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Giorgio Zintu

Giorgio Zintu

Oltre trent'anni di lavoro nell'editoria specializzata, dalla redazione alla ricerca e documentazione, alla comunicazione, al marketing e alla formazione. Mi occupo di ambiente, salute e volontariato culturale.
Socio FIMA - Federazione Italiana dei Media Ambientali.
"Possiamo essere felici con meno opulenza, perché in una società senza privilegi, non ci sono poveri". (André Gorz, Le Sauvage, 1975)

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  • Primo articolo giovedì 07 Luglio 2011
  • Moderatore da lunedì 07 Luglio 2011
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Ultimi commenti

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.196) 3 dicembre 2012 10:42
    Giorgio Zintu

    Infatti nessuno tiene più il conto di tutte queste centrali che inquinano ma non eliminano il problema dell’immondizia e del suo corretto riciclo e, come nel caso di colture impiantate ex novo proprio per utilizzare gli incentivi, determinano una perdita di valore per il territorio e per gli stessi immobili oltre che aumentare considerevolmente i costi della salute (che rimangono a carico dello Stato e delle famiglie).
    E’ importante che cresca l’informazione e la mobilitazione su questi temi. Altrimenti i casi simil-ILVA saranno disseminati su tutta la penisola. Dal punto di vista economico, senza incentivi stupidi, nessuno investirebbe un soldo in biomasse e biogas (digestione anaerobica) perchè è del tutto antieconomico.

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.69) 20 ottobre 2012 20:05
    Giorgio Zintu

    Dall’articolo non capisco se la raccolta differenziata sia partita, penso di no e desumo che se i rifiuti diventano combustibile saranno nuovi cancrovalorizzatori. Sfugge spesso che quello che viene immesso in atmosfera dalle ciminiere non è buono per fare l’aerosol e le sostanze volatili (dal cadmio al mercurio, dall’arsenico agli ossidi di zolfo e azoto, dai composti organici volatili-VOC alla diossina) sono bioaccumulabili e non degradabili oltre che entrare nella catena alimentare. Se poi qualcuno pensa che i filtri trattengano tutto o è in cattiva fede oppure crede alle favole. E già quelle che ci raccontano sono troppe.

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.138) 14 ottobre 2012 17:15
    Giorgio Zintu

    il punto è cosa conta nella vita, se ad esempio importa avere televisori, telefonini, pc , tablet , automobili in quantità oppure se altri valori devono essere il timone dell’esistenza di ciascuno.

    Insomma "possiamo vivere con meno opulenza" e goderci qualcosa che per nostra responsabilità non riusciremo a consegnare ai nostri nipoti come l’abbiamo ricevuta dai nostri genitori: la natura, l’arte, l’acqua da bere. A cosa serve vivere in un pianeta che è una camera a gas nella quale ci stiamo suicidando?
  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.138) 13 ottobre 2012 20:44
    Giorgio Zintu

    Non conosco Perrino, ho solo sentito le sue argomentazioni, ho ritrovato nelle sue parole la conferma che la ricerca in Italia non ha soldi neanche per fare manutenzione alle apparecchiature frigorifere che avrebbero assicurato la sopravvivenza delle sementi. 

    L’India era un paese alla fame ma di tanto interesse per i democratici inglesi e ora non credo stia peggio di allora e non vedo come le multinazionali dell’OGM possano salvare l’agricoltura con forme di monocolture estensive che sono utili solo alla grande proprietà terriera e alle multinazionali delle sementi per fare business di rendita, non privo di rischi per la salute e per coltivazioni tradizionali che sono contaminabili.
    Gli stabilimenti che stanno inquinando, anche a distanza di centinaia di chilometri, il suolo e l’acqua, producono anche casi di malformazioni genetiche negli animali che pascolano nelle aree circostanti gli impianti (vedi Portovesme) oltre che provati danni per l’uomo.
    Tuttavia sa quanti si affannano a considerare la salute umana irrilevante rispetto alla sopravvivenza dell’ILVA possono sempre trasferirsi da quelle parti dove poter apprezzare gli effluvi.benefici. 
     
  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.125) 8 ottobre 2012 19:47
    Giorgio Zintu

    Se un lettore sa qualcosa che a me è sfuggito avrei piacere di sapere esattamente di cosa si tratta. Non sono un indovino e neanche un magistrato, tengo conto di quello che ascolto e vedo tentando, se ci riesco, di dare informazioni spesso poco seguite da altri con la speranza che risultino utili.

    Confesso di non sapere cosa hanno combinato nel passato Rizzo e Granelli e Piga. 
    Di quest’ultimo ho seguito alcune iniziative e proposte oltre che le critiche fatte all’esecutivo attuale che ho ritenuto sensate e meritevoli di essere conosciute. 
    Confesso che almeno nell’incontro organizzato da TI non ho ravvisato nulla di particolarmente orribile in quanto espresso da Granelli e Piga. Non ho riportato nulla dell’intervento della professoressa Rizzo perchè si è limitata a fornire un organigramma della CIVIT che potrebbe anche avere un grande futuro ma che al momento ha fatto poco. gz 

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