Il testo della manovra voluta da Tremonti è finalmente arrivato nelle mani del Capo dello Stato, che ne vaglierà modalità ed effetti. Essa contiene anche tutta una serie di misure per combattere gli sprechi ed i costi della politica (salvo poi fare tutto il contrario; Ne parlo qui): vitalizi, indennità, auto blu, aerei blu, benefits vari... e si parla anche di election day.
Finalmente una norma che impone di accorpare le consultazioni, risparmiando tanti soldi pubblici. Ma c'è qualcosa che non va.
Art. 7 (Election day)
1. A decorrere dal 2012 le consultazioni elettorali per le elezioni dei sindaci, dei presidenti delle province e delle regioni, dei consigli comunali, provinciali e regionali, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, si svolgono, compatibilmente con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, in un’unica data nell’arco dell’anno.
2. Qualora nel medesimo anno si svolgano le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia le consultazioni di cui al comma 1 si effettuano nella data stabilita per le elezioni del Parlamento europeo.
Cosa manca?
La bestia nera, il Referendum.
Non viene neanche sfiorato l'argomento, lasciando alla discrezione del Governo in carica la decisione, che sarà presa, presumibilmente, su basi politiche. Sprecando tanti soldi pubblici.
Poi qualcuno, forse, quest'anno tenterà di giustificarsi: "Le elezioni ed i referendum sono consultazioni molto diverse, e non si può obbligare qualcuno a votare se non vuole, sarebbe contro la libertà personale!"
Giusto. Ma nessuno è obbligato a votare, si può benissimo rifiutare la scheda. Anche qui si ripropone l'annoso problema della maturità e della coscienza civile, che dovrebbe scindere tra "fare qualcosa di istituzionalmente giusto", come far risparmiare accorpando elezioni e referendum (solo quest'anno sono stati gettati al vento oltre 300 milioni di euro), e "difendere le legittime opinioni e la libertà dei cittadini".
Propongo, quindi, un emendamento:
All'articolo 7, comma 1, tra le parole "per" e "le", aggiungere "i referendum o".