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Berlusconi difende l’opera di Mussolini e si conferma a capo di un’Italia intoccabile

Lo ha fatto, con il solito senso dell'opportunità, in occasione della giornata della Memoria. Dichiarazioni che fanno scuotere il capo e ricordano, a chi coltivasse illusioni a riguardo, la natura, profondamente illiberale, sua e del suo partito.

Da quando è diventato presidente del Consiglio ho difeso quasi tutte le scelte di Mario Monti. Penso che abbia compiuto un mezzo miracolo e credo che rispetto ad altri, abbia perlomeno qualche idea su che fare per condurre il paese fuori dallo stallo in cui è entrato ormai trent’anni fa. Gli do ragione anche nel considerare la CGIL una forza sostanzialmente reazionaria (Camusso, con i suoi slogan pare uscita dritta da “Le rose del ventennio”); una faccia di quell’Italia, conservatrice a dispetto di tutto (l’altra? Ma certo, è rappresentata dai berlusconiani), convinta che lo stellone alla fine ci salverà: che ci basti recitare qualche giaculatoria e restarcene perfettamente immobili per continuare a galleggiare mentre infuria la tempesta. Sono d’accordo pure sul fatto che a questa stessa Italia, ferma a quaranta o cinquant’anni fa, appartenga anche una parte della sinistra; quella che parla di lavoro per sentito dire, senza neppure provare a chiedersi come questo si crei, dentro un’economia di mercato (e non mi pare che un’opzione “albanese” sia molto realistica).

Detto tutto questo, sono disgustato dalla prospettiva, per quanto remota, di un eventuale accordo con tra il centro (perché poi centro? Che male c’è a dirsi di destra, se lo si è?) ed il PdL, seppure de-berlusconizzato. Se c’è davvero poco di buono, nella nostra politica, non ho il minimo dubbio su dove stia il peggio; là. E vi resterebbe anche se Berlusconi se ne andasse assieme a qualche colonnello. Stiamo parlando di parlamentari che hanno apertamente infangato la dignità delle nostre istituzioni, con voti come quello sul caso Ruby; di una parte del nostro elettorato capace di chiudere occhi e coscienza, per votare assecondando solo i propri personali e più immediati interessi. Un’Italia lontana dagli ideali liberali almeno quanto Vendola e infinitamente più distante di lui quanto a senso dello Stato e fedeltà alla Costituzione. Un'Italia, per usare parole che furono dello stesso Berlusconi, “antropologicamente (io direi ontologicamente) diversa”.

È sempre Berlusconi che ha chiarito oggi eventuali dubbi fossero rimasti a riguardo. La sua ennesima assoluzione del fascismo, può essere accettabile solo per chi non sappia nulla della nostra storia o non abbia la minima fede nella democrazia. Da chi pensi che la libertà sia un valore negoziabile; da chi creda che l’interesse (parola chiave per comprendere il berlusconismo) giustifichi tutto. Peggio; da chi è tanto irrimediabilmente stupido da credere ancora alla propaganda del Minculpop. Da non aver capito come Mussolini (che secondo Berlusconi, leggi razziali a parte “per tanti altri versi invece aveva fatto bene”) condusse alla bancarotta economica, prima che d’altro tipo, un paese che era arrivato alla Prima Guerra mondiale in costante crescita; un fallimento totale dimostrato prima dall’assoluta impreparazione delle nostre forze armate nel giugno 1940 e poi dalla nostra produzione d’armamenti durante la guerra, quando la nostra industria, dopo un ventennio di “sviluppo fascista”, si rivelò incapace di avvicinare i livelli produttivi raggiunti nel 1917 o 18.

Che delusione, però, dover spiegare nel 2013 che il fascismo fu un male assoluto, da sempre, dal giorno stesso della sua fondazione, comprensibile solo se si tiene conto degli effetti devastanti che l’esperienza delle trincee deve aver avuto sulla personalità dei suoi primi militanti. Che può essere capito, nel clima dell’Italia e dell’Europa di allora, ma mai, neppure per un istante, giustificato.

Che delusione dover ricordare al presidente del Consiglio che l’Italia non si può né cambiare né salvare, contando sulla collaborazione di chi “fascista” lo è nel midollo: ducetto per vocazione o seguace del ducetto, a dispetto di tutto, solo per ragioni di pancia e portafoglio.

A quegli italiani si sa già di non poter chieder nulla. Altro che accordi o alleanze con loro: vanno solo lasciati nel loro angolino sperando che non facciano altri danni.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.175) 28 gennaio 2013 19:25

    PaoloM.
    Non concordo sul fatto che le dichiarazioni di Berlusconi facciano semplicemente "scuotere il capo", come scritto nel titolo.
    Ogni dichiarazione che fa ha sempre uno scopo (anche dopo le consuete "precisazioni"), essendo il presidente di un partito di notevole rilievo, ma mi chiedo quale sia questo scopo, dato che spera di governarci dopo le elezioni.
    Fra le colpe da addebitare a Mussolini, evidenzierei oltre alle leggi razziali ed alle azioni da dittatore, l"Asse" con Hitler, che non fu certamente forzato, ma voluto e che provocò l’enorme disastro all’ Italia.

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