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Cesarezac

Cerco di non essere succube di condizionamenti , né di ideologie, né di confessioni religiose, sono assolutamente laico, ma cerco anche di non farmi condizionare dall'emotività , dalle paure, dall'invidia , in sintesi cerco di essere razionale, pragmatico. Le mie opinioni sono sempre basate sull'informazione. Ascolto sempre anche, direi soprattutto, chi non è della mia opinione e se ne ricorre il caso sono pronto ad ammettere di essere incorso in errore e a cambiare idea.
Oggi l'intercalare più diffuso è: "cioé voglio dire". Tutti vogliono dire non per trasmettere idee o per informare, bensì per sfogarsi. Pochissimi sono disposti ad ascoltare. Peggio per loro ; rinunciano ad imparare. 
Non cerco il consenso. Mi risulterebbe assai facile. Populismo e demagogia sono i punti deboli delle democrazie. Scrivo cose sgradite a molti. Moderatori e lettori sono avvisati.
Costituzione della Repubblica Art.21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

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  • Primo articolo sabato 01 Gennaio 2011
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Ultimi commenti

  • Di Cesarezac (---.---.---.84) 9 settembre 2014 13:39

    Professore,

    "obbiezione" è errato, "obiezione" è corretto.
    Tanto, perché gli alunni non apprendano parole errate. 
  • Di Cesarezac (---.---.---.84) 9 settembre 2014 13:32

    Rispondo a Di 121: 

    non pretendo di abolire il parlamento, ma semplicemente di adeguare il nostro paese alle democrazie europee. A scuola gli asini, se oltre ad essere asini non sono stupidi, cercano di copiare dai più bravi; visto che siamo portatori dei peggiori parametri socio economici rispetto ai paesi concorrenti, faremmo bene a imparare a copiare.
    Lei ha letto molto distrattamente il mio articolo: nei paesi arabi le dittature sono state abbattute grazie alle mene dei petrolieri americani e ora sono piombati nel caos.
    Impari a scrivere evitando di abusare di parole con doppia zeta.
  • Di Cesarezac (---.---.---.69) 9 settembre 2014 10:05

    DI PAOLO, ancora una volta, sono d’accordo in pieno con te.

    Cesare Zaccaria
  • Di Cesarezac (---.---.---.69) 9 settembre 2014 10:01

    E’ proprio così. 

    Con subumani incapaci di ragionare la ragion non vale.
    Alla base del terrorismo islamico vi è la cocente umiliazione che gli islamici non sopportano nell’essere costretti a constatare che loro sono fermi alla cultura del medioevo e il confronto con l’oggi li offende.
    Il prof.Damiano Mazzotti esperto in psicologia sociale sull’invidia, sentimento purtroppo assai diffuso, credo che converrà con me che l’individuo umiliato e invidioso si carica di odio e risentimento e non si placa se non con una esplosione di violenza. 
  • Di Cesarezac (---.---.---.69) 8 settembre 2014 15:08

    Mi spiace che lei non abbia avuto il coraggio di firmarsi o, per lo meno di indicare uno pseudonimo. Comunque, apprezzo molto la sua accorata difesa di Napoli, e del popolo napoletano che mi è particolarmente caro. So benissimo e lo dico sempre, e spesso lo scrivo, che il regno di Napoli e delle due Sicilie è stato un faro di civiltà in ambito europeo. Nei cantieri navali di Castellammare si fabbricavano le navi per la flotta di Orazio Nelson. La Napoli Portici è stata la nostra prima ferrovia. E’ anche vero che i sabaudi hanno saccheggiato Napoli delle migliori eccellenze e fino a ieri anche delle braccia napoletane depauperandone selvaggiamente il territorio. Con un poco più di cura Napoli potrebbe ambire ad essere la più bella città d’Europa per la posizione geografica, per il Vesuvio, per Pompei, per il museo Nazionale, secondo solo ai musei vaticani.

    Ho abitato a Napoli dal 1960 al 1965, sono un pensionato del glorioso Banco di Napoli ex istituto di emissione che dopo la chiesa cattolica e con il Monte Paschi è stato la più antica istituzione al mondo, svenduto ai nordisti per un piatto di lenticchie.
    Detto questo, se rilegge con calma il mio articolo, ho scritto che "se ci mettiamo nei panni dei tre ragazzi, siamo costretti ad ammettere che anche noi se avessimo 17 anni e vivessimo a Napoli, appartenendo ad una famiglia non abbiente, probabilmente ci comporteremmo come i tre a bordo dello scooter". Ho scritto anche che la responsabilità della situazione di Napoli è delle istituzioni e della politica. 
    Come dice Lei, a Napoli vivono circa tre milioni di abitanti. Aggiungo io che per molti di loro mancano le risorse necessarie per vivere senza essere costretti ad arrangiarsi.
    Adesso mi consenta di rimarcare che anche i carabinieri napoletani sono meritevoli di essere difesi.
    Spero che voglia gradire i miei più cordiali saluti e ringraziamenti per avermi offerto l’opportunità di parlare di Napoli.
    Cesare Zaccaria

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