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Blue line: il confine tra Libano e Israele presidiato dagli italiani



Testo aggiornato da me alla mattina dell’8 gennaio 2008 - immagini recentissime delle truppe schierate da fine novembre.

I Lancieri di Novara pattugliano la blue line. E’ il confine segnato tra Libano e Israele. Non è quello ufficiale ma quello che lentamente viene valutato tra le due parti, dopo trent’anni, cippo dopo cippo. La strada che corre parallela al confine è continuamente percorsa da mezzi Unifil. Attorno, vecchi trasporti truppe esplosi, mine antiuomo. Dalla parte libanese solo una vecchia "concertina", una debole barriera di filo spinato. Israele ha invece la "technical fence": rete controllata elettronicamente, mine ovunque, telecamere, sensori, torrette,antenne spia di ogni genere. Al di là della rete terreno inconsistente, sabbioso, per evidenzire la traccia di eventuali intrusi. I-31 è una base presidiata dai Lancieri. A quel punto Israele è solo a 65 metri. Lo scopo è fare da cuscinetto tra Hezbollah e l’alta Galilea, un tempo bersagliata continuamente dai qassam e dai mortai del "Partito di Dio". In questo lo scopo della missione Onu è stato per due anni in gran parte raggiunto, anche se non sono mancati sporadici lanci. Di solito, secondo varie fonti, in questi casi si è trattato di estremisti palestinesi e non degli sciiti di Hezbollah.


Erano stati però chiari i riferimenti di Barak: "Teniamo d’occhio il nostro confine settentrionale", certo poco diplomatico nei confronti delle Nazioni nite ma comprensibile dal punto di vista israeliano. Il futuro è ovviamente un’incognita (Hezbollah è tutt’altro che disarmato) ma l’impegno Onu e dei paesi che partecipano alla missione ha avuto un grandissimo significato strategico e non è stato inutile.

Con il lancio di razzi dal confine libanese contro Israele della mattina dell’8 gennaio la situazione cambia: Tsahal, l’esercito di Gerusalemme, ha subito sparato contro il centro di fuoco.

In passato le truppe sarebbero immediatamente penetrate oltre confine. Ora c’è la forza Unifil. Se si sia trattato di un fatto sporadico lo diranno le prossime ore. E se la presenza dei caschi blu eviterà il peggio lo dimostrerà proprio questo periodo di gennaio. Ora si vedrà se l’esercito libanese riuscirà nel suo intento di forza di controllo spalleggiato dall’Onu. E se, al di là di razzi occasionali, si aprirà effettivamente il fronte del nord. Basteranno le regole di ingaggio della forza multinazionale in caso di emergenza? Altra - storica - incognita per le Nazioni Unite.

di ndnbepu

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