Aldo Grasso su Il Corriere della sera si chiede pubblicamente il perché di questo nuovo titolo della rubrica.
Chi è Billy?
Grasso avanza varie supposizioni che consegna al vaglio dei suoi lettori.
Billy è il nome del cane di Minzolini, il nuovo direttore.
Anzi no, trattasi di un riferimento a Billy More, nota drag queen scomparsa qualche anno fa.
Il critico viene sommerso dalle e-mail di molti lettori, felici di potergli insegnare, finalmente, qualcosa che non sa.
"Ma, no - gli scrivono in coro - non lo sai che Billy è il famoso scaffale dell’Ikea?"
Grasso è felice della notizia. Gli offre la possibilità di scrivere un brillante articolo il cui contenuto in sintesi è questo: il vecchio nome richiamava i contenuti, il nuovo nome riguarda un contenitore.
Naturalmente non si fa sfuggire l’occasione per dare all’episodio la valenza di una metafora. E scrive, severo: "Infatti prima si parlava di libri , adesso si fanno solo segnalazioni”.
Il giorno dopo, a Benjamin, scusate volevo dire a Billy, il redattore Marco Frittella risponde piccato all’eminente critico: “Billy è uno scaffale conosciuto da tutti, non un filosofo noto solo a pochi”.
E accusa Grasso di “snobismo” e “nascondimento solipsistico”.
Una piccola storia di contrapposte autoreferenzialità che a me sembra molto comica (e a voi?).