Tremila tonnellate di rifiuti, decine di roghi, spazzatura ovunque. Napoli è di nuovo al collasso. Da una parte Berlusconi accusa, non senza apparire ridicolo, i pm di avergli chiuso le discariche a fini elettorali; dall'altra le amministrazioni di centrodestra della Regione e della Provincia, dopo più di un anno dal loro insediamento, continuano a lamentare le negligenze della vecchia gestione di centrosinistra. Questo scaricabarile serve a nascondere la volontà politica di far proseguire questa crisi ancora a lungo, almeno in attesa dell'esito delle elezioni comunali.
E' il mese di maggio, pieno periodo primaverile. La luce del sole torna a rischiarare i vicoli e le strade della città e sembra invitare gli abitanti ad uscire dalle case. Una passeggiata vicino al mare, in una giornata come questa, vuol dire tornare a pregustare l'atmosfera dell'estate e il sogno di una meritata vacanza dopo un inverno di duro lavoro. Ma questo maggio è anche, meno poeticamente, il mese delle elezioni amministrative. Il 15 e 16 Maggio anche i Napoletani, come in molti altri Comuni e Province d'Italia, saranno chiamati ad eleggere i propri amministratori e il primo cittadino.
Tracciare un bilancio dell'ultra decennale amministrazione comunale di centrosinistra, dominata dalle figure (o figurelle) di Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino, vuol dire volersi fare seriamente del male. Sotto di essi Napoli è stata schiacciata ed umiliata come mai nessuno avrebbe potuto immaginarsi; l'intero elenco delle cose da fare è stato disatteso e persino rovesciato: traffico, gestione rifiuti, sicurezza, decoro urbano, manutenzione, lavoro, opere pubbliche. Nemmeno uno di questi punti è stato gestito, se non in maniera eccelsa, perlomeno ordinariamente e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, con l'Esercito che è tornato a spalare montagne di rifiuti cercando così di limitare la portata della figuraccia del miracolo berlusconiano in tema di munnezza, soprattutto ora che Berlusconi verrà il 13 Maggio in città a presenziare la chiusura della campagna elettorale del candidato sindaco Gianni Lettieri.
Proprio l'emergenza rifiuti è diventata l'occhio del ciclone che divora tutto. Le migliaia di tonnellate di rifiuti accatastate nelle strade ricompaiono, guarda caso, pochi giorni prima delle elezioni, come fu durante le politiche del 2008 in cui Berlusconi si prodigò per creare il “miracolo” delle strade pulite. I rifiuti per strada offrirono al Governo la possibilità di aprire 10 nuove discariche militarizzate, tra cui quella di Chiaiano, e la messa in cantiere di 5 inceneritori su tutto il territorio regionale.
Su Chiaiano, in verità, parlare di vergogna di Stato sarebbe fin troppo un eufemismo. A maggio del 2008 si decise di realizzare la discarica nel Parco delle Colline, l'unico polmone verde di Napoli, e il quartiere venne prontamente occupato da oltre mille agenti dei reparti mobili col compito di reprimere le proteste della popolazione; una scena già vista e ripetutasi sempre più frequentemente nel corso degli anni (come scordarsi quegli enormi presidi armati in Val di Susa contro i manifestanti No Tav o Roma blindata a dicembre contro gli studenti?)
Poco dopo l'occupazione poliziesca, la cava venne presidiata da centinaia di soldati armati e posta sotto la gestione diretta della Presidenza del Consiglio mediante l'ex sottosegretario Bertolaso. Polizia ed esercito repressero così il pur forte dissenso popolare e, grazie all'applicazione del segreto militare, il Governo poté gestire la cava come meglio ritenesse.
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11/05 11:45 - Giuseppe Di Stadio