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Cristianesimo e Islam si fondono: la sintesi religiosa dei Crislamici

E così adesso abbiamo anche i Crislamici. Cioè i cristiano-islamici. Una fusione vera e propria tra due religioni, che più diverse non si può, da secoli competitors, ognuna con la sua visione del mondo, del suo rapporto con il divino, con la sua interpretazione dell’essere umano.

Dal loro millenario braccio di ferro è derivato il mondo come lo conosciamo: le Americhe e tutta l’Europa e l’Oceania alla croce, tutto il Medio Oriente, una metà dell’Africa, larghe fette di Asia alla mezzaluna. Il resto sono indiani e cinesi ed è l'estremo oriente. Ma resta il fatto che una buona metà dell’umanità o è cristiana (variamente declinata) o è islamica (variamente anche lei).

Lo slancio interreligioso – ci dicono le fonti di stampa – da cui viene la curiosa iniziativa, mira a "fondere" cristianesimo ed islam; non è una questione di dialogo o di amicizia fra i popoli o una di quelle numerose iniziative nate per arginare la furia dei talebani di ogni fede, mettendo una pezza di “corretta” interpretazione delle scritture (che sembrano sempre parlare di amore) alle scorrette o eretiche posizioni che parlano di morte (dell’altro, di solito).

Qui si propone proprio di “fonderela croce con la mezzaluna, i Vangeli con il Corano, unificando anziché definendo se stessi in base alle differenze.

Le accuse di blasfemia fioccano come grandine e la cosa non stupisce più di tanto perché fin che si tratta di buona volontà nell’aiutarsi l’un l’altro, passi, ma se si fa di due religione una sola... i problemi sembrano proprio insuperabili. 

Prendiamo ad esempio l’idea che cristianesimo ed islam hanno dell’essere umano: se ci pensate i cristiani corrono a battezzare i neonati perché pensano che siano macchiati dalla colpa di Adamo (ognuno, proprio ogni singolo nuovo nato è già colpevole di brutto) mentre per l’Islam l’essere umano nasce senza colpe.

Provate ora a fondere le due religioni se ci riuscite, e dite un po’ quale idea di antropologia può venirne fuori? Un uomo mezzo salvato e mezzo condannato?


Se si decide che nasce senza peccato che se ne fa il cristianesimo di tutto quel (terrificante) ciclo di passione, morte e resurrezione di Cristo che, ci si dice, parla della volontà divina di redimere l’umanità? Redimere da che, se non c’è più la colpa? E se invece si decide che l’uomo nasce segnato a priori dalla colpa originaria che ce ne facciamo del Corano dove è detto che Dio perdonò Adamo e lì finì tutto quel problemaccio nato con il famoso frutto dell’albero proibito? Fu il primo condono della storia, mi pare.

Pare che l’utopia della fusione (un po’ sembra – scusate l’espressione politicamente scorretta – un parlar di banche) sia nata da una riflessione, immagino sincera e partecipata emotivamente, sul concetto di "ama il tuo prossimo" che, a rigore, sarebbe espressione ebraica (ma non vorrei che questo comportasse un assembramento a tre) che i cristiani presero a prestito, essendo ebrei pure loro all’inizio, per trasformarlo in quell’ "ama il tuo nemico" - ve lo ricordate il "porgi l’altra guancia"? - che sarebbe stato sì parecchio rivoluzionario per quei tempi (e non solo per quei tempi), ma che poi è stato rapidamente abbandonato per sostanziale impraticabilità.

Beh, le utopie sono sempre una gran bella cosa, ma questa sembra un po’ troppo tirata per i capelli. Cominciamo con il metterci d’accordo sull’uomo, sulla natura umana, sulla verità del suo essere più profondo; sui suoi sogni, sulle sue speranze, sui suoi desideri, sulla sua fantasia.

Sulla sua poesia e sui suoi sguardi limpidi. Cominciamo a guardare com’è un bambino piccolo piccolo e smettiamo di pensare che sia una tavoletta di cera su cui imprimere la nostra immagine, smettiamo di pensare che debba essere rinchiuso in una scatola di convenzioni e di dogmi. Impariamo ad amare la sua libertà, intanto.

Poi le religioni si metteranno d’accordo e si fonderanno. O forse si scoprirà che non ne avremo più bisogno. Allora sì che sarà una gran bella rivoluzione.


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Commenti all'articolo

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.96) 8 ottobre 2011 16:57
    Damiano Mazzotti

    Ma tu l’hai mai visto un bambino in azione? tra i 2 e i 4 anni.. è un piccolo tiranno... poco più grande è un torturatore in miniatura, specialmente di animali... solo le femmine si salvano... 

  • Di Giuseppe Fusco (---.---.---.82) 8 ottobre 2011 18:32
    L’articolo de "La Stampa" (Il caso dei crislamici, dialogo o unità?) che lei riporta come link ne parla come un’ "esperienza nata negli Stati Uniti", e come se fosse qualcosa di nuovo maturato dopo l’11 settembre e le guerre in Medio Oriente e dalla visione per lo più negativa degli americani nei confronti dell’Islam.

    In realtà questa "religione" esiste in Nigeria dagli anni ’80, anzi ne esisterebbero già due versioni ... quindi gli Americani sarebbero i terzi.
  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.38) 8 ottobre 2011 23:34

    Notizia molto interessante, mi pare però che la soluzione nigeriana si fondi più sugli aspetti sociali che su quelli teologici. Credo in ogni caso che non cambi nulla di quanto ho detto nell’articolo: ci sono differenze ideologiche che rendono impraticabili le ’fusioni’. Al più si può arrivare a un dialogo fra religioni diverse che rischia sempre di diventare una (falsa) reciproca comprensione semplicemente perché si annullano le differenze (e così facendo si "scoprono" le similitudini). E’ un po’ quello che accade con il dialogo ebraico-cristiano. Alla fine gli uni rifiutano tassativamente l’idea di incarnazione di Dio mentre per gli altri questo è un punto assolutamente determinante. Che fusione si può ipotizzare ?!

    x Mazzotti: sì, ci sono passato molti anni fa e pagherei per rivivere le sensazioni indimenticabili di un ’piccolo tiranno’.

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