenza.
Difatti l’Antitrust, su segnalazione della Federconsumatori e informazioni pubblicate dalla stampa, tra cui quelle comparse sul Corriere del Mezzogiorno, ha accertato l’esistenza di un “cartello della pasta” multando, nell’adunanza del 25 febbraio 2009, i responsabili con complessivi 12 milioni e mezzo di euro.
I soggetti che hanno preso parte all’intesa sono, come avrebbe detto Mario Riva, niente popò di meno che: Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestlè, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano insieme all’UNIPI (Unione Industriali Pastai Italiani).
Una sanzione di mille euro è stata comminata dall’Authority a Unionalimentari (Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Alimentare) per aver divulgato una circolare indirizzando gli associati verso un aumento uniforme dei prezzi.
Le intese accertate, come riferisce il Garante, “hanno di fatto interessato l’intero mercato della produzione della pasta ed hanno avuto effetti evidenti sul mercato in termini di aumento medio dei prezzi di cessione alla grande distribuzione organizzata e, conseguentemente, del prezzo finale praticato dai distributori ai consumatori. In particolare l’intesa realizzata da UNIPI e dai 26 produttori è durata dall’ottobre 2006 almeno fino al primo marzo 2008. Dal maggio 2006 al maggio 2008 il prezzo di vendita della pasta al canale distributivo ha registrato un incremento medio pari al 51,8%, in buona parte trasferito al consumatore, visto che il prezzo finale è cresciuto nello stesso periodo del 36 per cento.”
La decisione del Garante è stata presa dopo scrupolosi approfondimenti che hanno ampiamente tenuto conto dell’eccezionale incremento comunque subito dal costo della materia prima e della situazione di difficoltà del settore. Come comunica l’Antitrust, è stato valutato “caso per caso, il ruolo specifico svolto dalle aziende nella realizzazione degli accordi, le iniziative tese a contenere gli aumenti, le perdite di bilancio registrate nell’ultimo triennio”.
Un’analisi attenta sui "tanti traffici" che purtroppo avvengono quotidianamente all’insaputa di tutti (specialmente di noi ignari, ma per fortuna sempre meno ignari, consumatori). Proseguite così con professionalità ed imparzialità. Molto bene.
Ma che vergogna! Beccati col sorcio in bocca. Questi dovrebbero sparire dal mercato e magari finire in galera. Ma, guardacaso, queste simpatiche fattispecie non sono penalmente sanzionate. E così il capitalismo dà libero sfogo al suo aspetto più bieco, schiaccia e spreme sempre più. Poi dicono che Marx è superato: forse, qualcosina andrebbe recuperata...
Bell’articolo che spiega perchè un prodotto costa più di quano vale, ma ci siamo dimenticati che il 90 % di tutto cio’ che si compera, costa più di quanto vale da quando tutti i prodotti sono stati radddoppiati dalle categorie del commercio, cartelli a migliaia.... e nessuno ha fermato questa vergogna , ecco perchè la gente non riesce ad andare avanti, pechè se avessero fatto come in Francia che ancora oggi, ha su tutti i prodotti il doppio prezzo,( franco ed euro) e da lì si vede subito se c’è un aumento, dunque è stato evitato quello che è successo in Italia, il governo , ’c’èra Berlusconi all’inizio dell ’euro, dormiva, le associazioni dei consumatori peggio, sono stai i cittadini a lamentarsi, per mesi e da subito, il giorno dopo la nuova moneta, ma messuno al potere se ne era accorto, già , loro non vanno a fare la spesa e il loro stipendio è svariate volte piu’ alto di qualsiasi impiegato, operaio o dirigente... una vergogna Italiana, adesso danno i buoni, c’è da ridere a crepapelle nel credere che noi abbiamo una classe politica,.anzi c’è da piangere, nel constatare che non hanno fatto niente, anzi ci pigliano in giro , invece di aiutare i poveracci o chi , quasi tutti, non arriva a fine mese, stanziano aiuti per le banche,o per la Fiat i cui proprietari sono miliardari...e le banche, che piene di soldi, non danno prestiti e crediti a nessuno che non abbia il doppio di quello che chiede, un’altra vergogna, visto che le banche in europa non sono come quelle italiane, le.. nostre non rischiano..onestamente, io vivo 14000 km dall’europa e ho fatto bene,altrimenti sarei diventato un’altro povero disgraziato, per colpa di quelli che si definiscono politici...alle prossime elezioni,schede bianche per tutti..
se continuiamo a raccontare tutto forse ce la facciamo a rimettere in piedi l’Italia.
anche su questa altra mascalzonata ai danni della gente i giornali hanno detto poco, e non in prima pagina.
non c’è dubbio che senza la rete, finchè ce la lasciano, saremmo in una situazione ancora peggiore.
comunque grazie alride.