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Fukushima. Greenpeace: radioattività oltre la zona evacuata

 

Preoccupante denuncia di Greenpeace relatiavamente all’incidente nucleare in Giappone, che si protrae in questi giorni. Denunciata la gestione dell’emergenza nucleare del governo nipponico, che dovrebbe estendere ulteriormente la zona evacuata, zona attualmente circoscritta a 20 km dalla centrale di Fukushima.

Un team di esperti di Greenpeace è arrivato nella zona di Fukushima. L'altroieri nel villaggio di Iitate, a 40 km a Nord-Ovest della centrale – e a 20 km oltre la zona ufficiale di evacuazione – abbiamo trovato livelli di contaminazione tali che la popolazione, soprattutto donne incinte e bambini, deve essere evacuata subito.

A Iitate la nostra squadra di radioprotezione ha rilevato tra 7 e 10 micro Sievert per ora (µS/h). Questi valori si riferiscono alla sola radioattività esterna e non considerano il rischio aggiuntivo causato da inalazione e/o ingestione di particelle radioattive. Vivendo in quest’area, in soli cinque giorni viene superato il limite per la dose annua che è di 1000 µS/h.

Inoltre la Tepco, la società che gestisce l’impianto, ha ammesso che tracce di Plutonio, un elemento altamente radioattivo e tossico, sono state rilevate in cinque punti nei pressi della centrale di Fukushima.

Stare a Iitate non è sicuro.

Greenpeace in Italia aderisce al comitato referendario “Vota SI per fermare il nucleare” www.fermiamoilnucleare.it

In Sicilia, è attivo il comitato regionale www.fermiamoilnucleareinsicilia.it

Commenti all'articolo

  • Di Gianluca Bracca (---.---.---.246) 30 marzo 2011 00:26

    Il pensiero di Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, sulla situazione di Fukushima e più in generale del futuro energetico italiano e non.

    Rainews24 del 19 marzo 2011.

  • Di Renzo Riva (---.---.---.205) 30 marzo 2011 01:41
    Renzo Riva

    http://www.alessandriaoggi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2632&Itemid=27

    Solo alcune tesi a favore del nucleare

     

    CON QUALE FONTE SOSTITUIREMO L’ELETTRONUCLEARE?

    Che sia però economicamente sostenibile.

    .

    Unione Europea Anno 2009

     

    Fonte energetica__TWh ________ sul Totale

     

    Rinnovabili_______615,3 _________ 19,3%

    Nucleare________891,9 __________ 28,1%

    Fossili________1.672,1 __________ 52,6%

     

    Totale________3.139,3 __________ 100%

     

     

    Giappone anno 2009

     

    Fonte energetica__TWh ________ sul Totale

     

    Fossile_________660 ____________ 63%
    Nucleare_______280 _____________ 27%

    Rinnovabili_____105 _____________ 10%

     

    Totale________1.045 ___________ 100%

     

     

    Chissà perché il cavernicolo è uscito dalle caverne

     

    Il mio pensiero ed alcune considerazioni già sottoposte ad alcuni operatori dell’informazione di cui chiedo ai lettori di formarsi una opinione sugli sviluppi degli accadimenti di Fukushima e delle scelte energetiche di scenario future per tutti i Paesi e segnatamente oggi per il Giappone che è anche il più grande importatore di GNL e con il maggior numero di rigassificatori al Mondo, a causa della sua insularità.

    In Italia invece abbiamo 6 (diconsi sei) canne del gas che insieme ai rigassificatori possono darci 80 miliardi di mc anno e pertanto non abbisogniamo di ulteriori rigassificatori perché nel consumo del gas dovremmo dimagrire: siamo il solo Paese al Mondo che produce oltre il 50% dell’elettricità con il gas.

    Oggi in Europa la prima fonte per la produzione dell’elettricità è il nucleare e la seconda è il carbone.

     

    I Paesi più spreconi nella produzione d’elettricità col gas sono:

    - Italia___________50%
    - USA___________20%
    - Gran Bretagna___20%
    - Germania_______10%
    - Francia__________5%

     

    Una fotografia sui
    Consumi elettrici

    - Giappone___1.100 TWh anno/127.000.000 ab= 8,6 MWh/ab
    - Germania____640 TWh anno/82.000.000 ab= 7,8 MWh/ab
    - Italia________340 TWh anno*/60.000.000 ab= 5,6 MWh/ab
    (*) compresi 29 TWh importati da nucleare

     

    5,6 MWh/abitante è un dato che condanna l’Italia al declino economico, di cui dobbiamo tenerne conto se qualche irresponsabile vuole spegnere il nucleare con la facile fuga in avanti verso le fonti impossibili.

     

    Arriviamo alle considerazioni sul rischio.
    Nella prefettura di Fukushima il sisma ha causato il crollo di una diga, ma la notizia è quasi passata sotto silenzio, perché l’attenzione dei media europei si è subito focalizzata solo sulle installazioni nucleari.
    Non parliamo poi della distruzione e incendi sviluppatisi in due raffinerie e di tutte le sostanze sversate a causa dello tsunami e di cui nessuno sembra abbia messo nel tragico conto.

    - Chiedere la chiusura di tutte le strade italiane perché negli ultimi venti anni per incidenti stradali sono morte circa 140.000 persone, ferite 450.000 persone e ferite con danni permanenti circa 250.000 persone?

    - Chiedere la chiusura di tutti gli aereoporti perché nell’anno 1977 nell’incidente fra due Boeing perirono 583 persone?

    - Chiedere la chiusura di tutti gli invasi per la produzione idroelettrica rinnovabile perché in una sola volta al Vajont perirono 2.000 abitanti a Longarone, Erto e Casso?

    - Chiudere le attività industriali perché annualmente si verificano 1.300 infortuni mortali?

    - Chiudere infine l’elettronucleare?

    Questa è la ricetta che certuni vogliono propinare al Giappone?

     

    Attenzione!
    Quella che oggi riconosciamo come democrazia nel campo occidentale potrebbe diventare un ricordo, a fronte dei problemi sociali che, inevitabilmente, una carenza negli approvvigionamenti energetici trascinerà ovvero una preoccupante disoccupazione per non parlare poi dell’approvvigionamento alimentare.
    Senza energia si mangerà poco e male e si vivrà ancora peggio.

     

    Mandi,
    Renzo Riva

    C.I.R.N. F-VG – Comitato Italiano Rilancio Nucleare
    E
    P.L.I. F-VG – Energia e Ambiente

    renzoslabar@yahoo.it
    http://renzoslabar.blogspot.com/
    349.3464656

     

    ============================

    Giappone anno 2008

    Fossile______________63%________660 TWh
    Nucleare____________27%________280 TWh
    Rinnovabili__________10%________105 TWh

     

    Totale_____________100%_______1.045 TWh

     

    ============================

     

    L’ Italia dopo aver incentivato a piene mani le FER oggi ha questo mix energetico:
    Il totale produzione anno 2008 è stato pari 311,2 TWh
    di cui in percentuale:

     

    Fossili______________________80,75%
    Nucleare_____________________0,00%
    Rinnovabili___________________18,70%
    Da rifiuti non rinnovabili__________0,55%

     

    Totale_____________________100%

     

    di cui fra le Rinnovabili sul totale prodotto di 311,2 TWh

     

    Idraulica_________13,37%
    Eolica____________1,57%
    Biomasse_________1,90%
    Fotovoltaica_______0,08%
    Geotermica_______1,78%

     

    Totale___________18,7%

     

    Taccio sui costi che hanno sostenuto per la tecnologia eolica - max. anni 20 - e per quella fotovoltaica - max. anni 20÷25.
    Inoltre importiamo circa 29 TWh da elettronucleare pari a circa il 13% dei nostri consumi ovvero 311,2+28,8= 340 TWh
    Ecco il motivo per cui dico che l’Italia non è mai uscita dal nucleare!

     

     

    La Germania dopo aver incentivato a piene mani le FER oggi registra questo mix energetico:
    Il totale produzione anno 2008 è stato pari 638,8 TWh
    di cui in percentuale:

     

    Fossili______________________60,5%
    Nucleare____________________23,3%
    Rinnovabili__________________15,4%
    Da rifiuti non rinnovabili_________0,8%

     

    Totale_____________________100%

     

    di cui fra le Rinnovabili sul totale prodotto di 638,8 TWh

     

    Idraulica__________4,3%
    Eolica____________6,3%
    Biomasse_________4,1%
    Fotovoltaica_______0,6%
    Geotermica_______0,0028%

     

    Totale___________15,4%

     

    Taccio sui costi che hanno sostenuto per la tecnologia eolica - max. anni 20 - e per quella fotovoltaica - max. anni 20÷25.

    http://www.energies-renouvelables.org/observ-er/html/inventaire/PDF/Chapitre03_2.pdf

    • Di Gianluca Bracca (---.---.---.146) 30 marzo 2011 20:57

      Prova a chiudere due cerchi:

      1. sui costi: vorrei conoscere i costi per la chiusura del ciclo di una sola centrale atomica. Come ben sai, il costo lo puoi consuntivare quando l’ultimo grammo di materiale da dismissione/scorie da produzione sono state messe in sicurezza ovvero decadute nella sua pericolosità. Stabilito questo costo, gradirei conoscerne l’estensione temporale e, di conseguenza, l’individuazione dei soggetti su cui il costo ricadrà, anche non godendone i benifici (ciclo di produzione elettrica della centrale minore dei tempi di dismissione).
      2. sulla sicurezza: gradirei conoscere qual’è la percentuale di sicurezza garantita per un impianto nucleare (di qualsiasi fasulla generazione si voglia). Tralascio di seguirti nel ragionamento ottuso che fai sulla pericolosità di dighe, autostrade, etc... Visto che non sono assimilabili tra di loro e che le conseguenze di eventuali incidenti sono immediate e non protratte nel tempo per millenni...
      Infine, noto che tutti i ’ragionamenti’ da te portati in questa diatriba inutile partono e mantengono fermo un presupposto che è fuorviante per ogni valutazione: non entra mai in gioco la variabile della diminuzione dei consumi, mai. Quando ormai non c’è alcun bisogno di dimostrare quanto sia invece impellente la necessità per l’intero pianeta di cambiare drasticamente rotta in tal senso.
      Ragionare si, sragionare è perdere tempo..

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