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Ecco come si difende Autostrade spa

Dopo giorni di silenzio assoluto sulla tragedia di Genova, rotto soltanto per minacciare rivalse su presunte penali miliardarie che il governo dovrebbe pagare nel caso di revoca della concessione, finalmente parla l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci. E' bene intanto in premessa sapere che Castellucci è già indagato, assieme ad altri vertici di Autostrade, per il bus precipitato per 30 metri da un viadotto sull'autostrada A16 Napoli - Canosa, provocando la morte di 40 persone. Le accuse sono di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e falso in atto pubblico.

Parla Castellucci intanto per scusarsi con tutti se la società che dirige è stata " percepita" come insensibile alla tragedia. E già questa premessa basta e avanza per capire con chi si ha a che fare. Insomma è stata una questione di "percezione" pubblica e non del loro bieco cinismo. Loro sono buoni e caritatevoli siamo noi prevenuti e maldisposti che non li abbiamo percepiti come tali. Prudono le mani.

Parla per chiarire la posizione della società, dopo che era stata già emessa la nota ufficiale in cui sostanzialmente si ribadiva che, in qualità di concessionaria, Autostrade aveva pienamente adempiuto agli obblighi contrattuali che prevedevano i piani di manutenzione ordinaria e straordinaria, secondo i migliori standard internazionali. Ma subito traspare, secondo quanto riportato dai media, anche la linea difensiva che Autostrade andrà ad adottare, ovvero in sintesi :

1) Il ponte non lo ha progettato e costruito Autostrade ma l'ing. Morandi e la società Condotte.

2) Pioveva forte e le telecamere di sorveglianza si erano appannate.

3) Oltre alla pioggia sono caduti anche fulmini.

Sul punto 1) si eccepisce che se guido un'auto con i freni e le gomme frusti, sbando e ammazzo qualcuno, la colpa è solo mia e non di chi l'auto l'ha costruita. Sul punto 2) si eccepisce che se anche le telecamere fossero state pienamente funzionanti ciò non avrebbe evitato il disastro, dal momento che esse non potevano rivelare rotture fragili dei tiranti (stralli) e comunque non si sarebbe potuti intervenire tempestivamente in alcun modo. Sul punto 3) stendo un velo pietoso e spero che soltanto si tratti di una boutade tanto per dire qualcosa e uscire dall'imbarazzo. Mi auguro non si arrivi a ribadire che dopo il fulmine arriva anche il tuono ( ecco il botto) e che lo spostamento d'aria dovuto alla pressione sonora abbia innescato "vibrazioni " che hanno fatto crollare il ponte. Nella sua apparizione televisiva Castellucci, che ammette la sua incompetenza specifica, accenna a criticità ben note degli stralli e ribadisce che i tecnici di Autostrade stanno cercando di capire cosa diavolo può essere successo. Al momento ancora non lo sanno.

Legittimo indagare sulle cause del disastro, condivisibile che si conduca una indagine privata parallella a quella della magistratura, ma se la linea difensiva si fonda sui punti sopra citati allora c'è da essere sconcertati. Di fumosità e pretestuosità difensive le aule dei tribunali italiani sono piene fino all'orlo e, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi hanno sempre pagato. Soprattutto se chi sparge l'inchiostro come il calamaro in fuga è uno dal portafoglio gonfio per permettersi i principi del foro. Sulla amministrazione della giustizia, che è il vero buco nero di questo paese, bisognerebbe aprire un focus emergenziale. E li che si annida la madre di tutti i nostri guai.

Anche perché il soggetto in questione è ben dotato di risorse economiche per costruire la propria tesi difensiva e tirarla alle calende greche, dal momento che i governi precedenti gli hanno garantito lauti guadagni. Ai funerali di Stato, ennessimo rito di regime, l'ex ministro piddino Pinotti e il segretario del PD (facente funzione) Martina sono stati fischiati sonoramente. Ben lontano dalla folla lo scaltro Matteo Renzi che probabilmente avrebbe rischiato di peggio. La stampa e i media nazionali dovrebbero tenere la questione sotto una costante lente di ingrandimento. Invece temo che saranno proprio i primi a spegnere le luci perché la cosa si risolva, come al solito, al buio e possibilmente con compromessi che salvino capre e cavoli. Troppi i lacci e laccioli per essere liberi di cercare le verità nascoste, ammesso e non concesso che ci siano le qualità professionali, visti i criteri con i quali avviene la selezione della classe giornalistica.

E' la storia di questo paese, speriamo che questa sia la volta buona, ma per chi chiede giustizia alcuni scribacchini prezzolati, sparpagliati in tutti i gangli dell'informazione, hanno già pronto il loro refrain giustizialisti, assecondati da odio politico e mossi dal solo spirito di vendetta

 

 

Commenti all'articolo

  • Di Persio Flacco (---.---.---.47) 20 agosto 2018 16:41
    Per chi ha abbondanza di denari per pagarsi un collegio difensivo, dalla incriminazione alla sentenza definitiva passano in media 10-12 anni. Nel nostro ordinamento giudiziario infatti è concesso alle parti di presentare appello avverso una sentenza senza obbligo di motivazione e senza alcuna verifica di un giudice terzo circa la sua fondatezza, così che gli effetti della sentenza vengono congelati fino al completamento del grado successivo, fino alla Cassazione. Nel frattempo la prescrizione incombe come una mannaia sulle varie fasi processuali e il condannato è libero. Lo scrivo in maiuscolo: QUESTO È DEMENZIALE.

    Il processo di primo grado, quello più prossimo ai fatti, dove la memoria dei testi è più affidabile e precisa e le prove più fresche, con una semplice istanza diventa una pura perdita di tempo per inquirenti, procuratori, giudicanti e per l’intera macchina giudiziaria. Si capisce il motivo per cui Autostrade per l’Italia preferisce la via giudiziaria a quella amministrativa. 

    Mi chiedo: quando verrà messa all’ordine del giorno della politica la riforma di questa anomalia che rende la Giustizia ingiusta perché insopportabilmente lenta e costosa e perché introduce una evidente diseguaglianza tra cittadini abbienti e non abbienti?

    Salvo comprovati vizi processuali o l’emersione di elementi nuovi, il processo di primo grado deve essere quello che produce la sentenza definitiva in 1-2 anni, invece dei 10-12 oggi necessari per compiere l’intero ciclo processuale. La macchina giudiziaria ne uscirebbe "miracolata".

    • Di Marina Serafini (---.---.---.253) 20 agosto 2018 18:23
      Marina Serafini

      @Persio Flacco In realtà sembra non sussistere l’intenzione di sciogliere i falsi nodi di questi tentacoli volutamente lenti, forti e scivolosi. Nessun colore e nessuna ideologia sembra accettare la riduzione dei vantaggi che ciò porta loro. Imbarazzo civile e dramma sociale. Nel tempo che scorre, ripetendo se stesso attraverso occasioni di volta in volta differenti. Apparentemente.

    • Di Persio Flacco (---.---.---.47) 21 agosto 2018 15:52

      @MarinaSerafini Forse giova dare delle cose del mondo una rappresentazione un po’ differente rispetto a quella egemone: vi sono forze potenti che agiscono con mezzi efficaci e con assoluta determinazione per modellare la società e lo stesso modo di pensare delle persone a misura dei loro scopi e interessi. In questo modo almeno ci si rappresenta un avversario in carne ed ossa contro il quale la resistenza e la rivolta sono possibili, anche se di difficile praticabilità. Questo, a mio avviso, offre l’opportunità di tenere sempre viva la speranza di potere in futuro avere la meglio su di esse ed imporre il *nostro* modello di vita a misura della nostra umanità.

  • Di paolo (---.---.---.49) 21 agosto 2018 08:21
    caro Persio dici bene , oh se dici bene! Il buco nero della giustizia italiana è voluto e costruito con metodica arte per offrire scappatoie, in specie a chi dispone di azzeccagarbugli ben introdotti e oliati che però vanno pagati a peso d’oro. I processi di 1° grado, che poi sono quelli dove si approfondiscono fatti e circostanze, oltre a durare tempi biblici, servono per diluire, appannare, confondere e smorzare. Durano cosi’ tanto che parti con un giudice, un CTU, periti di parte e poi magari arrivi con altri soggetti perché nel frattempo i primi sono deceduti, con tutti i rischi che ciò comporta, per esempio relativamente a testimonianze dirette.
    Qualora poi ciò non bastasse, ci pensano gli appelli o i secondi gradi di giudizio a ribaltare sentenze scomode per qualcuno che conta.
    Nel malauguratissimo e remoto caso che anche questo non bastasse, perché si incappa in giudici onesti o competenti, c’è sempre una terza via atta a scoprire vizi di forma e quindi cassare o promuovere revisioni dei processi.
    Come si dice, "le vie del Signore sono infinite" e con i soldi una la trovi sempre.
    ciao e grazie.

    P.S. : Marina, spero che la sua visione fatalistica sia motivata da pessimismo esistenziale. Spero che anche in questo paese prima o poi si accenda una luce.
    grazie e saluti 

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 21 agosto 2018 17:36

    Sig. paolo, la luce l’hanno accesa il 4 marzo gli elettori, si è prodotta una maggioranza fra un partito che ha governato ma ha compiuto una radicale trasformazione ed uno da 5 anni in Parlamento dove si è opposto, è obbligatorio presumerlo, a ragion veduta.  PD e FI sono minoranza e la minoranza conta una sega. Il mondo dell’informazione può strepitare quanto vuole poi si cheta è sufficiente alimentarlo di notizie anche balorde.

    Scrive: …. Invece temo che saranno proprio i primi a spegnere le luci perché la cosa si risolva, come al solito, al buio e possibilmente con compromessi che salvino capre e cavoli

    Non capisco se si riferisca al Governo o ai giornalisti che è improbabile risolvano alcunché al buio o alla luce o ad entrambi, nel qual caso sarebbe catastrofico per gli italiani.

    Il contratto di Governo del cambiamento è lì: art 12 Giustizia rapida ed efficiente, art. 27 Trasporti Infrastrutture Telecomunicazioni.  Il tempo di fare uscire i progetti prodotti in questi anni dal cassetto e diventeranno realtà.

    giustizialisti, assecondati da odio politico e mossi dal solo spirito di vendetta. Giustizia la chiedono tutti, una giustizia sommaria e giacobina alla fine spero non la voglia nessuno. Come scrive Phastidio, “soluzioni semplici a problemi complessi” è difficile che siano anche giuste. Sul tema giustizia del caso specifico, Phastidio ha postato un articolo, ricco di riferimenti puntuali, vale la pena leggerlo.

    Un Saluto

    Es.

    • Di paolo (---.---.---.49) 22 agosto 2018 10:09
      Ovvio che mi riferivo alla stampa di regime ( non certo al governo che appare alquanto determinato). Ma ci proveranno comunque perché cosi’ sono abituati e cosi’ sono stati costruiti per fare. Dopo una prima fase di disinformazione mirata al depistaggio delle responsabilità, poi generalmente fanno seguire un silenzio propedeutico all’azione sottobanco.
      Ma ho fiducia che questa volta la cosa non filerà liscia come loro vorrebbero .
      Se poi però le cose dovessero mettersi davvero male per i potentati che loro servono, allora partiranno campagne denigratorie verso il Tolinelli, il Di Maio piuttosto che il Salvini di turno. Dopo il selfie di Tolinelli al mare ( oh mio Dio che cinismo !!), verrà fuori il Conte che ha fatto una consulenza per la ditta X, che i consulenti tecnici sono collusi , scopriranno che Di Maio rubava i panierini alla scuola materna ( non vedo che altro possa aver fatto uno come lui) e che è Salvini quello che ha nascosto i 40 milioni di euro che Bossi & C si sono fregati. Verrà fuori di tutto, tranne che, tanto per fare un esempio, occuparsi di chi ha fregato i 6 milioni di euro all’Unicef, sui quali sta indagando la magistratura e ci sono nomi e cognomi di sospettati eccellenti, perché quella è roba che non interessa a nessuno, anzi è una non notizia . Cosi funzionano le cose a casa nostra, ma dovranno cambiare. Per dirla alla Salvini " la festa è finita".
      Vediamo se sbaglio.
  • Di GeriSteve (---.---.---.128) 21 agosto 2018 21:34

    EPPURE, QUALCOSA CAMBIERA’.

     

    Caro Paolo,

    fai benissimo a denunciare l’arroganza dell’ad di autostrade, fai benissimo, insieme a Persio Flacco a denunciare la cronica impunità dei potenti, eppure...

    eppure io credo che stavolta a non aver capito sia l’ad Castellucci.

     

    Non ha capito che il vento sta cambiando e pericolosamente (per lui). Lo hanno capito meglio gli investitori (molti stranieri) che hanno precipitosamente disinvestito sulla sua azienda.

     

    E’ del tutto evidente che in Italia, e non solo, tanta gente non è più disposta a farsi turlupinare e che chi esagera, addirittura dopo aver causato morti, dovrà essere abbandonato dal sistema, che cercherà di salvare se stesso abbandonando gli stupidi arroganti.

     

    Il governo attuale cresce nei consensi, non perchè abbia brillato, ma perchè nel paese cresce l’esigenza di farla finita con malgoverno, corruzione, complicità con la delinquenza. Chi governa lo sa e cercherà di non smentirsi su quest’esigenza.

     

    Non credo che per questo si sia irreversibilmente intrapresa la via del risanamento e del buon governo: al di sopra dei Castellucci ci sono logge di potenti con menti raffinate che queste cose le capiscono bene. Decideranno come contrattaccare e lo faranno con i loro potenti mezzi: hanno a loro disposizione strateghi, pianificatori, psicologi, spin doctors, opinion makers, mass media nonchè tutto l’apparato burocratico dell’UE. Cercheranno di fermare le azioni di risanamento attizzando contrasti e secessioni, utilizzeranno la strategia della tensione sui titoli di stato e la macchina del fango contro gli innovatori più intraprendenti. Nel far deragliare la "primavera italiana" si coalizzeranno poteri globalizzati che temono altre primavere in altri paesi.

     

    Difficile prevedere cosa succederà e dove si andrà a finire, ma è facile prevedere che non sarà un percorso facile, che si avranno colpi e contraccolpi.

     

    Noi, piccoli  liberi pensatori indipendenti su Agoravox e altri blog potremmo avere un ruolo rilevante nel chiarire il come e il perchè di quei colpi e contraccolpi. E’ vero che contiamo molto poco, ma è anche vero che i grandi e a suo tempo ascoltatissimi opinions makers di sempre ormai stanno contando sempre meno; basta ricordarsi il referendum costituzionale, le elezioni, le tirature dei giornali tradizionali, i sondaggi: la gente vuole pensare (bene e male) con la sua testa e non più con la loro.

     

    Saluti,

    Geri

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