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DEF: il governo si prepara a dare ogni colpa alla Commissione Europea

Il governo giallo-verde ha presentato il DEF a Bruxelles, che – come era prevedibile – lo ha bocciato. Quel2,4% di sforamento nel rapporto deficit-PIL inserito nella nota di aggiornamento della manovra economica per raggranellare i 16 miliardi necessari a confermare all’elettorato che le promesse sulla realizzazione del reddito di cittadinanza, della flax tax e della cancellazione della Riforma Fornero, non può piacere a chi, già da anni, chiude un occhio e spesso tutti e due, sui bilanci in profondo rosso della nazione più in bilico verso il baratro, subito dopo la Grecia.

Peraltro, recentemente la stessa Professoressa Fornero, intervenuta alla trasmissione televisiva Di Martedi, ha spiegato le ragioni per cui la riforma che porta la sua firma non è cancellabile. A questo link il video del suo intervento: La Riforma Fornero non si può cancellare.

Di Maio e Salvini però, continuano il loro braccio di ferro: è troppo rischioso per loro, in questo periodo storico, scontentare quella fetta di popolazione che ha riversato le ultime speranze di salvezza nelle loro decisioni.

Peccato però, che sia Di Maio che Salvini fingano di non sapere alcune cose. Prima di tutto: negli anni precedenti, l’Italia ha potuto contare sul supporto dell'UE anche grazie agli accordi stretti in tema di flussi migratori. I governi precedenti hanno accettato di far confluire il maggior numero di migranti sulle nostre coste, non solo per ottenere i fondi europei dedicati alla migrazione, ma anche per ottenere un prolungamento della messa in equilibrio dei conti pubblici.

Arriva Salvini e che fa? Per accontentare l’elettorato si mette a chiudere i porti, fa la voce grossa, dichiara che “se ne frega” di tutto e tutti. “Prima gli italiani” slogan ormai penosamente ribadito senza però contenuti coerenti, continua ad essere il leitmotiv di un governo che sta già mostrando tutte le sue criticità e debolezze. Lui se ne può anche fregare, ma ciò che accadrà dai suoi "Me ne frego" lo patirà il popolo italiano, non lui.

Così facendo, Salvini si è messo contro chi, fino a oggi, ha sopportato gli sforamenti, i ritardi nei pagamenti degli interessi sul debito pubblico. Ha, di fatto, distrutto un equilibrio già di per se instabile, senza contare il rischio – concreto secondo alcuni esperti islamisti – di ritrovarci bersaglio di attacchi terroristici.

Andiamo avanti. Anche Di Maio, dal canto suo, prosegue come uno schiacciasassi sul percorso del “Governo del cambiamento” e della “Legge di bilancio del popolo”, dimenticando ovviamente il fatto che, in campagna elettorale, dichiarava convinto che le coperture per reddito di cittadinanza, flax tax e cancellazione della riforma Fornero c’erano eccome.

Bastava prendere quel pozzo di soldi già disponibili e realizzare il sogno di quasi tutti gli italiani. Menzogne elettorali, confermati dall’esigenza di aumentare il rapporto deficit-PIL, che detto in maniera meno tecnica significa: ci indebitiamo più di prima nel periodo più critico per l’Italia. Ottima trovata, non c’è che dire.

Ecco come il vice presidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, e il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, hanno commentato la nota di aggiornamento al DEF presentata dal governo: “i nuovi obiettivi di bilancio fissati dalla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Def) costituiscono a prima vista una deviazione significativa dal percorso di aggiustamento raccomandato all'Italia” In pratica "è una fonte di grave preoccupazione".

Viene quindi chiesto al governo Conte di “assicurare che il progetto di legge di bilancio sia in conformità con le regole fiscali comuni". Cosa non è chiaro a Di Maio e a Salvini e a tutto il corollario di ministri dell’attuale governo?

Viviamo in una nazione fatta a pezzi dalla mala gestione della cosa pubblica. Si, certo, quelli del M5S c’entrano poco con tutto questo, ma in un periodo storico come questo, coi conti in rosso perenne, con la crisi economica che pesa, alla fine, solo sulla popolazione di classe media e quella povera, abbiamo per caso necessità di sforare il rapporto deficit-PIL e di metterci contro l’Europa intera che, diciamolo chiaramente, fin qui ha sopportato di mantenere all’interno della UE una nazione anarchica alle regole comunitarie?

Siamo a rischio default da anni. Non ci siamo ancora caduti solo perché ci hanno tenuti per mano per non farci precipitare. Tutto serve all’Italia e agli italiani, tranne che misure scellerate, insensate e antieconomiche, portate avanti a ogni costo solo a scopo dimostrativo nei confronti degli elettori.

Avevamo necessità di altro, e di altri, in Italia. Magari di esperti da importare da nazioni con un sistema politico ed economico migliore del nostro. Magari per inoculare un diverso modo di far politica, e di farla per il bene della comunità, anziché per l’arrembaggio ormai consueto ai posti di comando, da cui nessuno poi vuol più staccare le terga. Lo stesso Salvini, d’altronde, a pochi giorni dall’esser entrato trionfante a capo del Ministero dell’interno, ci tenne a dichiarare che questo governo durerà per i prossimi 10 anni. Dio non voglia…

Ora, statene certi, se questa manovra economica – come è auspicabile che accada – non troverà la fiducia della UE, dello stesso Presidente Mattarella, che ha già avuto modo di dissentire sulle misure inserite nel DEF, statene certi: il M5S urlerà al complotto contro il popolo italiano. Darà la colpa alla Commissione Europea, a Mattarella, agli onnipresenti “Poteri forti” e non certo a se stessi, incapaci di mostrare un volto diverso da quelli che conosciamo da troppi anni: i cantastorie in politica. Che vi piaccia o meno, la realtà è questa. Se continuerete a non volerla guardare, le prime vittime sarete proprio voi.

In tutto ciò, ricordate bene – al momento opportuno – queste dichiarazioni recenti di Di Maio: "Le previsioni non si fanno sui se, siamo convinti che quello sarà il tasso di crescita e con quella crescita noi riusciremo a ripagare il debito e ad abbassare il deficit".

Anche i deficit e le Leggi di Bilancio non si fanno sui se e sulle mere speranze di crescita economica, non suffragati, peraltro, da un piano, da un progetto chiaro e definito di come questa crescita sarà concretizzata. Ribadire che “siamo convinti che quello sarà il tassi di crescita” e che “con quella crescita riusciremo a pagare il debito e ad abbassare il deficit” non significa assolutamente nulla, caro Di Maio.

E lo sappiamo sia noi che mastichiamo di queste tematiche, sia – ancor più – chi di economia, finanza e politica, ne capisce molto più di un neo ministro insediatosi solo a causa di una fetta di popolazione rabbiosa contro un sistema andato a male da anni. Il peso di una responsabilità simile, governare un paese alla canna del gas come l’Italia non è un gioco. A meno che, questo governo abbia un incarico ben preciso, che non viene certo dichiarato: distruggere quell’ultimo francobollo di diritti civili, e di capacità economica, di una classe media ormai pressata da anni di vessazioni di ogni sorta.

Oltre ciò, non è possibile non ricordare che, dal 2019 perderemo la rete di sicurezza finora ottenuta grazie al Quantitative Easing, che già nel 2019 ci priverà di 15 miliardi di euro, quasi la stessa cifra che entrerà nelle casse dello Stato aumentando del 2,4% il deficit. In questo mio recente approfondimento ho spiegato cos'è il Quantitative Esing e cosa sta per accadere: Addio al Quantitative Easing: scenari economici futuri senza la garanzia della BCE.

Ne riparleremo a tempo debito, ma sarà troppo tardi.

Scarica la nota di aggiornamento al DEF in formato PDF

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di vittorio (---.---.---.17) 7 ottobre 18:24
    Complimenti sinceri per la chiarezza e giustezza delle argomentazioni. Aggiungo solo due commenti :
    1. il maggior responsabile dei nostri problemi e squilibri è quella trentina di milioni di italiani (circa il 50% della popolazione) che evadono (oltre 100 miliardi all’anno), corrompono, schivano leggi-multe-tornelli, non vanno a votare ..... e sono così tanti che nessun governo riesce a contrastarne abbastanza; anche perché la nostra fantasia creatrice, in fatto di evasione, è tanto sconfinata quanto affascinante (la penultima è la "separazione legale falsa" che consente a due coniugi con redditi medio-alti , che peraltro stanno bene insieme, di far finta di separarsi per ridurre l’’irpef complessiva
    2. Salvini e Di Maio hanno capito che un’Unione Europea, sebbene moderatamente disunita, non può in nessun caso consentire loro di attuare i loro disegni velleitari (a casa mia comando io e degli altri condomini chi se ne frega); vogliono quindi provocare lo sfilacciamento dell’UE senza pertaltro apparirne direttamente responsabili. Non sono abbastanza stupidi da ignorare che l’Italietta indipendente che sognano conterà nel mondo come il due a briscola ma a loro non frega nulla del nostro futuro reale tantè che sino a ieri predicavano "fuori dall’euro e via dall’UE"
    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 7 ottobre 18:36
      Emilia Urso Anfuso

      Buonasera e grazie per l’apprezzamento

      Su quanto ha aggiunto, non solo concordo pienamente, ma ho avuto modo - attraverso molti articoli pubblicati in questi anni - di descrivere quanto lei ha fatto emergere

      Aggiungo: se mai dovesse avvenire la sciagura di iniziare un iter per tentare di uscire dall’Unione Europea. questa nazione - prima anche nel bieco primato di essere la più corrotta - non avrebbe più alcun tipo di controllo

      Ma molti italiani, palesemente non in grado di intendere la realtà o di fare una minima riflessione, plaudono a tutto questo

      Un cordiale saluto
  • Di vittorio (---.---.---.85) 8 ottobre 18:32
    Buonasera Emilia,
    anche ora condivido ma, purtroppo devo aggiungere che, ahimé, il problema dell’ignoranza della realtà e della credula superficialità con la quale si da retta a slogan semplicistici ma affascinanti,chiacchiere da bar, tweet, ecc. ... è condiviso da noi italiani con britannici (leggi brexit), nordamericani (leggi Trump), francesi (leggi Melenchon e Le Pen) e ora anche parecchi tedeschi.
    Chi approfondisce appare noioso e/o supponente.
    Meno male che alcuni (Lei ed io p.e.) non mollano !
    Cordialità

  • Di Persio Flacco (---.---.---.148) 10 ottobre 15:57
    Nell’impostare la manovra si trattava di scegliere se proseguire sulla strada tracciata (meglio: imposta) dell’austerità o di intraprendere una strada alternativa finalizzata all’espansione dell’economia. La prima è quella che stiamo praticando da almeno 20 anni e della quale conosciamo (meglio di noi li conoscono i greci) esattamente i risultati: aumento del debito pubblico e depressione economica. La maggioranza degli italiani, votando M5S e Lega di Salvini, hanno scelto di provare una strada diversa, e a mio avviso c’è del buonsenso in questa scelta. E’ legittimo disapprovarla, certo, ma a mio avviso non è lecito per un democratico dichiararla illegittima. Neanche è lecito, sempre a mio avviso, cercare di sabotarla come stanno facendo le opposizioni alleate con i rigoristi burocrati europei e le forze ultraliberiste espressione dei grandi interessi finanziari, se si ha a cuore il proprio Paese più della propria ideologia. Fare debito quel tanto che basta per ripagare il proprio debito ma non per fare investimenti che diano impulso all’economia può avere il solo effetto di far lievitare l’indebitamento. Fino al punto in cui si è costretti a vendere sottocosto tutto ciò che è vendibile (vedi Grecia, di nuovo). I cosiddetti "fondi avvoltoio" non aspettano altro che questo, così come alcuni dei nostri "amici competitori" europei, in particolare tedeschi. Il governo ha deciso di fare una manovra nella quale c’è di che ripagare gli interessi sul debito *e anche* di che fare investimenti per lo sviluppo. Nulla di rivoluzionario, nulla di troppo azzardato, ma per chi aveva imposto la fallimentare politica di austerità solo questa minima deviazione suona come intollerabile disobbedienza. Beh, da italiano, spero che quei "signori", cooptati nella Commissione senza alcuna legittimazione democratica, perdano il braccio di ferro che hanno ingaggiato col governo italiano.
    Comunque, per chi voglia approfondire anche dal punto di vista tecnico la struttura della manovra e i suoi obiettivi consiglio di ascoltare la conferenza stampa tenuta dal prof. Paolo Savona ieri l’altro.
    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 10 ottobre 16:33

      Vede, per poter parlare dell’attuale situazione, non basta avere opinioni personali


      Le rispondo direttamente con due miei recenti editoriali:

      Il primo è relativo al Quantitative Easing, a cui stiamo per dire "Ciao" (ci ritroveremo con MENO 15 miliardi dal 2019)

      Il secondo è il mio editoriale pubblicato oggi:

      Lei scrive: "Il governo ha deciso di fare una manovra nella quale c’è di che ripagare gli interessi sul debito *e anche* di che fare investimenti per lo sviluppo."

      Dove ha letto le soluzioni atte a "ripagare il debito" sul DEF? E dove ha letto le soluzioni per lo sviluppo economico? Parole. Solo parole e dichiarazioni sterili. 

      Tanto che, dopo le prime dichiarazioni muscolari di Salvini, ecco che se ne esce con "Se lo spread sale, chiederemo aiuto agli italiani e ai loro risparmi"

      Una mia collega di Repubblica, ha recentemente intervistato Di Maio in Germania, incalzandolo proprio su quali fossero queste soluzioni. Vada a leggersi le non dichiarazioni di Di Maio. Non può rispondere a certe domande, perché non hanno alcuna soluzione ai problemi, gravi, che stanno portando l’Italia al default definitivo.

      Da anni dubito il fatto che, prima o poi, quel tesoro di risparmi postali - parlo di Cassa Depositi e Prestiti - sarebbe stato a rischio. Come ho spiegato nel mio editoriale di oggi, di cui le ho fornito il link. Ora, sta diventando realtà.

      A confronto, il prelievo forzoso di Amato nel ’92 appare una piccolezza perdonabile.

      La finanza, l’economia, la politica, non sono scienze alla buona. Non si fanno azioni palesemente elettorali, tanto poi i soldi che li mettiamo sempre noi, che stiamo pagando pure le promesse dei partiti. Se ne rende conto, almeno?

      La saluto, con il link a un mio editoriale pubblicato nel 2015: così si chiarisce da COSA è stata determinata la cosiddetta "crisi economica internazionale": 

      Continuare a guardare in microscopico, è la causa di molti mali, in questo paese.

      Per quanto riguarda Savona poi, non ho nulla da dire.



    • Di Persio Flacco (---.---.---.148) 10 ottobre 21:26

      Scrive: "Dove ha letto le soluzioni atte a "ripagare il debito" sul DEF?" Mi sono espresso male, intendevo "pagare gli interessi sul debito". Riguardo alle misure per lo sviluppo previste dal DEF per ora sono solo parole, ma sono parole che dovranno essere tradotte in pratica dopo l’approvazione.
      Quando Salvini dice che se sale lo spread verrà chiesto aiuto agli italiani sta pensando a come ridurre la quota di debito in mani straniere facendo acquistare agli investitori italiani i titoli di debito italiani. Sappiamo tutti del Giappone, che avendo tenuto il debito in casa può permettersi di sopportare un rapporto debito/pil stratosferico. Il nostro debito pubblico invece è per oltre un terzo nelle mani di investitori stranieri, alcuni dei quali lo usano strumentalmente per spremere il più possibile profitto giostrando sullo spread. Visto che il risparmo privato degli italiani ammonta a circa il doppio del debito pubblico, non vedo dove sia lo scandalo nell’augurarsi che una parte di questo sia incoraggiato ad acquisire titoli di Stato italiani per metterli al sicuro dai pescecani della finanza internazionale, non potendolo più fare la Banca d’Italia. Troppo banale come idea?
      Riguardo alle "non risposte" di Di Maio. E’ noto che Repubblica sta fortemente remando contro questo governo per disposizione dell’editore, cercando ogni occasione per diffondere sfiducia sulle sue capacità. Ebbene, una tecnica per "dimostrare" che questo governo non ha risposte consiste nel porre domande che una risposta non possono averla, a meno di saper leggere in una sfera di cristallo fatata. Le variabili coinvolte nella applicazione di una manovra complessa come quella prevista dal DEF sono troppe per poterle prevedere tutte in anticipo: un giornalista anche non esperto di economia dovrebbe saperlo. E poi, cosa si vuole dimostrare, cosa vuole dimostrare Repubblica, che quelli che hanno vinto le elezioni e ora sono al governo non sono competenti? Che è l’argomento principe delle opposizioni. E’ troppo facile rispondere che a condurre il Paese a questo punto sono stati proprio "i competenti" che adesso guardano con superiorità chi è succeduto loro alla guida del Paese.
      Lei dubita che Cassa Depositi e Prestiti, che ora comprende i risparmi postali, sia a rischio. Lo capisco, ma le ricordo che questo governo si è insediato dal primo giugno scorso e che a decidere l’assetto attuale di CdP sono stati i goveni precedenti.
      Un’altro dei "meme" messi in circolazione da quei "patrioti" che si augurano che l’Italia vada in default solo perché in questo modo sperano che cada il governo è che le forze politiche di maggioranza agiscono come agiscono per fini elettoralistici. Capisco che per loro, per i"competenti" professionisti della politica, mantenere le promesse fatte in campagna elettorale sia considerata una depravazione populista, da plebei, ma quello che stanno facendo Lega e Cinquestelle è proprio questo: mantenere le promesse per le quali sono stati votati. E non lo stanno facendo in campagna elettorale, giacché le elezioni si sono già svolte, per cui dove sarebbero le azioni puramente elettorali?
      Io non so come andrà a finire, non so se questo governo saprà resistere all’attacco concentrico delle opposizioni interne, della Commissione Europea, degli interessi di Francia e Germania, praticamente di tutti gli organi di informazione, delle agenzie di rating, della grande finanza. So però che questo Paese era su una china discendente, con sempre meno fiducia in se stesso e nel proprio futuro, con i giovani che se ne vanno all’estero o rimangono tappati in casa, con i diritti del lavoro dissipati nell’indifferenza di sindacati annichiliti, con una scuola che definire depressa è dire poco, con un esproprio progressivo di sovranità e di identità. Non so lei, ma io sono per combattere prima di arrendersi. La saluto.

    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 10 ottobre 21:51
      Emilia Urso Anfuso

      Primo: la "soluzione" di cui parla eventualmente Salvini - che gli italiani acquistino Buoni del Tesoro - sarebbe applicabile SOLAMENTE se, per DECRETO si obbligassero gli italiani a farlo. Le sembra possibile come soluzione?


      Secondo: le domande poste dalla collega di Repubblica - collega solo essendo entrambe giornaliste, dal momento che la sottoscritta notoriamente è indipendente - NON erano atte a mettere in crisi Di Maio, quanto a DARE LE RISPOSTE AGLI ITALIANI, quelle stesse risposte che, semplicemente, non esistono

      Poi, mi rendo conto che le tematiche di cui stiamo parlando non sono esattamente di facile comprensione a tutti, ci mancherebbe.

      Ma almeno, un piccolo sforzo, dal momento che si tratta di problemi di ogni singolo italiano.

      Su quanto lei mi scrive in relazione a CDP: se ha letto il mio editoriale di oggi, dovrebbe anche aver letto, che proprio il M5S sostiene il fatto di voler modificare l’assetto di CDP in BANCA DI STATO. Le motivazioni le saranno chiare, credo...

      Noto anche che lei non è al corrente del fatto che, attualmente, sono in campagna elettorale per le EUROPEE.

      Oltre ciò: le rammento, ammesso che ne sia al corrente, che l’Italia - come il resto delle nazioni, occidentali e meno, NON decide individualmente le politiche economiche, ma anche di tutti gli altri ambiti.

      Facciamo ormai parte del cosiddetto "scacchiere geopolitico internazionale". Pensa per caso che ci facciamo le leggi interne, e che il resto del mondo non ci azzecchi un fico secco?

      Un esempio per tutti: le avevo linkato un mio articolo che parla di come è iniziata la "crisi economica internazionale". Ma capisco perfettamente come, l’incrollabile ortodossia che la lega alla speranza che questo governo cambierà, in meglio, l’assetto economico non tanto della nazione, quanto dell’economia delle famiglie, non le permette alcun altro tipo di riflessione

      Per quanto mi riguarda, non sono affatto io la giornalista che "rema contro" e men che meno ho da render conto a editori o altre linee editoriali se non la mia.

      Di conseguenza, ciò che faccio è il mio mestiere: analizzo la realtà, la rendo comprensibile a tutti - mi auguro - e continuerò a farlo.

      Saluti.
    • Di Persio Flacco (---.---.---.148) 11 ottobre 10:47

      Dottoressa Anfuso, non mi faccia la giornalista di Repubblica, per favore. Io non ho mai scritto né pensato ad una soluzione demenziale come un decreto che OBBLIGHI gli italiani ad acquistare buoni del Tesoro, e a quel che so nemmeno Salvini. 

      Si è parlato di un incontro governo ABI per invitare banche e gestori del risparmio ad invogliare i loro clienti a farlo, non ad un obbligo. 

      Posso immaginare invece ad un provvedimento che renda più conveniente per un italiano investire nel debito pubblico nazionale. Nulla di scandaloso mi pare.

      Quanto alla giornalista di La Repubblica, con una certa aggressività ha fatto precedere le sue domande con una affermazione del tipo "i mercati non si fidano di voi".
      Evidentemente la giornalista prende il tè ogni pomeriggio con "i mercati", i quali, tra un pasticcino e l’altro, gli avranno assicurato che di questo governo non si fidano.

      Data la premessa, la domanda "cosa farete quando lo spread si alzerà?" non poteva avere una risposta convincente. Ovviamente l’indomani Repubblica e gli altri escono con titoli come "Di Maio messo in difficoltà da una giornalista" o "I cittadini trepidano e Di Maio non ha risposte". Non so cosa ne pensi lei, per me questo non è giornalismo, è propaganda da Grande Fratello. Al posto di Di Maio bandirei Repubblica dalle conferenze stampa, giacché trattare con persone in perfetta malafede è come trattare con la cacca: meglio evitare.

      Naturalmente su quello che faranno "i mercati" non si possono fare previsioni attendibili oltre un certo grado. Se fossero costituiti soltanto da investitori puri e solidi le previsioni sarebbero piuttosto semplici: basta garantirgli un profitto adeguato e una adeguata garanzia di solvibilità e "i mercati" non avrebbero motivo di inquietudine. Ma i mercati non sono soltanto questo, sono anche milioni di microtrader da salotto con le spalle troppo gracili per sopportare rovesci che si giocano lo stipendio davanti a una "consolle"; sono sistemi automatici che in base ad un algoritmo "annusano" le tendenze e fanno partire massicci ordini di acquisto o di vendita; sono fondi sovrani, fondi pensione, fondi di risparmio gestito vincolati alle valutazioni delle agenzie di rating, che non sempre sono trasparenti; sono speculatori che guadagnano dalle variazioni al rialzo o al ribasso dei titoli. E sono anche grandi banche che a volte compiono operazioni non lineari. Come avvenne nel 2011: https://www.ilsole24ore.com/art/fin... Operazione che ebbe i noti e rilevanti effetti politici. Come sa bene la partita non si gioca solo sul piano dell’economia, è soprattutto uno scontro politico tra i gruppi di controllo della UE e i riottosi, come il governo italiano e i tanti movimenti cosiddetti "euroscettici" sorti negli ultimi anni, che "pretendono" di contestarne il potere sovranazionale.

      Riguardo a CDP e al suo futuro assetto va detta una cosa: la tipologia di risparmiatori che a suo tempo hanno acquistato buoni fruttiferi e aperto libretti di risparmo postali non sono orientati al rischio, e confidavano nella garanzia dello Stato per avere un rendimento sicuro e senza sorprese. Non so quanti di loro si rendano conto che Poste Italiane è stata privatizzata, tant’è che ha iniziato a vendere di tutto: dai cellulari alle schede telefoniche a prodotti finanziari un po’ "frù frù". Come è stata privatizzata Cassa Depositi e Prestiti del resto, entrambe SpA con azionariato misto. La rinazionalizzazione di CDP riporterebbe l’istituto e il risparmio postale sotto l’ombrello protettivo dello Stato. Quale sarebbe il problema, l’uso che Salvini e Di Maio (in realtà il Tesoro) potrebbero fare del suo patrimonio? Questo lo si vedrà al momento delle scelte, di certo non ora. E comunque, se il risparmio gestito da CDP fosse impiegato in chiave espansiva per investimenti pubblici non verrebbero violati gli scopi istituzionali dell’ente.

      E’ vero: siamo già nella campagna elettorale per le europee, ed è anche vero che le promesse elettorali fatte per il contesto italiano sono connesse anche con quelle fatte per il contesto europeo. Ma sia per l’uno che per l’altro contesto si tratta sempre di impegni presi da mantenere. Non è un mistero che l’elettorato di Lega e M5S sia insofferente verso la continua e pervasiva intrusione delle istituzioni europee nella loro vita quotidiana. Il refrain dei nostri governi: "Ce lo chiede l’Europa", è diventato insopportabile per molti italiani. Anche perché tra i cittadini si è diffusa la coscienza che l’Unione Europea, per come è congegnata, è tutt’altro che una entità trasparente e democratica. Per farle un esempio banale, diverso dalle solite osservazioni sulle specifiche europee riguardo alla curvatura e alla lunghezza dei cetrioli, tra poco scatterà l’obbligo per i coltivatori (manco a dirlo: deciso dalla Commissione) di dotarsi di un patentino per acquistare la poltiglia bordolese! Un anticrittogamico naturale a base di calce e solfato di rame usato in agricoltura fin dai tempi dei romani! Per un agricoltore, i cui padri hanno sempre preparato da sé la poltiglia, essere obbligati a seguire un corso e a pagare la burocrazia per ottenere il permesso di usarla, l’imposizione è INSOPPORTABILE. Nel frattempo Juncker autorizza l’impiego di nuovi OGM in agricoltura senza curarsi minimamente di cosa pensino al proposito i cittadini europei! Gli europeisti difendono una idea astratta di Unione Europea ma in concreto difendono *questa* Unione Europea: lo strumento perfetto nelle mani delle grandi lobby per imporre in modo giuridicamente vincolante i loro interessi a mezzo miliardo di persone. Ma ben venga la battaglia di Salvini e Di Maio per cambiare lo status quo. Mio parere, ovviamente.
      Lei dice che facciamo ormai parte di "uno scacchiere geopolitico internazionale". Bene, questo è un fatto, ma passando dall’astratto alla concretezza, si tratta di vedere chi comanda lo scacchiere, chi ne stabilisce le regole e le strategie. E si tratta di decidere se, come, quanto resistere alle concrete entità che esercitano il loro potere su di esso e, di conseguenza, su di noi. E l’unico ente che fornisce a noi semplici cittadini la possibilità di esprimere democraticamente la nostra opinione su ciò che concretamente ci governa dall’alto è lo Stato retto dalla Costituzione. Nessuna delle entità che concorrono a formare lo "scacchiere" è democratica, nessuna si cura di conformare le sue deliberazioni all’opinione di quelli che le dovranno seguire. E’ illecito desiderare di modificare questo stato di cose? E in nome di che lo sarebbe? Deve essere chiaro che quelli che hanno coniato i termini dispregiativi "populismo" e "sovranismo" e li usano per contrastare chi hanno etichettato in questo modo, di fatto contrastano Democrazia e Costituzione. Per me vale la pena tentare di difendere l’una e l’altra. Come del resto sarebbe dovere di chi si proclama democratico e giura sulla Costituzione.
      Ho letto il suo articolo sulla genesi della crisi finanziaria del 2007 2008 e ne condivido il senso generale. Contrariamente alla sua opinione ho riflettuto a lungo sulle cause e sul significato di quella crisi, approfondendo anche gli aspetti "tecnici" e "politici" della questione, approdando a certe conclusioni che in parte divergono dalle sue. Ma questo è un altro discorso. La ringrazio per l’interessante scambio di opinioni.

    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 11 ottobre 11:27
      Emilia Urso Anfuso

      Faccia il bravo, su: il suo tentativo di far passare me come una pivellina non le fa onore


      I mercati il segnale lo hanno dato immediatamente, come è normale che sia
      Sa, "I mercati" non sono un elemento ASTRATTO come si vuol far credere. Purtroppo però, considerando la scarsa preparazione generale, dei cittadini, a certe tematiche, è gioco facile farlo pensare

      Per ciò che riguarda il come la collega di Repubblica ha posto la domanda, non me ne curo: io avrei saputo come porla e avrei fatto domande ancor più tecniche e mirate. Transeat.

      Per ciò che riguarda le dichiarazioni di Salvini: mi spiega lei come gli italiani dovrebbero "Aiutarlo con i propri risparmi"? Lui stesso, ORA, ammette in pratica che c’è un problema, e che VA RISOLTO. Come? Facendo campagne di sensibilizzazione a tappeto, sull’acquisto di carta straccia come possono essere i titoli di Stato in un periodo come questo? E poi: che garanzia di "aiuto" si otterrebbe? Salvini, ripeto, ha AMMESSO che c’è un problema. Come lo risolve, con l’ipotesi che gli italiani decidano di acquistare titoli di Stato? E questa sarebbe la CONCRETEZZA?

      Su CDP: le do ragione sul fatto che gli italiani, ancora una volta, non sanno nulla di dove e come decidono di investire il proprio denaro. Poste Italiane ha cambiato assetto, completamente, ma all’italiano medio, di scarsa cultura in special modo su certe tematiche, non è arrivato nulla...anche perché, sarebbe necessario fare campagne di diffusione di certe situazioni, e spiegarle in maniera elementare, per farle capire alla gente. Improponibile. Peccato...

      Gli italiani saranno pure stufi del "Ce lo chiede l’Europa", peccato che dimentichino, o non sanno del tutto, che l’Italia è la nazione più corrotta d’Europa, la nazione più mal gestita a livello istituzionale, economico e politico, la nazione più anarchica rispetto alle regolamentazioni europee. Vogliamo dirla, la realtà o continuiamo a parlare di NULLA?

      Per quanto riguarda il suo esempio sugli anticrittogamici: le consiglio di approfondire la conoscenza del TTIP, del CESA e del CETA. E’ tutto scritto in quei trattati, sviluppati nell’oscurità totale, persino agli stessi europarlamentari.

      Ho approfondito il tema a suo tempo.

      Esempio: la riforma Lorenzi non fu una decisione di politica interna. Volammo negli USA - era il 2014 - per acquisire l’incarico di "Nazione capofila delle strategie vaccinali nel mondo". E lei continua a parlarmi del fatto che "I cittadini sono stufi dell’Europa"? I cittadini dovrebbero, finalmente, occuparsi della loro esistenza, e STUDIARE gli accadimenti. Ma mi rendo conto che è pura utopia.

      Finisco: le popolazioni non hanno più alcuna possibilità di salvarsi dalla deriva a cui stiamo assistendo. Non fa parte "dei programmi" politici ed economici, né europei Né internazionali.

      La perdita della capacità decisionale - da parte del popolo - si evidenzia, anche, attraverso la drammatica evoluzione delle "Leggi elettorali" nazionali.

      Al di là di questo: se a lei, e milioni di persone, la SPERANZA che qualcosa possa cambiare basta e avanza, ne avete facoltà.

      Però, vede, esistono anche persone come me, che si battono da sempre per un vero miglioramento del sistema politico, economico e sociale, che non possono fermarsi alle mere speranze.

      La risposta, univoca, alle speranze è la CONCRETEZZA, che non permette deroghe di alcun tipo, in special modo quando E’ GIA’ TROPPO TARDI.

      Altro che "fateli lavorare": il tempo a disposizione è finito da tempo

      Grazie anche a lei per l’interessante scambio di opinioni

      Un cordiale saluto

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