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 Home page > Tribuna Libera > Elezioni, voto all’estero | Si vota anche in Australia, purtroppo

Elezioni, voto all’estero | Si vota anche in Australia, purtroppo

 

Meno di due settimane all'apocalisse, cioè le solite elezioni italiane. Gli italiani saranno chiamati alle urne, anche quelli risiedenti all'estero. Non tutti sanno però che noi all'estero, votiamo in modo diverso. Ed è fondamentale che in Italia si sappia. Io sono contrario al voto estero, se si risiede da più di 15 anni continui fuori dai confini. E' dannoso e spesso pericoloso: la scheda elettorale arriva a casa, votano tutti i cittadini italiani iscritti all'AIRE (Anagrafe Italiana Residenti all'Estero), anche quelli che non hanno mai vissuto in Italia e/o non parlano italiano. Inoltre, i 18 politici eletti all'estero fanno avanti e indietro dall'Italia al loro Paese di residenza. Non potendo essere sempre materialmente presenti, non fanno né il bene di chi gli ha eletti, né quello del parlamento italiano. E tu paghi.

 

La Circoscrizione Estero è divisa in 4 ripartizioni:

Europa, Nord e Centro America, America Meridionale e AAOA (Africa,Asia,Oceania e Antartide).

Io voterò in quella dall'onomatopea di un grido, in Australia.

Dalle mie parti si presentano i seguenti partiti:

  1. Partito Democratico

  2. Civica Popolare

  3. + Europa

  4. Liberi e Uguali

  5. Salvini – Berlusconi- Meloni

  6. Movimento 5 Stelle

Ho voluto riportarli in tale ordine per fornire una spiegazione semplificata. I primi 3 si presentano in coalizione in Italia, ma separati nella mia area e nel resto della Circoscrizione Estero. Prima presa in giro.

Il Partito Democratico candida Pascalis alla Camera dei Deputati, una “giovane leva” che ha ricoperto già ruoli nel CGIE ed è presidente del Comites di Melbourne. Al Senato, ricandida Francesco Giacobbe, altro giovane. Si chiama “rinnovamento della classe dirigente – modello Dem.” Seconda presa in giro. Qualcuno si chiederà cosa siano questi altri due organismi. Essendo un consigliere del primo, me lo chiedo spesso anch'io. Questa è un'altra storia.

Veniamo a Liberi e Uguali. La storia della nascita di questo movimento la conosciamo già. In Australia, dietro le facce sorridenti all'interno del Partito di Renzi, c'è ansia da prestazione, poiché la Prof. Concetta Perna, una volta forte rappresentante del PD, si è ricordata di essere di sinistra e ha lasciato quest'ultimo per abbracciare il partito di Grasso.

Il quinto partito è fantastico. Conoscendo i loro polli: a) non si presentano separati, come la presunta sinistra b) mettono direttamente i nomi dei 3 leader come nome del partito, ponendo nel simbolo, una bandiera italiana, Berlusconi nella parte bianca, ancora ci dimentichiamo di lui a Melbourne. Terza presa in giro.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato i candidati all'ultimo minuto, quindi parte in svantaggio nella campagna elettorale. E' la democrazia in differita. Tuttavia, sono gli unici ad avere un candidato veramente giovane all'anagrafe: Dario Catania, 32 anni e pure laureato! Vogliono proprio perdere.

I punti principali del programma di queste forze sono così riassunti: riformare gli organi di rappresentanza dedicati a chi vive all'estero, aiutare il Made In Italy e più soldi. La sconfitta del cancro alla prossima tornata elettorale. Peccato non ci sia la formazione Free Flights to Italy in AAOA. I talenti si sprecano.

 

Ovviamente ci sono altri candidati in tutti i suddetti partiti, ma non credo valga la pena citarli, non per i loro profili ma, la maggiore parte di loro non risiede in Australia, bacino elettorale primario, quindi con poche possibilità di essere eletti. Ma al peggio non c'è mai fine.

Uno che sicuramente ci ha reso orgogliosi dei nostri italiani all'estero, addirittura finito su La Repubblica, è il candidato di SalviniBerlusconiMeloni (ricordatevi, la destra si presenta così all'estero, come i Tre Tenori) è Ernesto Marcianò, l'uomo dalle frasi tolleranti, ad esempio “sparare a quelle merdacce di immigrati colpevoli di violentare le nostre donne e uccidere i nostri anziani”. Si è dimenticato di aggiungere che ”ci rubano il lavoro e hanno il pisello lungo” e avremmo fatto un tuffo nel passato delle banalità. Lui l'ha definita una goliardata, prendendo, parole sue,”distanza da se stesso”. Insomma, un classico esempio di fuga di cervelli.

Qualcuno può spiegare agli italiani all'estero che odiare i migranti è come odiare se stessi?

 

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