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Vaticano: “Gli italiani non si faranno più abbindolare”

Ne è certo il cardinale Bagnasco, uomo di punta della Conferenza Episcopale Italiana, nucleo duro e puro di quella Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana che dell’abbindolare ha fatto la propria storica ragione di vita.

Abbindolare, con promesse da boy scout, prefigurando una vita meravigliosa (dopo la morte) o promuovendo con lucida costanza la credenza in una intelligenza/volontà trascendente che non solo nessuno ha mai (ovviamente) né visto né sentito, ma che nessuno ha mai nemmeno capito davvero che cosa sarebbe e cosa farebbe di preciso.

Gli abbindolatori professionisti ci dicono che avrebbe espresso la propria volontà attraverso degli scritti più o meno antichi che peraltro solo loro avrebbero la capacità (essendo ‘ispirati’ da un’altra entità mai vista e conosciuta, ma spesso disegnata sotto forma di volatile) di capire, interpretare e infine spiegare “correttamente” alla massa ignorante e cafona il senso vero di quei testi.

Abbindolare nel senso di affermare ad ogni piè sospinto che la natura umana è originariamente peccaminosa - per via di quella irregolare merendina sbocconcellata in un momento di calo di glucosio dalla femmina del primo uomo - e, quindi, ha la tassativa necessità di essere controllata e guidata da chi ha, guardacaso, il contatto diretto con il Supremo Assoluto.

Intanto le cose vanno come vanno e non c’è traccia (recente) di intervento trascendentale, a parte qualche apparizione (per lo più della Madre lacrimosa) che in genere tende a incupirci più di quanto già non si sia, con le sue nefaste profezie di disastri epocali. Non basta lo spread, la crisi, l’ingovernabilità, la disoccupazione, la povertà eccetera. A volte ci si mette pure la Signora con i suoi segreti - tramite i piccoli abbindolatorini visionari - a farci girare i cosiddetti.

Gli abbindolatori grandi, quelli professionisti - di cui abbiamo da poco conosciuto l’ennesima performance inquisitoriale che fa seguito a secoli di torture, processi e roghi - oggi ci informano bontà loro che la cosa, l’abbindolatura, non si ripeterà più, riferendosi però solo alle “promesse elettorali, tra cui quelle riguardanti fisco e condoni”.

Per le restanti bufale storiche, di cui essi stessi sono impareggiabili campioni, forse possiamo stare tranquilli: gli italiani continueranno - forse - a farsi abbindolare.

Naturalmente non è detto che vada proprio così. Alcune statistiche sul vistoso calo della fede religiosa nel mondo sembrano confermare un trend discendente nel grado di abbindolatura che i popoli hanno deciso di sopportare. Un po’ meno qui, un po’ meno là: anche se alcuni paesi sono in controtendenza, il tasso di “secolarizzazione”, come si definisce in genere la perdita del senso del ‘sacro’, sembra in deciso aumento.

Un’altra conferma viene dalla decisa diminuzione dei matrimoni religiosi. Segno indiscutibile che i giovani uomini e le giovani donne non sentono affatto il bisogno di rifugiarsi sotto le ali protettrici di Santa Madre Chiesa per poter realizzare la loro rispettiva identità sessuale di maschi e di femmine.

“Bisogna, invece - ha aggiunto Bagnasco - guardare avanti partendo dal realismo anche perchè la gente non si fa più abbindolare da niente e da nessuno”.

La sua naturalmente è un’affermazione rivolta alle varie parrocchie politiche, non alla sua; in particolare a quella berlusconiana che in altri tempi i suoi colleghi della CEI avevano esaltato con mistico ardore, salutando Silvio come il nuovo Messia (autodefinitosi tale) senza mai rimproverarlo non solo per la marea montante di “signorine” - alcune, sembra, minorenni - di cui si circondava, ma nemmeno per la bestemmia solenne detta coram populo in diretta TV (“contestualizzare” fu la direttiva partita dal Vaticano).

Oggi, novelli Giuda, lo tradiscono per quei trenta denari che, fiutata l’aria, temono di dover pagare, avendolo abbandonato proprio nel momento del maggior bisogno.

D’altra parte sono degli abbindolatori plurisecolari a denominazione di origine controllata e l’abbindolatore di Arcore in fondo è solo l’ultimo arrivato, un parvenu, un dilettante, per quanto abile e persuasivo. Quindi sono loro che giocano davvero la partita, sui cento tavoli della politica, tra Monti e Bindi, tra Roccella e Casini, e sui tavoli della cultura, della società e in primis dell’informazione (dove mai un capo di stato estero trova spazio nei telegiornali della televisione pubblica con regolare, inspiegabile e immotivata cadenza giornaliera ?)

Sono loro che giocano la partita, un po’ di qua e un po’ di là, come fa il cardinale genovese, abbindolando tutti con la sua parlata melliflua, con quella faccia un po’ così e l’espressione un po’ così di chi sa che, in fondo, chiunque salga a Palazzo Chigi, sono pur sempre loro, gli abbindolatori, che tengono le redini del mai tramontato Impero Romano d’Occidente.

Naturalmente fino a che gli italiani si faranno abbindolare, poi basta. Perché tutti gli Imperi cadono, prima o poi, anche quelli dello Spirito (Santo).

Ding, dong, bell. Ding, dong, bell. Tell me where is Fancy bred, Or in the heart, or in the head?

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