• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Tribuna Libera > Diabete 1, NEXT: una speranza per i malati

Diabete 1, NEXT: una speranza per i malati

Chi ha il diabete 1 ha attualmente come unica prospettiva quella di prendere insulina per tutta la vita o peggio ancora il trapianto di isole pancreatiche cadaveriche quando la tradizionale terapia non ha successo.

Come spiega il prof. Matteo Santin, direttore del Centre for Regenerative Medicine and Devices (CRMD) dell’Università di Brighton, gli attuali metodi di trapianto delle isole presentano notevoli limiti: mancanza di disponibilità di donatori, processo di selezione inaffidabile, trasporto difficile e forte risposta immunitaria dell’ospite verso le isole del donatore. 
Proprio per superare questi limiti il prof. Santin ha avviato la ricerca su NEXT studiando nuovi biomateriali che permettono la progettazione di isole pancreatiche ricavate da singole cellule da utilizzare per un nuovo approccio al trapianto usando nanomateriali biomimetici 

A differenza degli aggregati cellulari disordinati formati con altri metodi, il nostro biomateriale fa sì che il biochip risponda agli stimoli iperglicemici con un’aumentata produzione di insulina. Inoltre, offre un punto di ancoraggio per l’accoppiamento del biochip con le proteine immunosoppressori,” spiega il prof. Santin. Grazie a questo accoppiamento, è possibile impedire i percorsi biochimici specifici della risposta immunitaria dell’ospite che con il trattamento attuale porterebbe alla morte delle isole pancreatiche, rendendo superfluo l’uso di farmaci immunosoppressori responsabili dell’effetto avverso per i pazienti. 

Se tutto andrà secondo i piani, la tecnologia NEXT potrebbe anche essere estesa all’attuale procedura clinica di trapianto delle isole pancreatiche all’utilizzo di tessuti animali e non solo campioni cadaverici. La tecnologia consentirà l’istituzione di banche cellulari da utilizzare per la produzione di biochip immunoprotetti, risolvendo quindi il problema della mancanza di donatori e delle reazioni immunitarie dopo il trapianto.

Fonte : Cordis -Project ID: 602235 Finanziato nell'ambito di: FP7-HEALTH Paese: Regno Unito

Già pubblicato su Livornocity.blogspot.it

 

Lasciare un commento




    Sostieni AgoraVox

    (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

    Attenzione: questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell'articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista... Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

    Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

    I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l'articolo nello spazio I commenti migliori

    Un codice colorato permette di riconoscere:

    • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
    • L'autore dell'aritcolo

    Se notate un bug non esitate a contattarci.



    Pubblicità




    Pubblicità



    Palmares

    Pubblicità