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"Deadpool 2": il massimo sforzo, ancora di più!

Tornato da un tour mondiale in cui è riuscito ad eliminare i più pericolosi criminali internazionali, Deadpool/Wade Wilson (Ryan Reynolds) decide di mettere su famiglia con l’amata Vanessa (Morena Baccarin). Ma ben presto ogni sogno di felicità svanisce poiché un gruppo di sicari, mandato da un delinquente sfuggito alla giustizia di Deadpool, fa irruzione nella casa di Wade, uccidendo la compagna. Senza più un vero motivo per cui vivere, Wade cerca di farla finita. A salvarlo dal baratro ci pensa Colosso (Andre Tricoteux), il quale gli propone di entrare a far parte degli X-Men e di affrontare una missione: riportare alla ragione un giovane mutante, Russell (Julian Dennison), incapace di gestire rabbia e poteri. Wade accetta ma a complicare ulteriormente la situazione ci pensa la comparsa di Cable (Josh Brolin), un supersoldato proveniente dal futuro con un unico scopo: eliminare Russell.

Due anni fa il primo capitolo di Deadpool ha avuto il merito di dare inizio a quel filone di cinecomics Rated R, ovvero vietati ai minori e intrisi di violenza e atmosfere cupe. Un anno dopo il fenomeno è stato seguito da Logan – The Wolverine e adesso, nel 2018, il mercenario chiacchierone è tornato sul grande schermo con Deadpool 2. Più che degno sequel del prototipo originale e undicesimo lungometraggio della saga degli X-Men, Deadpool 2 non delude l’hype creatosi negli scorsi mesi tra i fan più accaniti e i semplici neofiti. Dietro la macchina da presa non c’è più Tim Miller il quale, con il primo capitolo, ha fatto un lavoro più che buono, bensì David Leitch, co-regista del magistrale John Wick. Non a caso il passaggio di testimone è più che percepibile e ciò non può che risolversi nella constatazione che per Deadpool 2 è stato fatto il massimo sforzo, ancora di più!

Se il primo film è riuscito a sdoganare la figura supereroistica (anche se Deadpool, più che un supereroe è un vero e proprio anti[eroe]) dall’immaginario politicamente corretto, impegnato e scevro di qualsivoglia tipo di pulsione violenta e distruttiva lasciando spazio a un personaggio che è l’esatto contrario di tutto questo, nel capitolo due si assiste a un crescendo elevato al cubo: infatti non è tanto nascosta quella che è la struttura filmica e portante di Deadpool 2, ovvero quello di un lavoro costruito su un progressivo procedimento per addizione. Ancora più violento del predecessore (e via a un campionario di mutilazioni, decapitazioni, smembramenti, lotte corpo a corpo ed headshots), molto più grottesco, volgare e scorretto (il che ne fa un prodotto non adatto a tutti i tipi di palati cinematografici) il film di Leitch, fin dai primi secondi, dimostra di essere un puro divertissement che infrange nuovamente la quarta parete facendone un esempio di metacinema infarcito delle più variegate e fantastiche citazioni (che spaziano dall’intero franchise degli X-Men, passando anche per John Wick stesso fino ad arrivare a I Goonies) che si alternano nei momenti più demenziali, folli e impensabili dell’intera pellicola.

Perché, in fondo, Deadpool 2 non è altro che pura follia visiva e contenutistica veramente fin troppo sui generis che – tuttavia – piuttosto che annoiare e diventare ripetitiva si tramuta in un magnetismo sempre più accattivante, quasi come in quei videogame dai quali è difficile staccarsi. Merito delle ottime sequenze action giocate sull’utilizzo del ralenti e accompagnate da improbabili brani musicali, di una sceneggiatura di certo “non deboluccia” e imprevedibile, Deadpool 2 è riuscito nell’impresa di unire passato e presente, riportando in azione i personaggi già conosciuti (ai quali lo spettatore è affezionato) e facendone entrare di nuovi come la “fortunata” e carismatica Domino e l’uomo-cyborg Cable, ottimamente interpretato da Josh Brolin, senza dimenticare l’entrata in scena della X-Force, sgangherata ed eterogenea sorta di armata Brancaleone composta da mutanti e umani in cerca di un (fallimentare) giorno da (anti)eroi. Tra sprazzi di black humour, situazioni al limite del pensabile e battute al vetriolo Deadpool 2 conferma tutte le aspettative e ne crea di ulteriori, in attesa del molto probabile terzo capitolo. Chimichanga!

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