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Consultazioni e Governo | Il giallo dei gialli

Domenica 22 aprile, ore 7,30. Dalla lettura dei commenti politici sulle varie vicende relative alle consultazioni passate e future, serpeggia una sorta di alea misteriosa su cosa potrà succedere da domani, con il probabile affidamento da parte del Quirinale del nuovo incarico esplorativo alla terza carica dello Stato, il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico. 

 

Non per il volitivo esploratore, che in queste ore mantiene un decoroso e giusto silenzo, ma per gli esplorati, sia il capo in pectore del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio che il leader leghista Matteo Salvini, che nelle stesse ore lavorano indefessamente per ottenere il massimo possibile da questo stallo. Come operano?

Salvini proseguendo nel suo difficile lavoro di cucitura fra la sua coalizione ed il Movimento, con al momento aperte sia l'opzione in solitaria della Lega che l'ipotesi di un appoggio esterno di Fratelli d'Italia e Forza Italia ad una compagine governativa formata sempre da Lega-M5S. Di Maio invece continuando a tenere apparecchiati due distinti tavoli diametralmente opposti fra loro, come se non si sapesse ancora se si pranzerà con un carnivoro onnivoro o un rigido vegano.

L'ambiguità della posizione grillina rientra nello schema di partenza proposto dai vertici della Casaleggio ed Associati sin dal via delle consultazioni: l'importante è che noi ci sia e chi sarà l'eventuale partner governativo non è fondamentale, basta sia debole. Si spiegherebbe così l'ostinata resistenza alla coalizione del centro destra nel suo insieme e la continua evocazione ad assunzioni di responsabilità da parte del PD di fronte al paese, proseguendo nella destabilizzazione della politica così come la si conosce e si pratica, e forse anche del contesto democratico nel quale viviamo.

Tutto questo sembra preludere, più che alla formazione di un governo politico, ai "lavori in corso" per la prossima tornata elettorale, che potrebbe essere non così lontana come sembrerebbe. Che il paese abbia bisogno di stabilità e certezze sembra un dettaglio al quale sinora la classe politica ha deciso di dedicare ben poca attenzione.

L'ultima parte del giallo è: quale manifestazione nazionale, dopo Vinitaly e il Salone del Mobile, fungerà da sfondo alle prossime dichiarazioni dei vari leader? Siamo pronti a scommettere che si tratterà del Salone Internazionale del Libro di Torino. 

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