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Governo |Evviva il giornalismo di fantasia: Di Battista e Massimo Franco su La7 (VIDEO)

Secondo Freedom House l'Italia è al 62-esimo posto nel mondo in termini di libertà di stampa, mentre Reporters Sans Frontieres ci pone al 51-esimo; secondo la classifica annuale stilata dall'Ong, riportata dal Fatto Quotidiano, siamo invece risaliti al 46-esimo posto del ranking internazionale, che vede all'ultimo posto la Corea del Nord e al primo la Norvegia.

Quindi stiamo risalendo la classifica in direzione dei paesi più civili?

A seguire come il giornalismo nostrano sta commentando gli ultimi avvenimenti politici non mi sembra francamente che si possa affermare una cosa del genere. Più che giornalismo sembra di assistere ad un tripudio del pensiero unico, alla magnificazione del velinismo più deteriore. Parte l'input dall'alto e a pioggia il coro si diffonde ovunque sui media al punto che diventa impossibile distinguere una tv od un organo di stampa dall'altro. Potrebbero benissimo accorpare tutti i media in uno solo che nessuno avvertirebbe la differenza. Forse l'unico fuori dal coro è il Fatto Quotidiano, che esprime un signor giornalista come Marco Travaglio non a caso sparito (censurato?) da tutte le tv dopo la performance del Presidente Sergio Mattarella sulla nomina del governo. Una vicenda che sotto tutti i punti di vista lascia interdetti ma che secondo i nostri opinion maker più affermati ha una interpretazione unica : il duo Salvini Di Maio compongono un tandem di improvvisati e sprovveduti giovanotti che soltanto il buon senso istituzionale di Mattarella ha impedito che combinassero disastri irreparabili. Volete la dimostrazione? Lo spread oltre i 200 punti e borsa in picchiata.

Ieri sera ho assitito ad un confronto su La7 tra Alessandro Di Battista ed il grande giornalista e scrittore Massimo Franco, prima firma del Corriere della Sera. Con il consueto modo un pò casereccio e da bar (qualcuno dovrebbe consigliarlo) il grillino manifestava la sua opinione sulla vicenda che ha visto un presidente della Repubblica, caso unico e per nulla paragonabile ai due precenti dei governi Berlusconi / Renzi, porre un veto sulla nomina a ministro delll'economia del prof. Paolo Savona, proposto su indicazione della maggioranza M5S- Lega.

Di contro Massimo Franco, in perfetto stile british e con la consueta pacatezza che lo contraddistingue, argomentava sulla vicenda, fornendo una immagine certamente migliore, di maggior riflessività, profondità di pensiero e di conoscenza ad ampio respiro delle vicende politiche nostrane. Insomma a prima vista un confronto impari.

A prima vista, perché la sostanza è stata per nulla diversa dalla quantità industriale di fake news che circolano sulla stampa di regime nostrana ed internazionale, dal momento che ormai siamo un paese eterodiretto dalla UE/ Merkel. La teoria esposta dal grande giornalista è più o meno la seguente : Salvini / Lega sono per l'uscita dall'euro (affermativo) e Di Maio si è fatto fregare e trascinare in una trappola ordita a danno del M5S dal perfido Matteo (non quello viceversa molto stimato di Rignano sull'Arno) che ha proposto, anzi preteso il nome di Paolo Savona a tutti i costi, contando sull'irrigidimento di Mattarella per andare a nuove elezioni, per poi capitalizzare una marea di voti a danno probabilmente anche dei poveri tordi impallinati del M5S. Insomma un piano diabolico ordito da quel genio (?!) del male di Salvini per sdoganarsi dall'ingombrante presenza di Forza Italia, che verrebbe risucchiata dalla Lega come una bibita servita con la cannuccia, e quindi poi riproporre una intesa di maggioranza con il M5S, partendo da una nuova posizione di forza.

Mentre il grande giornalista esponeva la sua teoria, replicata ad unisono da tutti i media nazionali, il povero negletto Di Battista si affannava a smentirla, facendo osservare che nel contratto di governo sottoscritto dalle due forze di maggioranza non v'era alcuna traccia di ipotesi di uscita dall'euro e quindi si stava costruendo il tutto sul nulla.

Tuttavia Massimo Franco, con una imperturbabilità degna di miglior causa e con un sorrisetto malizioso che lasciava intendere chi la sa più lunga, continuava a snocciolare la sua teoria come se Di Battista non esistesse, il contratto sul programma di governo dicesse il contrario e il prof. Paolo Savona, economista di fama mondiale e con un curriculum a prova di bomba, fosse una sorta di folle doppio giochista, avendo negli ultimi anni osato (non sia mai !) criticare l'euro e questa Europa germanocentrica, che sta distruggendo la nostra economia.

E così si è chiusa la trasmissione.

Insomma non contano i fatti ma le ipotesi e le congetture. Si potrebbe definire in modo sintetico "un giornalismo di fantasia " che prescinde da dati di fatto ma si addentra in ipotesi suggestive, dietrologie e analisi molto personalistiche della realtà. Se a fare questo è un giornalista/opinionista di indubbio valore del calibro di Massimo Franco, figuriamoci che combinano gli imbrattacarte più o meno improvvisati e disinteressati che affollano i media, ogni giorno e a tutte le ore. E difatti.

Intanto, dopo la performance costituzionale di Mattarella, lo spread continua a salire oltre 230 punti e la borsa continua la picchiata verso il basso. C'è stato un altro commentatore /politico / giornalista che risponde, non ricordo se Maurizio Gasparri o il Gennaro Migliore piuttosto che lo squillante Ermini di turno, che hanno alzato un grido di dolore per i miliardi bruciati a causa del folle tentativo di varare il " governo del cambiamento ". Chi ce li ripaga questi soldi andati irrimediabilmento perduti?

Ecco provate a chiederlo al presidente della repubblica Sergio Mattarella.

 

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