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  Home page > Attualità > Politica > Finanziamento ai partiti: pasticcio in salsa italiana
di Davide3d (sito) sabato 14 aprile 2012 - 0 commento oknotizie
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Finanziamento ai partiti: pasticcio in salsa italiana

E' giusto o no finanziare la politica? La questione è un po' confusa e l'attacco ai partiti pare più frutto di una ritorsione nei confronti della politica che di una seria riflessione.

La sofferenza di pecunia e i sacrifici imposti dall'alto hanno ridestato l'attenzione del "popolo" verso i costi della politica; ci si accorge solo ora che la politica nostrana costa uno sproposito rispetto alla media di altri paesi europei e ci si ricorda del referendum sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Referendum promosso dai Radicali, vinto con ampio margine e gabbato nei corridoi della partitocrazia trasformando il finanziamento in un rimborso che oramai anche le pietre hanno capito essere finto in quanto viene erogato a fronte di nessun giustificativo di spesa e i partiti incassano ben oltre ciò che spendono.

Sarebbe però utile che la riflessione non fosse frutto di una malcelata vendetta nei confronti della politica ma affrontasse la questione con un po' di maturità mettendo in evidenza sia le responsabilità dei politici, sia quelle dei cittadini/sudditi che hanno accettato per anni lo stato delle cose e che credono la politica sia, o debba essere, finanziariamente sostenuta dai marziani.
 
Lo spirito del referendum aveva proprio l'obiettivo di mettere cittadini e politici di fronte alle proprie responsabilità. I primi non avrebbero più dovuto essere soggetti di tassazioni occulte, ma consapevoli e coscienti finanziatori di gruppi politici scelti liberamente. I secondi avrebbero dovuto diventare responsabili amministratori del denaro loro concesso, fornendo bilanci documentati e creando gestioni trasparenti e democratiche.
 
I detrattori del referendum (i politici in genere) sostenevano che il finanziamento non andava abolito perché altrimenti sarebbe aumentata la corruzione in quanto i partiti avrebbero avuto comunque bisogno di soldi per funzionare.
 
La storia è andata ben diversamente, lo sappiamo, la corruzione è dilagata ugualmente e i cittadini sono cornuti e mazziati. Tralasciamo le storielle dei rapporti tra improbabili tesorieri e distratti leader e lasciamole alle cronache giudiziarie, ambito nel quale meritano di essere valutate.
 
Mi soffermerei invece sul riflettere la questione davvero irrisolta: è giusto o no che la politica venga finanziata dai cittadini?
 
Se diciamo di sì dobbiamo affrontare il problema di come deve essere erogato questo finanziamento, in che termini e di quale riscontro i partiti devono fornire ai cittadini che offrono il denaro. Ci sono problemi di quantità del finanziamento, di tipologia (per esempio potrebbe non essere tutto in denaro bensì in agevolazioni per contenere le spese di campagna elettorale), e di scelta (ogni cittadino dovrebbe poter scegliere direttamente ed autonomamente il partito che vuole finanziare).
 
Obiettivo di un finanziamento pubblico è anche quello di consentire a nuove e giovani formazioni di farsi strada ed avere l'opportunità di confrontarsi ad armi pari con gli altri contendenti. 

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di Davide3d (sito) sabato 14 aprile 2012 - 0 commento oknotizie
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