• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Attualità > Politica > Bossi alla festa della zucca

Bossi alla festa della zucca

Da qualche tempo Bossi sta tenendo comizi e rilasciando dichiarazioni a raffica, facendo in questo modo la felicità dei blogger di tutta Europa che, nelle colte e raffinate argomentazioni del senatur, trovano materiale abbondantissimo per i loro post satirici. Ultimo episodio quello di lunedì a Pecorara, paesetto in provincia di Piacenza, dove il personaggio ha tenuto un importante comizio alla Festa della Zucca

Siamo venuti così a sapere qual è la ricetta - infallibile - contro la crisi: le “gabbie previdenziali”, cioè dare pensioni più alte a chi abita nelle regioni del nord e più basse a chi abita nelle regioni del sud. C’è una qualche razionalità in tutto questo? No, naturalmente, ma non ha nessuna importanza. Viene raccontata l’ennesima fanfaluca che però serve a ribadire l’identità un po’ malata dell’elettorato leghista.

Riferiscono le agenzie e i giornali che la platea era entusiasta: sventolio di bandiere, piatti di tortelli alla zucca tra le mani, grida di “padania libera” e di “secessione” da farsi saltare le corde vocali. Un leghista, non si sa se in crisi mistica o perché abbondantemente impasticcato, ha gridato al Capo “Umberto, ci hai salvati dal fallimento”. Ora, tutto questo non è una novità, fa parte del solito rituale consolatorio a uso e consumo dei militanti a cui si dice quello vogliono sentirsi dire. Ma ogni volta che te lo raccontano ti senti preso dallo sconforto, esattamente come la prima volta.

Ma torniamo al comizio. A conclusione del quale il santone di Gemonio rivolto ai suoi fedeli lancia una profezia dedicata ai giornalisti rei di "inventarsi un sacco di storie", ma denunciarli è inutile "perché tanto i magistrati li assolvono" (questa non poteva mancare). "Verrà un giorno che la gente vi piglierà per il collo” … “meritereste di essere mandati in galera” … “prima o poi o vi spacchiamo la faccia”, ecc. Sul palco anche Tremonti, che non ha trovato niente da ridire.

Alla fine la presa in giro finale: "Sui ministeri, non possono fare niente. Sono a Monza e là restano”. Ma quali ministeri? Si ha l’impressione che l’uomo non sappia più bene dove vive e che parli solo perché imbeccato da quelli del Cerchio Magico, il gruppo di fedelissimi che lo accudisce e gli suggerisce.

Pecorara, fine ottobre 2011. Questa è la cronaca di una giornata triste, che ha visto un ministro della repubblica alimentare ancora una volta i soliti luoghi comuni reazionari della parte peggiore dell’Italia. D'altra parte, cosa aspettarsi dal ministro di un governo che con la massima serietà sostiene che i licenziamenti facili faranno aumentare l'occupazione?

LEGGI ANCHE: Guerra per bande nella Lega

Questo articolo è stato pubblicato qui

Lasciare un commento




    Sostieni AgoraVox

    (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

    Attenzione: questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell'articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista... Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

    Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

    I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l'articolo nello spazio I commenti migliori

    Un codice colorato permette di riconoscere:

    • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
    • L'autore dell'aritcolo

    Se notate un bug non esitate a contattarci.








    Palmares