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Freelance e Coworking | Uniti nel lavoro

In Europa sono il 15,8%, in Italia il 23,8% e la tendenza è al rialzo. Negli Stati Uniti secondo un’indagine dell’organizzazione no profit Freelancers Union saranno la maggioranza dei lavoratori entro il 2027. Sono i freelance, un tempo definiti liberi professionisti o lavoratori autonomi e oggi divenuti tali più per fare fronte ai cambiamenti nel mondo del lavoro che per volontà. 

Una necessità che ha dato vita a nuove forme di condivisione e alleanze per affrontare con maggiore forza il mercato. Nel 2005 nasce così a San Francisco il primo coworking, uno spazio dove i freelance possono condividere con altre persone locali e servizi. Idea diffusasi rapidamente in tutto il mondo (se ne stimano 11.000), compresa l’Italia dove è arrivata nel 2008: qui ormai si superano le 300 unità, situate in numerose località. Alla condivisione degli uffici si è aggiunta in tempi più recenti un’altra formula con forti aspettative di crescita: il networking, l’alleanza tra professionisti.

Coworking, sinergia tra talenti

Un ufficio condiviso da utilizzare poche ore alla settimana o tutti i giorni. E comprensivo di molti servizi, quali scrivania, connessione alla rete, stampante o macchinetta del caffè. Altri aggiungono plus come una sala riunione, un’area relax, stanze isolate per telefonate private, laboratori o un punto di ristoro. A distinguere le proposte è pure la scelta di riservare la struttura a tipologie di lavoratori specifiche (designer, ecc.), alle sole donne o agli under 35. I costi sono accessibili e commisurati a tempi e servizi utilizzati: si va dai 25-30 euro per un giorno ai 250-300 euro mensili per avere una postazione 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Socialità per la creatività

Le opportunità offerte dal coworking vanno oltre lo spazio lavorativo. La presenza di altri professionisti riduce la sensazione di isolamento tipica dei freelancer, spesso causa di malumore, e le distrazioni dell’ambiente domestico. Si mantiene autonomia e flessibilità, ma la vicinanza con altre persone genera socialità che stimola la creatività e incrementa il rendimento. E può sfociare in collaborazione. I professionisti presenti sono spesso esperti in discipline diverse, ma complementari, come web designer, seo specialist e giornalista. Alcuni coworking offrono pure degli “host”, esperti che aiutano i freelancer a interfacciarsi tra loro e con altre strutture esterne. L’esito è che molte start-up innovative nascono sempre più spesso nei coworking.

 

Networking, la rete di professionisti

Creare una rete di esperti pensata per darsi reciproco supporto e ampliare il ventaglio delle competenze da offrire. L’architetto, ad esempio, può allearsi con un certificatore energetico e un’elettricista, ma pure con un commercialista ed esperti in marketing, comunicazione o sviluppo web. L’aggregarsi in rete consente di cooperare alla ricerca di soluzioni migliori, promuoversi a vicenda, fare progetti web e di comunicazione comuni, condividere le spese di alcuni servizi e, soprattutto, di crescere insieme. Non solo. Tra gli obiettivi del networking ci possono essere valori sociali. Ne è un esempio il progetto Professionisti Solidali del DesBri che alla condivisione dei saperi aggiunge la volontà di essere comunità con clienti e fornitori e di favorire le scelte etiche e solidali per dare impulso al consumo critico e all’economia sostenibile.

Foto: Professionisti solidali

Per leggere il numero completo della rivista clicca sull'immagine qui sotto. 

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