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E se Schettino non fosse l’unico colpevole? Tutte le norme violate sulla Concordia

Il naufragio della Carnival Costa Concordia è avvenuto per un evidente errore umano, ammesso anche dal comandante Schettino. Eppure è lecito porsi delle domande. Come ha fatto a non vedere la Boa luminosa di segnalamento pericolo? E come ha fatto la nave ad affondare in così poco tempo? Chi controlla le rotte delle navi?

Fotografia esatta dell'Italia di oggi, il naufragio della Carnival Costa “Concordia”, avvenuto venerdì 13 gennaio, sta assumendo tutte le caratteristiche di una “rappresentazione mitologica" nella quale poter scorgere tutti i difetti e le virtù degli italiani, quasi come fosse diventato un necessario rito di passaggio destinato ad avere un impatto decisivo sull'interpretazione e sull'applicazione delle norme e delle regole nel nostro paese, sull'organizzazione del tempo libero, sul marketing, sulle agende setting dei media, sul significato del Potere e del comando, sulle competenze, sui ruoli, sulle mansioni e probabilmente anche sul significato delle trasformazioni imposte dall'innovazione tecnologica ed informatica.

La pubblicazione dell'elenco ufficiale e definitivo dei dispersi, 28 in totale, porta ad ipotizzare che il numero delle persone morte in questa incredibile tragedia possa raggiungere la cifra di 39 vittime. Numeri di una apocalisse minore, considerato che la “città turistica”, la discoteca galleggiante, viaggiava con oltre 4100 persone a bordo. Vite spezzate dall'imprudenza, dall'incoscienza, intrappolate e schiacciate miseramente dalle suppellettili, soffocate nel buio e nell'acqua gelida, tristissimo epilogo dell'inseguimento di un sogno di plastica indotto.

Tra i naufraghi e le vittime, esclusi i membri dell'equipaggio, pochissimi avevano esperienza dei pericoli del mare, oppure erano in grado di fronteggiare una situazione di panico. Si è celebrato così un autentico dramma umano nel mezzo di un mondo governato dall'informatica, il cui linguaggio, il cui statuto del sapere, non ammette più condizioni. Dramma nel dramma è la vicenda del comandante Schettino, che come il comandante Mac Whirr, protagonista di Tifone, di J.Conrad, sprovvisto di pensiero, navigava quasi con incoscienza su un elemento di forza immensa, il mare.

Molti sono i punti di domanda ai quali occorrerebbe dare delle risposte, dopo questo vero e proprio 11 settembre all'italiana.

Innanzitutto c'è da chiedersi come sia possibile che una nave passeggeri possa stabilire le proprie rotte autonomamente senza che nessuna autorità portuale intervenga per conoscerne e sindacarne almeno i motivi, eppure la rotta delle navi dotate di codice AIS è visibile in Open Data, anche tramite internet, come si può vedere sul sito MarineTraffic.com.

Nella navigazione aerea, qualsiasi cambiamento di rotta deve essere comunicato ad una delle torri di controllo del traffico e la procedura deve essere concordata oltre che venire autorizzata e regolarmente registrata. Nel caso di una nave delle dimensioni della Carnival Costa Concordia, il cambiamento di rotta ha comportato una manovra che è durata all'incirca un'ora e mezza, prima dell'impatto, un tempo più che ragionevole per una capitaneria di porto per chiedere spiegazioni, sempre dando per scontato che la “manovra di saluto all'isola” effettuata dal comandante Schettino sia considerata “irrituale” anche nell'interpretazione italiana del codice di navigazione.

  Il comandante Schettino, come è noto, avrebbe ammesso l'errore nella manovra, dichiarando che in base alle carte nautiche, lì dove ha impattato sulla scogliera, in teoria non avrebbero dovuto esserci rocce. La risposta del comandante potrebbe nascondere una mezza verità. In tutte le foto pubblicate sui media infatti sembrerebbe non essere visibile il segnale di pericolo isolato, una boa luminosa che, in base al sistema di segnalamento IALA ( International Association of Lighthouse Authorities), segnala pericoli isolati per la navigazione (scogli, secche, ecc.) in prossimità della loro posizione. La boa, in base alla convenzione IALA, deve essere nera a fasce rosse, con due sfere sovrapposte, e deve emettere un segnale luminoso bianco da due gruppi di lampeggianti. L'assenza della boa, in un tratto di mare nel quale la nave veniva pilotata a vista, potrebbe aver indotto in errore il comandante Schettino.

Lo squarcio che avrebbe causato l'affondamento della nave, lacerando la carena, ha ricordato l'incidente occorso al Titanic nel 1912, polverizzando il mito della sua inaffondabilità. Il Titanic in effetti avrebbe dovuto rimanere a galla anche con 4 compartimenti stagni completamente allagati, su 15 in totale. L'urto con la parte sommersa di un Iceberg squarciò lo scafo situato in prossimità della prua per diversi metri, rendendo inutilizzabili i relativi compartimenti a tenuta stagna, destabilizzando la nave. L'acqua in poco tempo invase i compartimenti successivi, superandone le paratie, uno dopo l'altro, facendo andare la prua al di sotto della linea di galleggiamento. Il Titanic affondò così. Successivamente il vascello si spezzò a metà, inabbisandosi nell'oceano, come si può vedere nelle ricostruzioni fatte negli ultimi anni.


Proprio per evitare il ripetersi di una tragedia come quella del Titanic, le tecniche di costruzione delle navi, e le regole per garantire la sicurezza in mare, nel corso dei decenni successivi, sono state oggetto di diversi trattati internazionali predisposti da diverse agenzie delle Nazioni Unite, tra queste l'International Maritime Organization (IMO), the International Labour Organization (ILO) ed anche il Food and Agriculture Organization (FAO). Un elenco dei trattati in materia è consultabile su questo link del sito della FAO.

Tra questi trattati, il Safety Of Life At Sea (SOLAS), adottato per la prima volta nel 1914, ed emendato successivamente, specifica gli standard minimi di sicurezza per la costruzione, l'equipaggiamento e le operazioni delle navi.

Tra le norme sviluppate dal SOLAS troviamo anche quelle che riguardano la suddivisione e stabilità delle navi passeggeri, e quelle che riguardano la Floodable Leght (la lunghezza allagabile). Proprio per evitare il ripetersi del disatro del Titanic, le tecniche di costruzione navale prevedono obbligatoriamente delle paratie a tenuta stagna discontinue e compartimentate, la cui allagabilità va calcolata seguendo un'equazione dal cui risultato si deve avere una linea continua che in nessun punto deve superare la parte superiore del ponte a murata, ben al di sopra della linea ideale di galleggiamento a pieno carico.

Nel calcolo obbligatorio, durante le fasi di progettazione delle navi, il volume degli spazi destinati ai passeggeri va tenuto distinto dal resto dei compartimenti della nave secondo un fattore di suddivisione calcolato algebricamente.

E' del 1977 invece l'adozione della Convenzione di Torremolinos (Torremolinos International Convention for the Safety of Fishing Vessels), entrata in vigore dopo la redazione del protocollo di Torremolinos del 1993. Il trattato, in vigore in 45 stati, contiene norme obbligatorie che riguardano i requisiti di stabilità e sicurezza e per l'equipaggiamento delle navi da pesca che superano i 24 metri di lunghezza, comprese quelle per la compartimentazione stagna dei vascelli.

Se si seguono le linee indicate dalle norme previste dai trattati internazionali la Costa Concordia avrebbe dovuto rimanere a galla, ed eventualmente poter continuare la navigazione, per molte ore, anche con uno squarcio sulla carena della metà della lunghezza complessiva dello scafo.

Dalle foto che abbiamo visto la nave ha invece uno squarcio di circa 70 metri, sui 290 complessivi di lunghezza, ed è inclinata sul fianco opposto alla parte incidentata. Bisognerà, quindi, attendere l'esito delle perizie tecniche per comprendere con esattezza le ragioni dell'affondamento.

La Carnival Costa Concordia era stata realizzata nei cantieri di Sestri Ponente, in collaborazione con i cantieri di Ancona, su commissione della Fincantieri. Varata nel 2005, era stata assicurata presso Bermuda’s XL Group, Assicurazioni Generali SpA, and RSA Insurance Group; alle quali compagnie questo naufragio, si calcola, costerà circa 513 milioni di euro.
 

Commenti all'articolo

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.235) 19 gennaio 2012 17:34
    Damiano Mazzotti

    Interessante il discorso della boa di segnalaione... il puzzle ora è quasi completo...

    un po’ come quei semafori spenti in molte zone del Sud Italia...

  • Di Emiliano Di Marco (---.---.---.63) 19 gennaio 2012 17:51
    Emiliano Di Marco

    ...se c’è mai stata una boa si segnalazione...

  • Di Geri Steve (---.---.---.151) 19 gennaio 2012 18:23

    Grazie dell’articolo, molto istruttivo.

    Credo che in molti siamo convinti che il "capitan codardo" Schettino non sia l’unico colpevole, ferma restando la sua colpevolezza e probabilmente il suo record di "peggior comandante di tutte le marinerie del mondo".

    Sia in altri ambienti che in agoravox
    (http://www.agoravox.it/Concordia-l-...) ho sostenuto la mia tesi sulla peggiocrazia che, per l’appunto, ci spiega perche’ dobbiamo avere il peggior comandante possibile, al punto di avere l’impudenza di raccontarci che lui non e’ scappato dalla nave, ma che sarebbe scivolato e caduto in una scialuppa (con il suo bagaglio personale, il suo computer, il suo vicecomandante e forse con l’escort).

    Quest’articolo apre una interessante falla fra i segreti inconfessabili della Costa Crociere: e’ probabile che il comandante fosse a conoscenza dei due fatti:
    1) che la nave non avrebbe dovuto affondare
    2) che invece la nave sarebbe affondata, perche’ mal costruita.

    Se questo fosse vero, probabilmente qui si trova anche la spiegazione dell’interminabile telefonata con l’armatore e del voluto incagliamento della nave: la preoccupazione principale del comandante e dell’armatore non era quella di salvare le persone, ma di salvare il segreto inconfessabile che la nave non era costruita a regola d’arte ma di truffa. Speriamo di ottenere luce e giustizia.

    Per inciso, il Titanic non aveva soltanto i difetti elencati nell’articolo, ma ne aveva anche almeno altri due, entrambi mortali:
    1) timone troppo piccolo, non proporzionato a lunghezza e stazza della nave: se lo fosse stato, virando avrebbe evitato l’iceberg
    2) ribattini di qualita’ scadente, per cui hanno ceduto anche lastre non toccate dall’iceberg
    Il primo era un errore di progettazione, forse anche motivato dal risparmio. Il secondo era una vera e propria truffa.

    Morale: la fatalita’ e’ una forma per occultare le responsabilita’.

  • Di Geri Steve (---.---.---.151) 19 gennaio 2012 18:25

    Grazie dell’articolo, molto istruttivo.

    Credo che in molti siamo convinti che il "capitan codardo" Schettino non sia l’unico colpevole, ferma restando la sua colpevolezza e probabilmente il suo record di "peggior comandante di tutte le marinerie del mondo".

    Sia in altri ambienti che in agoravox
    (http://www.agoravox.it/Concordia-l-...) ho sostenuto la mia tesi sulla peggiocrazia che, per l’appunto, ci spiega perche’ dobbiamo avere il peggior comandante possibile, al punto di avere l’impudenza di raccontarci che lui non e’ scappato dalla nave, ma e’ scivolato e caduto in una scialuppa (con il suo bagaglio personale, il suo computer, il suo vicecomandante e forse con l’escort).

    Quest’articolo apre una interessante falla fra i segreti inconfessabili della Costa Crociere: e’ probabile che il comandante fosse a conoscenza dei due fatti:
    1) che la nave non avrebbe dovuto affondare
    2) che invece la nave sarebbe affondata, perche’ mal costruita.

    Se questo fosse vero, probabilmente qui si trova anche la spiegazione dell’interminabile telefonata con l’armatore e del voluto incagliamento della nave: la preoccupazione principale del comandante e dell’armatore non era quella di salvare le persone, ma di salvare il segreto inconfessabile che la nave non era costruita a regola d’arte ma di truffa. Speriamo di ottenere luce e giustizia.

    Per inciso, il Titanic non aveva soltanto i difetti elencati nell’articolo, ma ne aveva anche almeno altri due, entrambi mortali:
    1) timone troppo piccolo, non proporzionato a lunghezza e stazza della nave: se lo fosse stato, virando avrebbe evitato l’iceberg
    2) ribattini di qualita’ scadente, per cui hanno ceduto anche lastre non toccate dall’iceberg
    Il primo era un errore di progettazione, forse anche motivato dal risparmio. Il secondo era una vera e propria truffa.

    Morale: la fatalita’ e’ una forma per occultare le responsabilita’.

  • Di Emiliano Di Marco (---.---.---.63) 19 gennaio 2012 18:33
    Emiliano Di Marco

    Grazie per aver letto l’articolo e per il commento.
    Naturalmente, occorre sempre ribadirlo, visti gli enormi interessi in gioco, siamo nel campo delle ipotesi deducibili, sarà la magistratura a fare le rilevazioni tecniche necessarie per chiarire le cause effettive di questa sciagura. Personalmente mi sono solo limitato ad evidenziare degli aspetti che sembrano evidenti, in base all’osservazione del materiale fotografico pubblicato e sulla base di qualche piccola esperienza di mare.
    Schettino si è dimostrato non all’altezza della valutazione del pericolo, ma sul suo comportamento successivo non mi permetto di esprimere giudizi, perchè in circostanze eccezionali ed assolutamente impreviste nessuno può essere certo di mantenere il controllo.
    Ed una nave costruita nel 2005 che si inclina in due ore è certamente un evento imponderabile.

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.235) 19 gennaio 2012 18:45
    Damiano Mazzotti

    Sicuramente la gestione americana e all’americana di Costa Crociere da oggi avrà più difficoltà a trovare capitani esperti e capaci, se le loro navi moderne sono tutte così e con l’arroganza questi manager "esperti" di crisi che probabilmente passano troppo tempo a giocare a golf di giorno e a poker di notte. E rifiutano pure l’assistenza legale a un loro dipendente. Più scaribarili di così... L’effetto deregulation da WallStreet ha contagiato tutta la terra e ora anche il mare... Speriamo si salvino almeno gli aerei...

  • Di Emiliano Di Marco (---.---.---.63) 19 gennaio 2012 19:49
    Emiliano Di Marco

    Intanto c’è questa interessante intervista sul Corriere Online. Le cifre dei risarcimenti danno l’idea del disastro, purtroppo, più di ogni altra cosa...più delle vite umane...anche questo è l’effetto della deregulation...

    http://www.corriere.it/cronache/12_...

    • Di (---.---.---.218) 19 gennaio 2012 21:30

      Affermare che la nave è malcostruita è una vera e propria oscenità........la verità è che era facilmente constatabile dopo pochi minuti che con tre compartimenti allagati la nave era perduta ( sono sufficienti due) ; il primo black out corrisponde alla perdita della propulsione, dopo hanno funzionato solo i generatori dell’emergenza ( e dalle foto con la nave illuminata fino alla fine direi in maniera egregia)......è invece da capire perchè la nave si è inclinata tra l’altro dal lato opposto a quello della falla ( verosimilmente c’è un’altra falla sull’altro lato).

  • Di Emiliano Di Marco (---.---.---.63) 19 gennaio 2012 21:39
    Emiliano Di Marco

    Qui nessuno ha detto che la nave è malcostruita, certo è che (se ho fatto bene l’equazione prevista dal SOLAS) uno squarcio di 70 metri all’incirca, a poppa, sulla fiancata sinistra dello scafo, avrebbe dovuto permettere alla nave di galleggiare almeno altre 6/8 ore...ma questo lo vedranno i periti di parte civile e le indagini della magistratura.

    Per quanto riguarda la manovra c’è questo video, molto interessante, realizzato da una società olandese specializzata in software per la navigaziono, che ha sintetizzato le informazioni GPS della nave. Dal video si evince chiaramente che la nave ha avvistato gli scogli all’ultimo momento, e non è riuscita ad evitarli pur tentando di correccere la rotta (per questo motivo l’impatto è situato verso poppa). La manovra successiva sembrerebbe invece essere stata effettuata proprio per evitare che la nave affondasse nelle acque più profonde, e per questo andrebbe riconosciuto perlomeno un merito al comandante.

    http://www.youtube.com/watch?featur...

  • Di Emiliano Di Marco (---.---.---.63) 19 gennaio 2012 21:41
    Emiliano Di Marco

    ...qualche errore di battitura...pardon...

  • Di (---.---.---.218) 19 gennaio 2012 22:07

    ...interessante.....bisogna anche capire se le porte stagne erano chiuse durante la navigazione, il regolamento lo prevede, ma quasi mai questo accade nella realtà...........

  • Di Emiliano Di Marco (---.---.---.63) 19 gennaio 2012 22:14
    Emiliano Di Marco

    ...questo mi sembra molto plausibile...

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.235) 19 gennaio 2012 22:17
    Damiano Mazzotti

    se bastano due compartimenti stagni allagati per affondare allora è meglio riprogettarle tutte queste barche... regolamento per chiudere le porte stagne?! siamo fuori di testa... pensavo che la cose fosse automatica dal momento che la nave inizia la navigazione...

    Ma allora il settore nautico dovrebbero andare a scuola da quelli del settore aeronautico.

    Intanto possono studiarsi questo: www.thechecklistmanifesto.com.

  • Di (---.---.---.218) 20 gennaio 2012 00:46

    Il problema non è questo..........la verità è che l’eccesso di confidenza ti fa perdere la cognizione del rischio......andare ( a 16 nodi! ) su uno scoglio con la strumentazione presente a bordo e nelle condizioni metereologiche in cui si trovava la Concordia è praticamente impossibile ............e questa considerazione non vale solo per chi naviga.......

  • Di Emiliano Di Marco (---.---.---.41) 20 gennaio 2012 10:38
    Emiliano Di Marco

    ...ma la boa di segnalazione c’era?

  • Di (---.---.---.96) 20 gennaio 2012 13:27

    Francamente, con tutto il rispetto, ma 11 settembre all’italiana... è un vero scivolone. Sono eventi imparagonabili e il citarlo a casaccio è una vera grossolaneria.

  • Di Emiliano Di Marco (---.---.---.41) 20 gennaio 2012 13:29
    Emiliano Di Marco

    ...è un disastro sotto tutti i punti di vista...e l’11 settembre è stato un disastro...

  • Di Emiliano Di Marco (---.---.---.41) 20 gennaio 2012 13:31
    Emiliano Di Marco

    ...è un disastro, sotto tutti i punti di vista, che (mi permetto di osservare) rispecchia lo stato del paese...esattamente come l’11 settembre a NY, un disastro...

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