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Donne che si ribellano alla mafia

La cultura criminale ha codici precisi tramandati da una generazione all’altra dalle donne del clan. Figure “inferiori” in un mondo patriarcale al quale sono negati sogni, amori e la stessa libera esistenza, ma alle quali viene affidata l’educazione dei figli per dare continuità al sistema. Un filo diretto per trasmettere i valori di onore, appartenenza e ubbidienza spezzato da alcune donne per salvaguardare i figli da un destino già scritto. Un destino fatto di crimini, illegalità, prigione e morte. 

Un atto di coraggio, pagato con una condanna a morte, che va oltre il dare una prospettiva diversa ai figli. È infrangere il codice d’onore, fendere il legame di sangue con le cosche e guardare alla vita con occhi nuovi. È liberare se stesse e i figli. È dare una speranza di riscatto alle donne della malavita, estirpare il cancro della criminalità sradicando il male alle radici. È alterare la cultura mafiosa, unico reale metodo per sconfiggere un pensiero dannoso per la libertà delle persone, l’economia e l’ambiente.

Un incontro di denuncia e speranza

A raccontare le storie delle donne che hanno voltato le spalle al clan e dei progetti per aiutare loro e i minori a ricrearsi una vita è l’incontro “Voci Contro. Donne che si ribellano alla ’ndrangheta” in programma alla Casa della Memoria di Milano il 24 febbraio alle ore 17. Un evento con protagoniste al femminile dove a coordinare è Martina Panzarasa del dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Milano e al tavolo dei relatori siedono quattro donne con vite dedicate all’antimafia. Apre il dibattito Ombretta Ingrascì, docente di sociologia della criminalità organizzata dell’ateneo milanese, con “Educazione ’ndranghetista” seguita da Sabrina Garofalodel Centro di Women’s Studies Milly Villa dell’Università della Calabria Unical, con “Ribellarsi alla ’ndrangheta. Storie di donne testimoni e collaboratrici di giustizia”. La speranza e il riscatto sono narrate da Enza Rando della Associazione Libera contro le Mafie con l’intervento su “Accogliere la domanda di aiuto delle donne di ’ndrangheta. L’esperienza di Libera” e da Patrizia Surace del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria che in “Dalla parte dei minori. Percorsi di recupero per i figli di ’ndrangheta” racconta il programma “Liberi di scegliere” dedicato ai ragazzi usciti dai clan.

 

“Pi Amuri”, la ballata per fiori innamorati

Storie di donne contro la sopraffazione, la violenza e il potere mafioso sono protagoniste pure dello spettacolo teatrale “Pi Amuri. Ballata per fiori innamorati” della Compagnia del Bivacco messo in scena dalle 20.30. Un omaggio irriverente ed emozionante a persone coraggiose che nel silenzio mediatico hanno saputo lottare per un futuro diverso. Come le testimoni di Paolo Borsellino Rita Atria, che rinnega le origini mafiose perché “solo chi vive da morire non muore mai”, e Piera Aiello che collabora perché “il profumo più buono sia quello della libertà”. O come Saveria Antiochia, una vita spesa a tenere vivi i valori contro l’ingiustizia del figlio Roberto Antiochia, poliziotto ucciso a Palermo da sicari di Cosa Nostra. E soprattutto di LeaGarofalo e Denise Cosco, ispiratrici dello spettacolo con il loro coraggio.

Un appuntamento per Luca

L’evento è organizzato da Gli Amici di Luca e dall’Associazione Luca Rossi, ragazzo non ancora ventenne pieno di carica vitale e di sogni ucciso il 23 febbraio 1986 da un proiettile vagante sparato da un agente della Digos fuori servizio. Tragedia che i compagni di allora ricordano ogni anno con iniziative per rendere concreto il suo sogno, quello di “un mondo ospitale e accogliente per tutti gli esseri viventi, umani inclusi”. La manifestazione ha il supporto e la collaborazione dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata – Cross e di Libera contro le mafie.

Voci Contro. Donne che si ribellano alla ’ndrangheta

Dove: Casa della Memoria, via Confalonieri 14, Milano

Quando: 24 febbraio 2018

Orari: incontro ore 17, spettacolo ore 20.30

Ingresso: libero fino a esaurimento posti

Sitowww.luca-rossi.org

Informazioni: lucarossi23febbraio@gmail.com

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