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Grillismo, malattia infantile dell’opposizione

Come non pochi internauti simpatizzanti, ho guardato con favore la nascita e l'espandersi del Movimento 5 Stelle nelle recenti elezioni amministrative, confidando che la crescita elettorale avrebbe portato anche ad un lento ma inarrestabile distacco tra il movimento e la figura decisiva ma "ingombrante" di Grillo.

Grillo aveva promesso un movimento orizzontale, a democrazia diretta, con decisioni prese a maggioranza semplice tramite un portale online (comprese le candidature). "Mai io in politica", urlava dai palchi. Poi le cose sono andate come sappiamo: il nome Beppe Grillo è comparso nel simbolo del 5 Stelle, cosa non propria adatta ad un movimento che fa della "partecipazione dal basso" una bandiera. Il famoso portale online, la democrazia diretta a portata di click, è scomparsa dall'agenda del comico-attivista; la "linea" continua a dettarla lui tramite i comunicati politici, tra l'altro sempre più noiosi, postati sul blog. Ci sono stati casi di "insubordinazione" a Torino ed Ancona, che sono stati liquidati con la più classica metodologia partitocratica: espulsione o diffida a non usare più il simbolo.

Sul piano politico poi, negli ultimi mesi Grillo ha mostrato una tendenza sempre più preoccupante all'autoisolamento: nell'ordine ha attaccato Saviano, Vendola e Santoro. Nulla di male nel criticare anche Saviano, ma dire che "fa godere Berlusconi come un riccio perché pubblica con Mondadori" suona un po' ridicolo detto da Grillo, che non ha disdegnato di certo palcoscenici importanti e "padrini" (si pensi a Baudo) conosciuti. Va bene criticare Vendola, ma dire che "è un buco senza ciambella" è omofobo oltre che inutile. Dire che Santoro è un "medium" perché ospita anche nuclearisti, dimenticandosi che Annozero è l'unico programma ad aver dato voce al 5 Stelle, è ingeneroso oltre che inutile.

La ciliegina sulla torta è arrivata con l'attacco a Pisapia, soprannominato cortesemente "Pisapippa", messo sullo stesso piano della Moratti (tutti del Sistema), anche a costo di apparire ridicolo agli stessi elettori del 5 Stelle, che hanno infatti votato in massa per l'avvocato milanese.

Insomma: la "leadership", se così vogliamo chiamarla, di Grillo appare sempre più appannata e legata ad un uso ossessivo di improperi e metafore sessuali. Forse il Beppe Nazionale si è dimenticato che l'intransigenza va bene fino ad un certo punto, dopo diventa estremismo infantile.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.37) 7 giugno 2011 14:21

    Ma io non capisco una cosa !!!! a destra dicono che grillo è la sinistra piu radicale, a sinistra dicono che grillo è un fascista .al Centro dicono che è L’antipolitica.Senza contare lo spereco di parole che gli davano dell’ omofobo, razzista e intollerante . Pero quello che penso io, e lo penso perchè ho letto alcuni dati ,e che grillo ed il Movimento 5 stelle sta prelevando molti voti da tutti i partiti a partire dal Pd passando dal SEl e la Lega nord fino al PDL.

    • Di (---.---.---.36) 7 giugno 2011 19:35

      XXX 37 non ti illudere, tutti quelli che dicono che destra e sinistra sono la stessa cosa altro non sono che assatanati di potere, lo vogliono per se togliendolo a chiunque altro. A guardare la nostra storia contemporanea ci si accorge che lo stereotipo in questione non è nuovo ma ha "illustri" predecessori: Guglielmo Giannini e il suo movimento dell’uomo qualunque; Marco Pannella e i suoi radicali. Per i più increduli, provate a fare questo esercizio: dove sono collocati oggi tutto un gruppo di arrabbiati (un tempo) radicali collaboratori di Pannella?
       Per aiutare la vostra memoria faccio solo qualche nome: Tiziana Maiolo, Taradash, Capezzone, Quagliarello, Rutelli Emma Bonino. Sono a destra e a manca e a centro, ma sempre abbarbicati al potere !

  • Di (---.---.---.77) 7 giugno 2011 20:43

    Posso solo dire che mi dispiace e anche tanto.

    Ma dopo molti tentenamenti ho capito che il suo scopo è uno solo ...portare via voti alla sinistra e dico questo perché non ho mai sentito o letto un portavoce del PDL andare contro a Beppe e questo è un tarlo che continua a farsi strada sempre più facilmente ....Si mi dispiace !

    Fischia           Marco Savona

  • Di (---.---.---.21) 8 giugno 2011 01:38

    Secondo me, il discorso di Beppe Grillo è inopugnabile. Lui dice: la politica è gestione della cosa pubblica, ossia gestione delle cose di tutti, pertanto tutti debbono incaricarsi di informarsi e di partecipare alla loro gestione. In tal modo i cittadini vengono responsabilizzati, imparano a comportarsi come tali e riescono a individuare delle soluzioni migliori rispetto a quelle decise da qualche nostro rappresentante.
    Per il resto si dovrebbe guardare la nostra storia a 360°, infatti la protesta di Beppe Grillo, che non si è candidato alle elezioni, a differenza di Capezzone e gli altri, è sorta perché tutte le volte in cui un partito ha mostrato un volto nuovo, come D’alema, Prodi ecc. ecc., il risultato è sempre stato lo stesso (tutela delle lobby, impoverimento della scuola pubblica, meno Welfare e più spese per gli italiani).

  • Di (---.---.---.21) 8 giugno 2011 01:51

    Per quanto riguarda le affermazioni su Nichi Vendola, credo che l’unica cosa che il presidente della regione Puglia dovrebbe fare è quella di dimostrare che non è vero che la sua regione regala 120 milioni di euro agli inceneritori della marcegaglia e di fornire la prova che l’acquedotto pugliese è di proprietà della sola regione, naturalmente in contraddittorio con qualche inviato di Grillo. Se non lo fa, possiamo ben dire che Vendola è uguale agli altri è, come ci insegna la storia, quelli più bravi finiscono per essere i più criminali (Rina, prima di diventare capo della mafia era un uomo, secondo le dichiarazioni dei pentiti, che appariva buono e comprensivo, poi una volta ottenuto il potere a manifestato tutta la sua malvagità). Sembravano brave persone, così come Vendola, anche D’alema e Prodi, fintantoché dovevano arrivare a Montecitorio, ma poi abbiamo visto che cosa hanno combinato appena sono diventati primi ministri.
    Saviano se si vuole veramente ribellare al sistema deve crearsi un sito internet, come fa Beppe Grillo, e vendere le sue opere on-line, altrimenti finisce per alimentare il mostro che tanto critica.

  • Di (---.---.---.21) 8 giugno 2011 02:22

    Il giornalista che ha scritto quest’articolo mi sembra un pò confuso. Prima dice che Grillo si sta comportando come un capo partito perché espelle determinati soggetti dalle sue liste, che usa il suo simbolo nelle liste a cinque stelle, nonostante dichiari che non vuole entrare in politica, e poi afferma che i Grillini sono andati a votare per Pisapia, cosa che Beppe avrebbe perentoriamente proibito (ciò dimostra che Beppe non è un capo partito e che riconosce le libertà altrui) 
    A mio giudizio, quanto detto da questo giornalista è completamente fuori luogo. primo perché Beppe Grillo quando ha espulso qualcuno l’ha fatto perché quelle persone non avevano rispettato gli accordi tra gli eletti e gli elettori (accordi inerenti ai requisiti che i candidati debbono possedere per poter iscriversi al movimento, e che attengono al loro comportamento, una volta eletti) e lui è il garante del rispetto di tali accordi che noi abbiamo stabilito. Inoltre, non vedo cosa ci sia di male nello sfruttare il suo simbolo per le elezioni. Non solo questi ragazzi non hanno spazio nei mezzi di informazione ma dovrebbero anche rifiutare di farsi sostenere da un uomo famoso come Grillo. Beppe è la garanzia che quei ragazzi sono persone perbene e pulite, se poi decidono di non rispettare le regole del movimento è giusto che ne vengano espulsi. Per quanto riguarda la politica, Beppe non vi partecipa direttamente perché non si candida ma ciò non significa che lui non se ne interessi. Lo dichira in tutti i suoi interventi quando afferma che la vera politica è la gestione dell’acqua e della viabilità, cosa di cui lui si interessa in tutti i suoi spettacoli.

    • Di (---.---.---.66) 8 giugno 2011 10:56

      "Il giornalista che ha scritto quest’articolo mi sembra un pò confuso"

      e qualche riga più in basso..

      "e poi afferma che i Grillini sono andati a votare per Pisapia, cosa che Beppe avrebbe perentoriamente proibito (ciò dimostra che Beppe non è un capo partito e che riconosce le libertà altrui)"

      e ancora

      "lui è il garante del rispetto di tali accordi che noi abbiamo stabilito".

      Penso che qui l’unico confuso sia lei. Come può una persona che proibisce la libera espressione - anche attraverso il voto elettorale, come da lei sostenuto - essere garante della stessa? Chiaramente c’è qualcosa che non va, a meno di non essere dei pervertiti della democrazia. O delle persone ridicole, incapaci dell’uso della ragione. O dei nazisti.
      Si legga prima di pubblicare corbellerie senza senso. La spazzatura sul web, come in ogni altro posto, occupa inutilmente spazio. Grazie.

  • Di (---.---.---.21) 8 giugno 2011 02:44

    Tutti quei cialtroni di cui si è parlato nei post precedenti, Capezzone, Pannella e gli altri sono persone che hanno criticato i politici antagonisti per sottrargli dei voti e per farsi eleggere, ma Beppe Grillo, nonostante tutti glielo chiedano, non si è nemmeno candidato.
    Inoltre, io mi domando ma i vantaggi che trae nel partecipare e nel dare vita a questo movimento non sono molto meno rispetto a quelli che potrebbe ottenere se appogiasse le lobby e i partiti? Ma se uno è assatanato di potere perché dice che tutti i partiti sono la stessa cosa allora anche gli autori di Report, Saviano, Guzzanti, Santoro, Biagi, Dario Fo, Lutazzi, e tutti quelli come Giorgio Gaber, che si schierano contro il sistema criticando aspramente entrambi sono assatanati di potere?
    Mi chiedo a quale partiti siano iscritti quelli che hanno postato e chi ha scritto l’articolo. 

  • Di (---.---.---.21) 8 giugno 2011 02:59

    Ho trovato quest’articolo e quello sul referendum veramente disgustosi e privi di qualsiasi razionalità. Questo per le ragioni che ho spiegato nei post precedenti e quello sul referendum ("vi spiego perché è una farsa"), per la sua incomprensibilità. Spero che si tratti di episodi isolati, non vorrei che anche questo giornale finisse per allinearsi alla politica governativa. Una cosa buona da fare sarebbe quella di rendere pubblici i nomi delle persone che lo finanziano e la storia di ciascun giornalista che scrive per questo giornale. 


    "Dimmi chi sei e chi ti paga e ti dirò che scrivi" 

  • Di Giacomo Giglio (---.---.---.73) 8 giugno 2011 09:25
    Giacomo Giglio

    volevo rispondere all’utente il cui Ip termina con 21, per rassicurarlo: io sono uno studente che scrive articoli a tempo perso per questa piattaforma Agoravox, che ringrazio molto per lo spazio che mi concede.

    Lei adombra che ci siano chissà quali "complotti" da parte mia o di Agoravox, questo complottismo da bar fa ridere ed è uno dei tratti distintivi, a mio avviso, del grillismo.
    Io ho formulato delle critiche alla linea politica tenuta da Grillo, se questo è sinonimo di "essere venduto" siamo messi bene; meno male che Agoravox pubblica anche contenuti "fuori dal coro", non crede?

    Sul merito delle critiche che ha fatto: io non credo che Beppe Grillo abbia la potestà di giudicare chi vada espulso o meno, credo che chi usa la "democrazia partecipativa" come clava dovrebbe usare ben altri metodi, cioè far decidere le decisioni principali online agli "iscritti". 





    • Di (---.---.---.134) 10 giugno 2011 10:32

      mi dispiace ma chi taccia di infantilismo Grillo muore egli stesso di infantilismo per diventare protagonista di una NON NOTIZIA. 


      Grillo rimane ancora e chissà ancora per quanto tempo l’unico baluardo di democrazia in Italia. 

      E te lo dice uno che lo conosce molto bene. 

      all the very best, composer Stefano Ianne

       
  • Di (---.---.---.228) 9 giugno 2011 19:13

    Il solito commento di chi, fingendo simpatia e curiosità, giudica Grillo ed il MoVimento sulla base di quello che legge sui media di regime cioè solo fango e pettegolezzi. La verità è che come al solito si pretende che una forma politica che è nata circa 2 anni fa senza finanziamenti pubblici, senza sponsor privati (= lobbie di potere), con una struttura che è l’antitesi dei partiti cioè basata sulla partecipazione volontaria dei cittadini e che ciononostante in alcune realtà è già la 3^ forza politica, funzioni meglio delle collaudate corazzate partitiche che da decenni prendono in giro gli italiani. State lì a cercare il pelo nell’uovo di una organizzazione che sta sperimentando nuove forme di partecipazione dei cittadini avvicinandoli alla politica del paese e chiudete gli occhi sul marciume politico che vi circonda. La verità è che vi brucia .... e pure tanto! Vaff.....

  • Di Giacomo Giglio (---.---.---.155) 10 giugno 2011 13:27
    Giacomo Giglio

    rispondendo a 134 e 228: lo ripeto: sono uno studente squattrinato e questo vostro insinuare sui miei "interessi" fa ridere, per favore.

    Se volete saperlo, alle ultime elezioni comunali ho votato 5 Stelle.

    Semplicemente: io non annullo la funzione critica di fronte a Giuseppe Grillo, con tutto il rispetto.
    • Di (---.---.---.232) 11 giugno 2011 01:50

      Più che far ridere, è semplicemente ridicolo. Non essere critici anche e soprattutto nei confronti di chi si sostiene politicamente è come procedere con il paraocchi. Di notte, per giunta.
      Saluti.

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