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Firenze: Coprifuoco per i migranti. Lo ha deciso il Prefetto

Rientro nei centri di accoglienza alle 8 di sera e controllo della corrispondenza, con circolari prefettizie che si richiamano al decreto 142/2015 del governo Renzi. L’Asgi denuncia l’incostituzionalità del provvedimento. La sinistra fiorentina domani in piazza, per difendere il modello Riace e contro la decisione della Prefettura.

I fiorentini, si sa, hanno la battuta pronta: “Che volevi aspettarti dalla prefetta Lega?”. Chi poi mastica un po’ di diritto inorridisce, di fronte alla circolare della Prefettura che, in sostanza, impone il coprifuoco ai migranti ospiti dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) sul territorio provinciale. I richiedenti asilo dovranno rientrare entro le otto di sera, invece che alle 23. Questo perché, spiegano dagli uffici di palazzo Medici Riccardi. “si avvicina l’inverno, le giornate sono più corte”. Dicono proprio così. Chi sfora l’orario di rientro rischia l’espulsione, mentre i gestori delle strutture possono veder revocato il contratto.

Ciliegina sulla torta gialloverde, un’altra circolare prefettizia che dispone il controllo dei pacchi contenenti acquisti fatti on-line. Motivazione ufficiale: “Sicurezza, per controllare ciò che viene portato all’interno della struttura, e verifica che gli acquisti siano compatibili con la situazione economica dell’ospite”. Ha ragione don Biancalani, straccioni devono essere. Se non lo sono devono andar via dai Centri. E finire in mezzo alla strada.

Si tratta di un provvedimento di ordinaria amministrazione voluto dalla Prefettura per migliorare gli standard qualitativi dell’accoglienza – prova a dire la capo di gabinetto Anna Chiti Batelli – si cerca di dare applicazione al decreto legge 142 del 2015, che indica un generico ‘orario notturno’. Non è coprifuoco, in estate il rientro era stato stabilito per le 23, e ora è stato anticipato”.

Purtroppo per la prefetta Laura Lega, arrivata qui in estate dopo un’analoga esperienza a Treviso, e con un corposo curriculum che l’ha vista anche operativa nel secondo governo Berlusconi (2001-06), la storia del coprifuoco è ripresa pari pari dalle cronache di Domodossola. Lì dove il sindaco sceriffo Lucio Pizzi – quello dell’ordinanza per separare nelle stanze vaccinali i bambini stranieri da quelli italiani – ha chiesto al prefetto di Verbania di far rientrare i migranti alle otto di sera, “per motivi di decoro e sicurezza”.
Firenze non è Domodossola, la notizia partita da una denuncia della Fp Cgil (i lavoratori dei Cas dovrebbero diventare dei kapò) sta muovendo le acque. I giuristi dell’Asgi hanno subito fatto ricorso.

Perfino il sindaco Nardella ne ha parlato, accusando il decreto sicurezza del governo. E però il pur vago decreto della discordia, il 142/2015, è farina del sacco del tandem Renzi-Minniti. Nel Pd è più diretto Federico Gelli (“è incostituzionale”), mentre il presidente toscano Enrico Rossi (di Mdp) tira le somme: “Non potendo operare apertamente una discriminazione degli stranieri e delle nuove minoranze, escogitiamo provvedimenti al limite della costituzionalità e dei diritti universali, alla ricerca del ‘capro espiatorio’”.

Va da sé che Lega, Fdi e Forza Italia si spellano le mani dagli applausi. Non pervenuti i 5 Stelle. Mentre alla denuncia della sinistra istituzionale fiorentina e toscana (Tommaso Grassi, Tommaso Fattori, Paolo Sarti) si aggiunge quella di tutte le realtà politiche, associative e sindacali di sinistra della città, che domani pomeriggio (ore 17.30 al Ponte Santa Trinita) manifesteranno anche contro il coprifuoco ai richiedenti asilo e il controllo della corrispondenza, oltre che in difesa di Mimmo Lucano. “Solidarietà, antirazzismo e antifascismo – ricorda la Rete Antirazzista che promuove l’iniziativa di piazza – sono tre impegni che derivano dai principi costituzionali. Stare con Riace significa tener fede a questi tre impegni”. Anche stare contro queste circolari prefettizie.

Riccardo Chiari

da il manifesto

Questo articolo è stato pubblicato qui



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