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 Home page > Tempo Libero > Moda e tendenze > Bill Cunningham New York “A life On the Street”

Bill Cunningham New York “A life On the Street”

Fotografo, artista e antesignano dei “blogger” moderni. La sua colonna On the Street sul Ny Times Style è una delle più lette e considerate al mondo. 

Bill Cunningham è una delle persone più ispiranti e influenti di tutta New York City.

L'anno scorso Richard Press ha realizzato un documentario che racconta la vita e il lavoro del colonnista di moda del NY Times, Bill Cunningham New York. Il film racconta l'uomo che non solo ha introdotto il concetto di fotografia “da strada” scattando foto della moda delle passerelle riproposta dalla gente comune a Manhattan, ma che ha lottato per introdurre il suo privato e importante punto di vista sulla moda nell'editoria specializzata.

Bill Cunningham nasce William J. Cunningham nel 1929, dopo la laurea ad Harvard e un breve periodo di arruolamento si dedica alla creazione di cappelli sotto il nome di William J. Lavora al Chicago Tribune e per Women's Wear Daily come colonnista di moda introducendo al pubblico americano per la prima volta Azzedine Alaia e Jean Paul Gaultier. 

Dal 1978 le sue prime foto approdano al Times riportando volti noti come Greta Garbo. Da quel momento Bill Cunningham diventa ritrattista delle figure di spicco della società newyorkese, ma anche il famoso fotografo che gira Manhattan in bicicletta tutti i giorni, per riprendere lo stile, le forme e gli abiti che detteranno i prossimi trend. Il profondo amore di Bill per gli accessori e gli abiti lo porta a cercare sempre la spontaneità e a discostarsi dall'artificio dei volti da fashion business.

E' una vita fatta di lavoro giorno e notte per Bill e i suoi magnifici 80 anni, sempre con lo stesso giubbotto blu, la stessa coppola e la vecchia Nikon, ancora rigorosamente a pellicola.

Un caposaldo dell'editoria a cui hanno rubato 28 biciclette (l'ultima era la 29esima), che ha lanciato la fotografia ready to wear quando il mondo consoceva solo l'haute couture (negli anni '50/'60) e che ai party ai quali lavora non mangia né beve mai.

Prima dello sfratto e la riqualifica di un pezzo della storia artistica americana, sì sto usando un tono acceso, Bill viveva in un cubicolo allo splendido Carnegie Hall circondato da archivi di pellicola. Una vita sulla carta.

La sua vicina di casa era Editta Sherman modella, fotografa, musa di Andy Warhol,sposata al Carnegie e all'atmosfera Bohemienne la quale, con nostalgia, durante il documentario ricorda un'era in cui l'anima trasversale dell'arte riusciva ancora a far sognare New York.

Sempre in punta di piedi, con un sorriso disarmante e una vita intera di passione, Bill Cunningham ha abbattuto le barriere tra elite e strada, tra il gusto classico e l'eccentrico, tra il sorprendente e l'omologato.

Nel 2010 Cunningham riceve la nomina di Officier de l'ordre des Arts et des Lettres dal ministro della cultura francese, riservata a pochissimi eletti nel mondo.

Poco dopo le riprese del documentario il Carnegie Hall è stato liberato dai suoi occupanti e gli appartamenti delle iridate star degli anni trenta e quaranta sono stati riconvertiti in uffici telemarketing. Bill Cunningham, Editta Sherman e gli altri pilastri del teatro hanno ricevuto appartamenti in cui poter alloggiare in zona. Bill comunque ancora non molla, l'uomo che ha avuto il coraggio di pubblicare il Diplomatico del Nepal Shail Upadhya con i suoi buffi abiti da sera è qui per restare. 

 


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