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Editori e giornalisti cercano di salvarsi

Incontri ravvicinati tra editori e giornalisti alla Federazione Nazionale della Stampa. Sarà perché Internet avanza come uno tzunami, sarà perché la pubblicità passa con sempre maggiore frequenza dalla carta stampata alla Rete, sarà perché i giornali se ne vendono sempre meno, sarà perché anche di tv se ne vede sempre meno, sarà perché il prossimo 24 marzo Fieg e Fnsi si incontreranno per il rinnovo della parte economica del contratto giornalistico che scade il 31 marzo… Sta di fatto che editori e associazioni di categoria si sono riuniti attorno ad un tavolo per sondare intenzioni e possibilità.


Galeotto fu il libro di Michele Mezza “Sono le news bellezza. Vincitori e vinti nella guerra della velocità digitale” un libro non facile, essendo non facile la materia, ma approfondito, interessante e soprattutto utile per capire qualcosa sul futuro prossimo venturo dell’informazione.

 Dopo un lungo periodo di ostilità e musi duri, ricordati da Roberto Natale presidente della Federazione Nazionale della Stampa, con: "sarà più facile vincere le resistenze se avremo la percezione che gli editori abbiano messo da parte la speranza che Google ci faccia fuori'', Fieg e Fnsi si sono rese conto che nella guerra digitale non ci saranno vinti o vincitori, ma solo vinti.

Le nuove, rivoluzionarie tecnologie fanno nascere nuove idee e le nuove idee a loro volta sviluppano nuove tecnologie in una corsa al rialzo senza fine. Un esempio portato dal presidente di Eutelsat Giuliano Beretta: che accadrà quando entrerà in funzione Internet via satellite a prezzi accessibili? Un effetto che il giochino comporterà, ad esempo, sarà che nessun governo al mondo potrà staccare la spina come è avvenuto in Iran, Egitto e Libia!

Quindi non potendo esorcizzare il fenomeno, per sopravvivere non resta che imparare a contenere il Mostro.

Roberto Natale lo ha fatto presente all'importante parterre: Carlo Malinconico presidente della Federazione italiana editori giornali, Franco Siddi, segretario FNSI, Carlo Verna, segretario del sindaco giornalisti Rai, l’inviato del TG5 Tony Capuozzo, il presidente di Eutelsat Giuliano Beretta, l’editore del libro "Sono le news bellezza" Carmine Donzelli e ai numerosi specialisti e addetti ai lavori presenti in sala. 

Michele Mezza, ha esortato editori e autori ad investire sul sapere emergente, ad usare la vecchia professione in modo totalmente nuovo da come è stata finora conosciuta e concepita.

Roberto Natale ha chiesto esplicitamente alla Fieg: ''Quanto i nostri editori sono interessati ad investire sulla formazione e riqualificazione della figura giornalistica? Temo che la scarsa sensibilità da parte di alcuni editori sia legata all'essere con la testa da una parte e il portafogli dall’altra” 

Il presidente Fieg Carlo Malinconico ha risposto alla critica spiegando che di fronte ad un futoro così incerto: ''Magari potessimo prevedere quale sarà lo strumento (della multimedialità) che prevarrà! La verità è che non lo sappiamo. Si rischiano gli investimenti. La difficoltà della sfida sta non solo nella scelta, ma nella velocità in cui si dovrebbe scegliere”.

In effetti, per quanto paradossale possa sembrare, per quanto cattivi e dispotici possano essere gli editori, non saranno loro a far fuori i giornalisti o loro stessi, ma  il meccanismo in quanto tale che imploderà.

Se si vuole vivere, bisogna gettare immediatamente le scialuppe in mare.

I giornalisti dovrebbero capire che non c'è "eccellenza" che tenga. Lo stesso Tony Capuozzo, bravo e coraggioso e i tanti come lui, assomigliano sempre di più a romanzieri che a reporters. Le notizie purtroppo, o fortunatamente, non sono più quelle che corrono nel familiare sistema di raccolta delle agenzie di stampa, gli avvenimenti non sono più quelli ai quali una sola persona per quanto intelligente, capace, esperta, assiste.

Il sistema è cambiato... sul campo a raccontare quello che osserva il giornalista ci sono centinaia, migliaia di persone che munite di cellulari e desiderosi di essere protagonisti si sovrappongono al cronista. Sono quelli che Mezza chiama gli spettautori, gli interconessi, i nani... Ovvero coloro che assistono all’evento, lo creano, lo testimoniano, lo portano avanti e, gioco forza, lo raccontano. 

Sono loro, gli interconnessi, le nuove Agenzie di Stampa. Allora il problema è come si raccolgono queste notizie, si valutano, si raccontano e come gli interconnessi, autori ed editori, al tempo stesso si rappresentano. Perché se è vero che la figura del giornalista è in crisi, anche quella dell'editore non sta meglio... Le nuove tecnologie a costo quasi zero consentono a tutti di fare informazione!

Carlo Malinconico ha esortato ad "essere umili e a saper imparare da tutto. E in tal senso ben vengano libri come quelli di Michele Mezza". In effetti, tempi movimentati richiedono cervelli in movimento e personaggi un po’ pazzi e un po’ coraggiosi che si avventurino nei nuovi sentieri. 

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