L’economia permette a poche potenti famiglie di gestire le sorti di un’intera regione o di un intero Paese, a prescindere dalla liceità delle azioni commesse per fare profitto. Inoltre, molto spesso, le attività imprenditoriali più remunerative si svolgono nel silenzio assoluto e ad insaputa dei più. E’ stato ed è il caso di famiglie come i La Marca e i Di Francia, dirette responsabili del disastro ambientale nelle terre campane.
Qualcuno, in Italia, ha la memoria corta. Lo disse in tempi non indifferenti un tal Leonardo Sciascia, lo si ribadisce ancora oggi alla luce degli eventi del Paese. E la maggior parte di questa colpa va addossata ad una buona fetta dell'informazione italiana, occupata a distrarre con una miriade di quiz e teleshow le masse svilite dal lavoro quotidiano oppure a disinformarle apertamente: vere e proprie vetrine olandesi, specie su Rete4 e su Raiuno, vengono offerte a celebri personaggi televisivi per contentare la classe politica di "affiliazione" (non certo ideologica); a questa realtà si contrappone un'altra fetta di informazione che purtroppo rimane inascoltata al grande pubblico.
Alcuni giorni fa Roberto Saviano ha scritto un articolo su Repubblica commentando il massacro di un'intera famiglia di allevatori avvenuta per mano di un'altra famiglia in provincia di Vibo Valentia in Calabria, il cui movente è da ricercare in una serie di invidie e di futili rancori. Secondo lo scrittore eventi del genere sono riconducibili ad un tipo di cultura della prevaricazione e della "roba" insita nella atavica mentalità di ampi strati della popolazione meridionale, grazie alla quale si è sviluppato il terreno fertile per la nascita del fenomeno criminale della 'ndrangheta e, in particolare, per la dimensione "familistica" che queste organizzazioni hanno assunto nell'affermarsi come sistema di potere internazionale.
L'esame di Saviano è, a mio parere, esatto ma non va circoscritto soltanto alle classi popolari, al Mezzogiorno o agli ambienti malavitosi. E' un elemento ricorrente un po' in tutta Italia (il "tengo famiglia" è il vero fattore unitario tra Nord e Sud) e, come tale, si estende nelle più disparate professioni, dalla carpenteria alla avvocatura, fino ad arrivare ai mondi della politica e dell'imprenditoria. Proprio quest'ultima è caratterizzata da una forte componente di trasmissione "familiaristica" delle attività economiche. Nel caso specifico, mi vorrei soffermare su alcune famiglie di imprenditori protagoniste della storia italiana di ieri e di oggi. Occorre però prima fare un riepilogo.
Pochi mesi fa a Terzigno il governo si è arenato su Cava Vitiello, il cui proprietario è stato più volte colpito da un'interdittiva antimafia per poi venire definitivamente arrestato col figliolo con l'accusa di estrazione illecita di pietra dalla cava durante i giorni della protesta. Va chiarito che Cava Vitiello non è stata una scelta del governo, bensì è stata una scelta arbitraria di un gruppo di parlamentari del Pdl campano, che conta tra le sue fila numerosi indagati per camorra; ciò ha dimostrato come Berlusconi non abbia alcun controllo sulle diverse correnti politiche sviluppatesi all'interno del suo partito, soprattutto su alcune di queste che si caratterizzano come nuclei di potere capaci di ricattarlo in ogni momento. Un esempio sono i parlamentari del Pdl Nicola Cosentino, Mario Landolfi e Luigi Cesaro. Tutti e tre hanno dato, nel funesto dì del 14 dicembre, la fiducia al governo, e tutti e tre risultano indagati dalla magistratura per collusioni con la camorra. Indicati dai collaboratori di giustizia come "referenti politici dei clan a livello locale e nazionale", specie nel settore dei rifiuti, essi si sono affermati in campo politico non solo grazie a dubbi appoggi elettorali, ma anche grazie alle attività imprenditoriali delle rispettive famiglie. Ad esempio l'ex latitante Giggin 'a purpetta, ovvero l'onorevole e presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro (che qualcuno giura di vederlo costantemente bazzicare nei centri scommesse poco distanti dal palazzo provinciale) ha due fratelli, Aniello e Raffaele, di professione imprenditori. Settore di interesse è l'edilizia, non senza qualche grattacapo giudiziario. Nick 'o Americano, ovvero l'onorevole Nicola Cosentino nonché coordinatore Pdl in Campania (dunque col potere di collocare persone del partito a lui vicine in società pubbliche e miste pubblico/privato) nasce da una famiglia già economicamente ben avviata grazie alle forniture di gas che il padre conferiva ai militari americani. Settori di interesse sono gli idrocarburi e il mercato immobiliare oltre all'affaire rifiuti; inutile ribadire anche qui la presenza di numerosi grattacapi giudiziari (richieste di arresto formulate perfino dalla Cassazione e bloccate da un Parlamento corrotto fin nel midollo). In quanto membro della XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato è cofirmatario della norma sui rifiuti che ha fatto infuriare il ministro Prestigiacomo.
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Profilo personale, articoli e statisticheBellissimo questo articolo, pieno di dati ed informazioni tangibili che illustrano da quanti (...)
04/01 18:56 - Paolo Praolini