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di Francesca Barca (sito) martedì 23 febbraio 2010 - 0 commento oknotizie
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Francia: se il fast-food diventa halal

Francia: se il fast-food diventa halal

Dal luglio scorso otto degli oltre 350 ristoranti Quick in Francia stanno sperimentando il fast food halal. Si tratta di una “prova” che dovrebbe durare sei mesi per poi essere estesa ad altri ristoranti.
 
Quick è la risposta franco-belga al Mac Donald’s: fondata nel 1971 in Belgio, è stata la prima catena di ristorazione rapida in Europa con oltre 400 fast-food sul continente. Diventata francese nel 2006 – aquistata dalla Caisse des dépôts et des consignations (Cdc), ente finanziario pubblico francese – è diffusa soprattutto in Francia, Belgio e Lussemburgo. Concretamente, l’esperimento halal consiste nel fatto che il bacon è bandito dagli hamburger, sostituito con del tacchino affumicato, mentre per la carne di manzo viene assicurata la macellazione secondo il rito religioso islamico.
 
L’islamizzazione della Francia
L’esperimento va avanti da luglio, ma la polemica è nata dopo che Marine Le Pen, il 14 febbraio scorso, ha denunciato l’iniziativa in un’intervista a Canal plus. Per la presidentessa del Front National “quelli che non mangiano halal non avranno nemmeno possibilità di scelta”. Marine Le Pen arriva poi a sostenere che sono tutti i contribuenti francesi a pagare la “tassa islamica” (la tassa per la macellazione rituale, ndr) perché Quick è, di fatto, a una società “francese”. «Qualium investissement, la società che possiede il 99,63 % del capitale di Quick, non è altro che una filiale d’investimento della Caisse des Dépôts et Consignations, braccio finanziario dello Stato […]. È dunque lo Stato che sta dietro questo processo d’islamizzazione forzata della Francia e di messa in atto della tassa islamica”.
Il lunedì successivo (15 febbraio) è il turno di René Vandierendonck, sindaco socialista di Roubaix, città della regione Nord Passo di Calais (una delle otto dove si sperimenta l’halal), che sul quotidiano La voix du Nord dichiara: "Mi felicito della scelta di Quick. Diventa però discriminante quando si tratta della sola scelta possibile". In seguito al rifiuto di Quick di modificare la sua politica il comune ha denunciato la catena di fast-food alla Halde, l’organismo francese per la lotta alla discriminazione. Da parte sua la direzione di Quick si dice decisa a continuare l’esperimento per "poter valutare la fattibilità tecnica di quest’offerta commerciale", aggiungendo che la scelta di prodotti “non halal” resta, dal pesce alla birra. Mohammed Moussaoui, presidente del Consiglio francese dei Culti musulmani (Cfcm: organo creato da Sarkozy nel 2003 e che raggruppa la maggior parte delle associazioni islamiche, ndr), aggiunge che in Francia ci sono da sempre ristoranti solo halal o solo kasher (ammessi secondo il rituale ebraico) e che la cosa non ha mai sollevato nessun problema.

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di Francesca Barca (sito) martedì 23 febbraio 2010 - 0 commento oknotizie
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