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 Home page > Attualità > Cronaca > Caro infermiere, cara infermiera, cari Oss...

Caro infermiere, cara infermiera, cari Oss...

Caro infermiere, cara infermiera, cari Oss, se io sono in un letto, immobilizzata da una paralisi agli arti inferiori, e ti dico, neanche chiamandoti al campanello, ma approfittando di una tua venuta in camera, di controllare, solo controllare, se sono andata di corpo, tu non puoi dirmi " nin ti li po' vidi' da sol?", non puoi dirmelo, perché dovresti ben sapere che da sola non posso, essendo totalmente immobilizzata e insensibile Non puoi dirmelo, perché , se fai l'infermiere, devi mettere in conto che DEVI pulire il sedere a chi non può farlo. Invece, tu scappi e ricompari il giorno dopo, di corsa, aspettando mezzogiorno, che lo faccia un altro turno. Non puoi dirmelo, perché non mi è consentito tenere una persona accanto 24 ore su 24 e, se non me la posso permettere, nessuna Asl me la fornisce gratuitamente.Le volontarie? Dai loro la possibilità di venire ad aiutare in orari diversi da quelli di visita, oppure loro si offrono di venire a sfrantumare gli zebedei solo in orario di visita parenti, vestite con il camice bianco a parlare del nulla?
Il volontariato vero è quello delle otto di mattina, ma forse le signore a quell'ora devono limarsi le unghie, o levarsi le fette di cetriolo dagli occhi. Alle otto potrebbero aiutare il malato a mangiare e nelle piccole cose mattutine. Sarebbero utili.
Comunque, operatori paramedici, lavate i sederi di chi non può farlo autonomamente. È tra i vostri compiti. Se no, andate a mietere il grano. Se lo sapete fare.Reprimenda notturna, dovuta al giramento, accentuato dal cortisone. In genere, quando parlo di popo , mi riferisco ad altro e altri.


*p.s. io qui ho trovato il meglio, davvero il meglio, e sono loro eternamente grata. Medici che mai avrei sperato di incontrare in vita mia e infermieri e infermiere meravigliosi. Conservo con loro rapporti di affetto, bisogno assoluto di vicinanza, totale fiducia. Loro lo sanno e ci vogliamo molto bene. Senza di loro sarei già morta. Però, se non ti danno la dignità di essere pulita e di sentirti umana, le cose cambiano. Io non riesco a tacere. Ora, ad esempio, tacerò. Nessuno è venuto, ho cercato di fare da sola. Tutto tace. Se non vuoi più vedere un operatore, nomina la popo...

(l'autrice la lascio anonima per il momento ma è una mia Amica, grande e forte)

Doriana Goracci

 

 

Commenti all'articolo

  • Di gilda (---.---.---.26) 21 febbraio 18:59

    Fortunatamente sono stata ricoverata una sola volta per mettere al mondo mio figlio ma ho avuto, mio malgrado, varie esperienze con gli ospedali andando a visitare parenti e amici. Non parlo delle esperienze positive e delle cure amorevoli che, forse, la maggioranza del personale infiermeristico presta ai pazienti. Voglio invece raccontare un episodio che ancora oggi mi fa stare male. Anno 2008: la mia sorella più piccola l’indomani doveva subire l’ennesimo intervento che avrebbe forse potuto salvarle la vita; In quella stanzetta si poteva entrare al massimo in due e in quel momento c’ero io ed una nipotina. Mia sorella gonfia, spossata e con il capo reclinato chiese a un’infermiera, entrata poco prima, se poteva tirarla su; questa rispose in malo modo che era stanca di sollevarla continuamente! Io non ebbi il coraggio di dire niente perchè avevo paura che poi la trattasse ancora peggio. Ad ogni modo anche se con poca grazia la sistemò meglio nel letto (tieni presente che noi parenti non eravamo autorizzati a toccarla). Quando uscii dalla stanza raccontai al medico di turno di questa disumanità ma non so se servì a qualcosa. Il giorno dopo la mia sorellina morì durante l’intervento ed io mi auguro che l’infermiera abbia avuto un po di rimorso.

    • Di Doriana Goracci (---.---.---.90) 21 febbraio 21:26
      Doriana Goracci

      mi spiace tanto non solo per quel ricordo amaro che hai Gilda ma anche di aver sollevato questioni delicate che si intrecciano con lavori difficili e in condizioni molto difficili, e c’è anche da dire che su Fb non ho avuto il commento di un uomo. Non è per fare questione di genere ma le cure dei familiari ammalati, anche se non sono direttamente nostri parenti, non a caso sono appannaggio delle donne giovani o anziane non ha importanza...Un’amica che ho visto oggi da due anni improvvisamente paralizzata dalla vita in giù ha un marito amorevole, fa tutto lui...sta ancora aspettando l’aiuto dell’Asl per le sue pulizie quotidiane, la fisioterapia perchè rischia le piaghe da decubito. Si, stiamo messi così e per fortuna ci sono tante tante straordinarie persone umane e specializzate nella cura degli ammalati, sia pure temporaneamente. Grazie davvero per avere detto semplicemente la tua storia.

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