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Autostrada Tirrenica. A Tarquinia nuovi problemi per il sindaco e la SAT

Sabato 11 gennaio, sull’Aurelia, a un paio di chilometri dal punto in cui meno di un mese fa era stato abbattuto con le ruspe un chiosco per la vendita di formaggi, si è svolto un corteo di piccoli imprenditori agricoli e turistici e residenti alla Farnesiana, un’area collinare di particolare pregio naturalistico, collocata al confine tra il comune di Tarquinia e Civitavecchia. Motivo, i danni prodotti dai lavori per l’Autostrada Tirrenica.

La Carovana per il diritto alla mobilità, così è stata definita dagli organizzatori che hanno stilato un vero e proprio Manifesto, ha coinvolto anche oltre 15 trattori, cavalli e auto. Destinazione: la piazza del comune di Tarquinia.

L’inevitabile ingorgo stradale, per un paio d’ore, ha bloccato il traffico proveniente sia da Roma che da Viterbo e Grosseto. 

Inevitabile anche qualche preoccupazione in più per la SAT, che sinora ha incontrato pochi ostacoli sul suo cammino, e qualche incubo per Mauro Mazzola, il sindaco di Tarquinia, che ha tentato di rassicurare il Comitato della Farnesiana con le sue “certezze messe nero su bianco da SAT” che comprenderebbero gli interventi di una viabilità alternativa.

Stando però al Progetto esecutivo della SAT relativo al lotto 6°, l’unica cosa sicura è la realizzazione di un sottopasso. Questo significa che i residenti dovranno percorrere qualcosa come venti chilometri in più per andare a Tarquinia e solo perché non c’è un nuovo ponte o non si vuole recuperare il vecchio ponte sull’Aurelia. E’ evidente che la SAT vuole risparmiare e limitare le alternative, altrimenti appare poco incentivante utilizzare l’autostrada.

Mazzola si è voluto giocare anche un’altra carta, quella del privilegio, che con l’italiano medio è in genere l’argomento che funziona di più: l’esenzione dal pedaggio per i residenti, senza precisare per quanto tempo e per quali distanze. Se però avesse letto la convenzione fatta dalla SAT con la Provincia di Livorno, il sindaco avrebbe scoperto che l’esenzione è per un solo anno a carico della SAT. Poi? L’illusione svanisce e i residenti tornano a pagare perché non c’è al momento alcuna approvazione da parte del CIPE.

Sta di fatto che l’affaire SAT è un business “di interesse strategico”, tanto che con l’ultima regalia del governo gli aumenti dei pedaggi lievitano di un 3,9% medio. La SAT ha però ottenuto di più, il 5% . Tanto per fare un esempio, i 30 chilometri dal casello di Vada a quello di Collesalvetti costano ora 4,60 euro contro i precedenti 4,40. Se si applica il costo chilometrico da Pisa per Roma, è probabile che convenga prendere l’aereo, dopo il treno che è sicuramente più conveniente ma con un servizio inadeguato.

Ma l’esenzione dai pedaggi, di cui parla il sindaco, non salverebbe comunque le imprese della Farnesiana, perché altri danni sono prevedibili: agriturismi, Bed&Breakfast e aziende agricole, che vendono prodotti di filiera corta, subiranno una contrazione della clientela, conseguente alle difficoltà di accesso all’area e alle maggiori distanze da coprire. E non è un caso che il Comitato della Farnesiana rivendichi anche la perdita di valore delle aziende e dei terreni. Si può immaginare cosa succederà a Capalbio quando verranno praticamente tutti gli accessi sull’Aurelia e che non potranno essere compensati con qualche telepass.

Intanto sabato, la carovana per la mobilità ha incassato il sostegno di camionisti e automobilisti, in transito sulla corsia opposta rispetto a quella in cui si muovevano cavalli, trattori e persone. Parecchi automezzi si sono fermati per saperne di più. E non ci voleva molto per capire che il trasporto merci sarà una delle prossime vittime dell’Autostrada tirrenica: chi si imbarcherà al porto di Civitavecchia, oppure ne uscirà per andare in direzione nord alla volta di Viterbo o Livorno, subirà un altro salasso quando diverrà operativa l’intera autostrada.

In evidenza, nel corteo, tanti striscioni realizzati sino a tarda notte dai giovani nel presidio attestato presso l’attuale accesso che dall’Aurelia si immette nell’area della Farnesiana: “L’Aurelia è morta, aveva 2300 anni”, “Supposta tirrenica: un conflitto d’interessi lungo 200 chilometri” (allusione al ruolo del presidente SAT e dalla fine del 2010, commissario straordinario del governo per la costruzione dell’Autostrada Tirrenica), mentre più vicino agli interessi locali “Un ponte sul Mignone per secoli c’è stato, l’hanno sostituito con uno disegnato” (neanche disegnato come si può vedere nel particolare del Progetto), e giustamente un altro striscione chiede “ O nuovo o usato (quello abbandonato anni fa situato accanto al nuovi dell’Aurelia) il ponte va realizzato, e ancora “A12 unisce A con B, in mezzo solo carne da macello!!!”.

Durante la marcia, uno dei manifestanti, l'imprenditore Bernardo Podda, per richiamare l'attenzione sulla protesta, ha ripetuto un gesto che aveva già compiuto dopo l'abbattimento della bottega dei formaggi: si è spogliato e ha marciato in mutande. Risulta che su Facebook, da venti giorni a questa parte, Podda sia diventato un personaggio noto oltre i confini del Lazio, con richieste di amicizia da tutta la penisola. 

Dopo una decina di chilometri e quasi tre ore di camminata, l’arrivo dei manifestanti nella piazza del comune, occupata dai trattori e da una bara con su scritto “Aurelia”, non ha trovato ad attenderli il sindaco.

Mazzola, evidentemente poco interessato ad ascoltare una parte dei suoi stessi concittadini, ha preferito non rischiare ed aspettare il nuovo piano dalla SAT. Però i lavori della SAT accelerano ed è molto probabile che i lavori per la viabilità secondaria, comunque insufficienti, arrivino ma solo dopo aver distrutto mezza economia agricola e turistica della Maremma.

Su tutta la vicenda SAT si registra anche un’interrogazione parlamentare dello scorso 20 dicembre da parte del Movimento 5 Stelle che riassume alcune delle principali critiche al progetto SAT e sottolinea che il “ progetto ANAS 2001 si è dimostrato essere inoltre la soluzione più vantaggiosa in termini di analisi costi-benefici nello studio fatto nel 2004 dai professori Marco Ponti e Andrea Boitani” di Politecnico e Università Cattolica di Milano.

E la protesta continua con l'obiettivo di vedere completata prima dell'Autostrada, tutta la viabilità alternativa.

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