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Grecia: la svastica sul cibo

Il freakshow estivo dei neonazi di Alba Dorata non conosce soste. Mercoledì un manipolo di militanti con t-shirt nere griffate in caratteri pseudo-arcaici si è trovato a piazza Syntagma, ha piazzato tavoli e sedie e cominciato a distribuire pacchi di pasta, olio, patate e latte – tutti prodotti rigorosamente made in Greece. Unico requisito per avere accesso al cibo: mostrare la carta d’identità e provare di essere cittadini greci. Altrimenti, nein. I militanti hanno detto che i disoccupati e le famiglie con molti bambini sarebbero stati serviti per primi. Il quotidiano greco Kathimerini riporta che più di duecento persone hanno fatto la fila.

Mercoledì le autorità locali avevano negato il permesso di utilizzare la piazza (motivazione: “piazza Syntagma non può essere resa disponibile per una tale tipologia di eventi”) e avevano consigliato di recarsi nella piazza del quartiere Gazi, vicino all’Acropoli. Alba Dorata ha semplicemente ignorato la disposizione comunale. Non è la prima volta, del resto, che i camerati uniscono cibo, crisi e identità greca. Lo scorso 2 luglio il partito (7% alle ultime elezioni, è sempre bene ricordarlo) aveva aperto un negozio di alimentari ad Ano Liosia, una delle zone più povere di Atene. Ilias Panagiotaros, una specie di portavoce con testa rasata, pizzetto e costituzione taurina, aveva dichiarato: “Chi ha famiglie numerose ed è disoccupato o ha uno stipendio basso spesso non può permettersi di fare la spesa. Se verrà qui, noi lo aiuteremo”. A patto, ovviamente di essere greci, “di sangue e di etnia”.

Sempre a proposito di “sangue”, il 12 luglio Alba Dorata aveva fatto affiggere dei manifesti per le strade della capitale invitando i connazionali a donare sangue, ma “solo ai Greci che necessitano del nostro aiuto”. Il partito guidato da Nikolaos Michaloliakos aveva così descritto un’iniziativa dai leggerissimi connotati razzisti: “Tutto il sangue che raccoglieremo sarà donato a pazienti scelti da noi. Questo diritto appartiene non solo ai membri di Alba Dorata, ma a tutti i donatori di sangue”. Uno dei maggiori sindacati medici di Atene ha parlato di gesto “insano, antiscientitico, illegale e razzista”, fornendo al contempo un’ottima definizione di Alba Dorata.

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