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Cina, dopo la morte del premio Nobel per la pace, Liu Xiaobo: continua la persecuzione della moglie

Poco più di un mese fa moriva il Nobel per la pace e prigioniero di coscienza cinese Liu Xiaobo.

Di Liu Xia, sua moglie, si sono perse le tracce dal 15 luglio, giorno in cui venne organizzato un frettoloso funerale e le ceneri di Liu Xiaobo vennero disperse in mare.

Con la prolungata detenzione e la mancata fornitura di cure mediche adeguate, le autorità cinesi si sono accanite contro suo marito. Ma, non soddisfatte, hanno proseguito ad accanirsi anche contro di lei.

Dal 2010, quando a suo marito venne conferito il Nobel per la pace, Liu Xia è sottoposta a un immotivato e illegale provvedimento di arresti domiciliari a Pechino. Non è noto in quale zona della capitale si trovi attualmente.

In occasione del primo mese dalla morte di Liu Xiaobo, quasi 70.000 persone hanno sottoscritto una lettera aperta al presidente cinese Xi Jinping chiedendo che siano annullate le restrizioni arbitrarie nei confronti di Liu Xia e sia posto definitivamente termine alla persecuzione nei suoi confronti.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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